La Petizione è un atto di Democrazia Diretta, compiuto da cittadini NON eletti ovvero facenti parte dell'elettorato attivo (coloro che votano i rappresentanti eletti) - Art. 50 Costituzione.
Ovviamente, essendo appunto un atto di Democrazia Diretta, sempre tacciata ed ostacolata dalla Casta parlamentare a partite dall'anno 1970 (v. Legge 352/70) non ci si può attendere che gli eletti, che vogliono mantenere un potere ASSOLUTO sugli elettori, gioiscano o accolgano di buon grado ogni atto di Democrazia Diretta.
La cosa che invece dovrebbe far riflettere... ed anche parecchio... è quando si sente dire dai cittadini titolari di tali atti di Democrazia Diretta: "sono inutili perché tanto non ne tengono conto"... oppure: "non sono vincolanti perchè l'ultima decisione spetta al Parlamento (fatto di cittadini eletti con voto).
Nel primo caso si denota rassegnazione, passività e disinteresse, anche se vero che gli eletti, a livello nazionale/parlamentare, non tengono conto delle Petizioni presentate dal popolo (a livello locale non è vero).
Nel secondo caso mi chiedo: "Perchè è stata prevista nella Costituzione se non avessero voluto (i padri costituenti) attribuirgli alcun valore?", e poi ancora: "Perchè dire che un diritto costituzionale dei cittadini non ha valore solo perchè non gli viene attribuito da chi ha dimostrato solo di pensare a propri interessi ed agli interessi di pochi, abusando della fiducia/voto ricevuto?".
La posizione assunta dagli eletti, in merito alle Petizioni presentate dal popolo, dovrebbe caso mai indurre alla ribellione e non alla rassegnazione... ribellione pacifica e legittima... SIA BEN CHIARO!
DOVEROSA PRECISAZIONE:
Ovvio che le Petizioni vanno redatte e presentate con logica e cognizione di causa e che in una moltitudine di Petizioni presentate ce ne sono forse molte mal redatte ed inopportune... ma ce ne sono anche di bene redatte, veritiere e più che opportune (viste le malefatte della classe politico/rappresentativa nel corso degli anni e delle legislature)...
Quanto meno, a queste ultime, occorre che gli eletti diano risposte... possibilmente esaustive... ignorarle del tutto è offensivo nei confronti del popolo sovrano e nei confronti di chi ha speso tempo e risorse per redigerle e presentarle alla raccolta delle firme.
28 maggio 2010 - CCDD - Comitato Cittadino Democrazia Diretta
Comitato di cittadini al di fuori di ogni rappresentanza eletta, partito, movimento politico e/o lista civica, per sensibilizzare i cittadini ignari e le amministrazioni inadempienti, riguardo alla Democrazia Diretta, forma complementare e indispensabile della Democrazia Rappresentativa, per ottenere la vera Democrazia (sovranità popolare) come stabilità dall'art. 1 della Costituzione italiana (legge fondamentale dello Stato)
La Costituzione è Legge fondamentale dello Stato italiano (art. XVIII disp. trans. e finali)
La Democrazia è Sovranità che appartiene al Popolo (art. 1 Cost.)... che la esercita nelle forme stabilite dalla stessa.
Tali forme comprendono la Democrazia Rappresentativa (art. 55 Cost.) esercitata dai cittadini eletti; e la Democrazia Diretta (artt. 50, 56, 58, 71, 75, 102 e 138) esercitata dai cittadini NON eletti.
Senza entrambe queste due forme non ci sarà mai nessuna Democrazia ma soltanto una Oligarchia.
Tali forme comprendono la Democrazia Rappresentativa (art. 55 Cost.) esercitata dai cittadini eletti; e la Democrazia Diretta (artt. 50, 56, 58, 71, 75, 102 e 138) esercitata dai cittadini NON eletti.
Senza entrambe queste due forme non ci sarà mai nessuna Democrazia ma soltanto una Oligarchia.
30 mag 2010
9 mag 2010
Un'arma del potere: L'indebitamento, ovvero portare i cittadini a fare debiti
Grandissima parte dei componenti il popolo sanno di avere le mani legate dinnanzi al "Sistema", sia esso politico o lobbistico... ma forse non si rendono profondamente conto che se le legano spontaneamente con le scelte che fanno.
Un modo usato dai poteri costituiti da minoranze di persone, per tenere a freno i malcontenti, le proteste e le ribellioni di masse popolari (quindi maggioranze), consiste nel far leva su quelle che sono le naturali tendenze e i desideri degli esseri umani.
Provate a lasciare dei pezzetti di formaggio in una zona frequentata da topi e vedete quanto tempo i pezzetti di formaggio resteranno lì.
Non si può pretendere che chi è goloso e si nutre di una determinata cosa... la lasci stare se se la trova a portata di mano.
Il sistema attraverso le televisioni, radio, riviste, quotidiani, locandine e volantini con pubblicità, eventi di intrattenimento ed ogni altra cosa che possa raggiungere le persone in ogni luogo, solletica i desideri delle persone di ogni estrazione sociale e cultura, presentando comodità ed attrattive tecnologiche di ogni sorta... che spesso non sono necessarie alla vita ma soltanto superflue.
Ancor più si rifanno su quelle che sono le comuni ed indispensabili necessità di chiunque, ricchi e poveri, come l'acqua, la luce, il gas, l'automobile (per molti indispensabile per recarsi al lavoro o nei centri commerciali per fare spesa).
Dopo avere bombardato la mente ed i sensi naturali degli individui fanno in maniera che chiunque, anche chi non ha possibilità economiche sufficienti, possa coronare i propri desideri... togliersi come si suol dire, lo/gli sfizio/i.
Come?
Dandoli in pasto alle banche :-)
Chi ha la mia età (ormai 50 :-) ricorderà sicuramente che un tempo era molto più difficile avere credito dalle banche, o indebitarsi. Se non avevi garanzie, capitali, avallanti che garantivano il pagamento del debito al tuo posto... non ti davano nulla... o poco e niente.
Ora che la vita è più cara ed il potere d'acquisto dei salari è conseguentemente minore, basta uno stipendio fisso anche basso, per ottenere un finanziamento che ti permette di acquistare un'automobile... E chi non vorrebbe un'automobile? Nuova... brillante, sportiva, elegante, possibilmente una "Monovolume"!!
Così facendo, indebitandosi per acquistare una volta la casa, una volta l'auto, una volta i mobili in radica, una volta la Tv digitale, etc. etc. ci si prepara con le braghe calate quando il sistema economico va in crisi ed occorre aumentare le tasse, le aziende sfruttano i lavoratori, le banche giocano con ìl calo ed il rialzo degli interessi passivi ed attivi a loro discrezione e piacimento, le società di servizi aumentano i prezzi delle materie e dei servizi di prima necessità, etc.... e tutto si traduce in un piagnisteo continuo, esaurimenti nervosi, depressione, violenza familiare e guerra tra poveri (dove il più piccolo si rivale su chi lo è ancora di più).
Furbi vero?
La gente per non perdere quello che bramava ed ha acquistato, attraverso il pignoramento dei beni, è costretta a subire compromessi, vessazioni, abusi, sfruttamento, etc. etc. sapendo anche di non poter contare nella Giustizia perchè non vi è difesa contro truffatori incalliti che si presentano sotto svariate forme e vesti, poichè la giustizia in Italia la possono sperare soltanto chi sborsa fior fior di quattrini ad intere equipes di avvocati e se non si scontra con potenti lobbies.
Una ragione in più per divenire una massa popolare unita per costringere le minoranze di potere ad aggiustare le magagne perpetrate nei secoli... e rivendicare il diritto ad una vita dignitosa come previsto dalla nostra Costituzione (art. 36).
Bruno Aprile - 8 maggio 2010 - CCDD - Comitato Cittadino Democrazia Diretta
http://www.facebook.com/pages/Comitato-Cittadino-Democrazia-Diretta-CCDD/279152377228
Un modo usato dai poteri costituiti da minoranze di persone, per tenere a freno i malcontenti, le proteste e le ribellioni di masse popolari (quindi maggioranze), consiste nel far leva su quelle che sono le naturali tendenze e i desideri degli esseri umani.
Provate a lasciare dei pezzetti di formaggio in una zona frequentata da topi e vedete quanto tempo i pezzetti di formaggio resteranno lì.
Non si può pretendere che chi è goloso e si nutre di una determinata cosa... la lasci stare se se la trova a portata di mano.
Il sistema attraverso le televisioni, radio, riviste, quotidiani, locandine e volantini con pubblicità, eventi di intrattenimento ed ogni altra cosa che possa raggiungere le persone in ogni luogo, solletica i desideri delle persone di ogni estrazione sociale e cultura, presentando comodità ed attrattive tecnologiche di ogni sorta... che spesso non sono necessarie alla vita ma soltanto superflue.
Ancor più si rifanno su quelle che sono le comuni ed indispensabili necessità di chiunque, ricchi e poveri, come l'acqua, la luce, il gas, l'automobile (per molti indispensabile per recarsi al lavoro o nei centri commerciali per fare spesa).
Dopo avere bombardato la mente ed i sensi naturali degli individui fanno in maniera che chiunque, anche chi non ha possibilità economiche sufficienti, possa coronare i propri desideri... togliersi come si suol dire, lo/gli sfizio/i.
Come?
Dandoli in pasto alle banche :-)
Chi ha la mia età (ormai 50 :-) ricorderà sicuramente che un tempo era molto più difficile avere credito dalle banche, o indebitarsi. Se non avevi garanzie, capitali, avallanti che garantivano il pagamento del debito al tuo posto... non ti davano nulla... o poco e niente.
Ora che la vita è più cara ed il potere d'acquisto dei salari è conseguentemente minore, basta uno stipendio fisso anche basso, per ottenere un finanziamento che ti permette di acquistare un'automobile... E chi non vorrebbe un'automobile? Nuova... brillante, sportiva, elegante, possibilmente una "Monovolume"!!
Così facendo, indebitandosi per acquistare una volta la casa, una volta l'auto, una volta i mobili in radica, una volta la Tv digitale, etc. etc. ci si prepara con le braghe calate quando il sistema economico va in crisi ed occorre aumentare le tasse, le aziende sfruttano i lavoratori, le banche giocano con ìl calo ed il rialzo degli interessi passivi ed attivi a loro discrezione e piacimento, le società di servizi aumentano i prezzi delle materie e dei servizi di prima necessità, etc.... e tutto si traduce in un piagnisteo continuo, esaurimenti nervosi, depressione, violenza familiare e guerra tra poveri (dove il più piccolo si rivale su chi lo è ancora di più).
Furbi vero?
La gente per non perdere quello che bramava ed ha acquistato, attraverso il pignoramento dei beni, è costretta a subire compromessi, vessazioni, abusi, sfruttamento, etc. etc. sapendo anche di non poter contare nella Giustizia perchè non vi è difesa contro truffatori incalliti che si presentano sotto svariate forme e vesti, poichè la giustizia in Italia la possono sperare soltanto chi sborsa fior fior di quattrini ad intere equipes di avvocati e se non si scontra con potenti lobbies.
Una ragione in più per divenire una massa popolare unita per costringere le minoranze di potere ad aggiustare le magagne perpetrate nei secoli... e rivendicare il diritto ad una vita dignitosa come previsto dalla nostra Costituzione (art. 36).
Bruno Aprile - 8 maggio 2010 - CCDD - Comitato Cittadino Democrazia Diretta
http://www.facebook.com/pages/Comitato-Cittadino-Democrazia-Diretta-CCDD/279152377228
8 mag 2010
Le Petizioni non servono a nulla perchè vengono ignorate! Le manifestazioni di protesta servono a qualcosa? Sono ascoltate?
Una manifestazione di piazza è una libera espressione del pensiero e/o del dissendo, come è diritto di ogni singolo cittadino o gruppi di cittadini (art. 21 della Costituzione italiana)...
Ma la manifestazione di un dissendo o la libertà di espressione non sono per nulla vincolanti per i rappresentanti eletti, che decidono ancora ogni cosa (purtroppo).
La ritengo un'azione cittadina debole, indipendentemente dal numero dei partecipanti o dei manifestanti che la colorano e lo dimostra lo scenario cui siamo giunti dopo 64 anni di Costituzione italiana in cui si sono viste manifestazioni di ogni sorta, su ogni tema e con la partecipazione di milioni di cittadini.
Una manifestazione di piazza di protesta vorrebbe caso mai sensibilizzare la coscienza dei rappresentanti eletti che legiferano e che governano, coscienza che dopo 64 anni di Costituzione italiana hanno ampiamente dimostrato di ignorare, quindi è inutile continuare a sensibilizzare qualcosa che gli eletti non hanno o rinnegano deliberatamente.
La Manifestazione di piazza a sostegno di una "Petizione" ben redatta e con chiari motivi per cui la si presenta, su cui raccogliere firme di cittadini sostenitori, credo che abbia un vincolo maggiore per gli eletti poichè la Costituzione italiana, all'art. 50, prevede che i cittadini possano esporre ai rappresentanti eletti comuni necessità o richieste.
Se la Costituzione prevede tutto ciò credo che debba esserci un motivo... ovvero che quando i cittadini si esprimono, i rappresentanti eletti devono soddisfare quanto richiesto e motivato per ISCRITTO dai cittadini SOVRANI (art. 1 Cost.)... o quanto meno dare risposte esaustive in caso di diniego, ma non ignorare completamente tali motivate richieste.
I rappresentanti eletti tengono poco conto anche delle Petizioni, a quanto ci è parso di capire, ma a mio avviso ne tengono poco conto per la mancata insistenza e pressione del popolo a sostegno delle petizioni presentate.
Al di là di ogni disquisizione, comunque, bisogna ragionare attentamente sul fatto che se tengono poco conto delle Petizioni, che sono strumento di Democrazia Diretta previsto dalla Costituzione italiana... figuriamoci quanto possano tenere in considerazione le proteste di piazza basate sul solo dissenso.
Credo sia giunta l'ora di assumere una chiara posizione in assoluta controtendenza su tutto ciò che ci è stato insegnato e propinato dai politici e dai partiti finora... perchè quanto da loro perpetrato nei secoli dei secoli aveva ed ha tuttora degli obiettivi ben chiari!:
1) Farsi propaganda politico/elettorale per illudere e raggirare il popolo (dividi et impera)
2) Regnare sul popolo anzichè rappresentarlo... ovvero detenere un potere assoluto su esso.
Quindi:
1) Basta manifestazioni organizzate dai partiti a sostegno di qualcosa che non è ben chiaro ai cittadini e DIAMO il via a manifestazioni organizzate dai cittadini e senza interferenze di partiti e politici i quali da apparenti sostenitori devono diventare spettatori e ambasciatori del popolo nelle opportune sedi istituzionali.
2) Basta manifestazioni di solo dissendo e DIAMO il via a manifestazioni a sostegno di Petizioni (art. 50 Cost.), Proposte di legge di iniziativa popolare (art. 71 Cost.) e Referendum abrogativi di leggi ad personam o illegittime (art. 75 Cost.).
3) Basta a Referendum propogandistici proposti dai partiti attraverso la raccolta delle 500.000 firme (molto dispendiose e realizzate con denaro pubblico) e DIAMO il via a Referendum abrogativi proposti da cittadini attraverso i 5 Consigli Regionali.
O il popolo comincia a rendersi indipendente dai cosidetti partiti e si organizza dal basso, partendo dai piccoli comuni, o continueremo ad illuderci ed a concedersi poche ore di libero sfogo sventolando bandiere e gridando il nostro disappunto, per poi tornare il giorno successivo alla solita routine che ci vede, da 64 anni, dei sudditi muli.
Bruno Aprile - 8 maggio 2010 - CCDD - Comitato Cittadino Democrazia Diretta
http://www.facebook.com/pages/Comitato-Cittadino-Democrazia-Diretta-CCDD/279152377228
Ma la manifestazione di un dissendo o la libertà di espressione non sono per nulla vincolanti per i rappresentanti eletti, che decidono ancora ogni cosa (purtroppo).
La ritengo un'azione cittadina debole, indipendentemente dal numero dei partecipanti o dei manifestanti che la colorano e lo dimostra lo scenario cui siamo giunti dopo 64 anni di Costituzione italiana in cui si sono viste manifestazioni di ogni sorta, su ogni tema e con la partecipazione di milioni di cittadini.
Una manifestazione di piazza di protesta vorrebbe caso mai sensibilizzare la coscienza dei rappresentanti eletti che legiferano e che governano, coscienza che dopo 64 anni di Costituzione italiana hanno ampiamente dimostrato di ignorare, quindi è inutile continuare a sensibilizzare qualcosa che gli eletti non hanno o rinnegano deliberatamente.
La Manifestazione di piazza a sostegno di una "Petizione" ben redatta e con chiari motivi per cui la si presenta, su cui raccogliere firme di cittadini sostenitori, credo che abbia un vincolo maggiore per gli eletti poichè la Costituzione italiana, all'art. 50, prevede che i cittadini possano esporre ai rappresentanti eletti comuni necessità o richieste.
Se la Costituzione prevede tutto ciò credo che debba esserci un motivo... ovvero che quando i cittadini si esprimono, i rappresentanti eletti devono soddisfare quanto richiesto e motivato per ISCRITTO dai cittadini SOVRANI (art. 1 Cost.)... o quanto meno dare risposte esaustive in caso di diniego, ma non ignorare completamente tali motivate richieste.
I rappresentanti eletti tengono poco conto anche delle Petizioni, a quanto ci è parso di capire, ma a mio avviso ne tengono poco conto per la mancata insistenza e pressione del popolo a sostegno delle petizioni presentate.
Al di là di ogni disquisizione, comunque, bisogna ragionare attentamente sul fatto che se tengono poco conto delle Petizioni, che sono strumento di Democrazia Diretta previsto dalla Costituzione italiana... figuriamoci quanto possano tenere in considerazione le proteste di piazza basate sul solo dissenso.
Credo sia giunta l'ora di assumere una chiara posizione in assoluta controtendenza su tutto ciò che ci è stato insegnato e propinato dai politici e dai partiti finora... perchè quanto da loro perpetrato nei secoli dei secoli aveva ed ha tuttora degli obiettivi ben chiari!:
1) Farsi propaganda politico/elettorale per illudere e raggirare il popolo (dividi et impera)
2) Regnare sul popolo anzichè rappresentarlo... ovvero detenere un potere assoluto su esso.
Quindi:
1) Basta manifestazioni organizzate dai partiti a sostegno di qualcosa che non è ben chiaro ai cittadini e DIAMO il via a manifestazioni organizzate dai cittadini e senza interferenze di partiti e politici i quali da apparenti sostenitori devono diventare spettatori e ambasciatori del popolo nelle opportune sedi istituzionali.
2) Basta manifestazioni di solo dissendo e DIAMO il via a manifestazioni a sostegno di Petizioni (art. 50 Cost.), Proposte di legge di iniziativa popolare (art. 71 Cost.) e Referendum abrogativi di leggi ad personam o illegittime (art. 75 Cost.).
3) Basta a Referendum propogandistici proposti dai partiti attraverso la raccolta delle 500.000 firme (molto dispendiose e realizzate con denaro pubblico) e DIAMO il via a Referendum abrogativi proposti da cittadini attraverso i 5 Consigli Regionali.
O il popolo comincia a rendersi indipendente dai cosidetti partiti e si organizza dal basso, partendo dai piccoli comuni, o continueremo ad illuderci ed a concedersi poche ore di libero sfogo sventolando bandiere e gridando il nostro disappunto, per poi tornare il giorno successivo alla solita routine che ci vede, da 64 anni, dei sudditi muli.
Bruno Aprile - 8 maggio 2010 - CCDD - Comitato Cittadino Democrazia Diretta
http://www.facebook.com/pages/Comitato-Cittadino-Democrazia-Diretta-CCDD/279152377228
Etichette:
Le Manifestazioni di protesta servono?
3 mag 2010
Chi ha paura della Democrazia Diretta? I Politici e chi non vuole assumersi responsabilità.
Ho fatto una scelta di cui sono fermamente convinto, e forse non tutti i miei compagni di viaggio la pensano allo stesso modo.
Uso un esempio illustrativo che ho usato altre volte per rendere chiaro il concetto (il MIO concetto):
Per fare un Edificio (Democrazia) occorrono Ingegneri (Rappresentanti eletti) e Muratori (rappresentati Elettori).
Con il potenziamento della Democrazia Diretta (DD) non si vuole prevaricare sulla Democrazia Rappresentativa (DR) perchè la Costituzione italiana rimarrà sempre la guida e la Legge Fondamentale.
Potrà essere modificata ma sempre con gli stessi Organi purché controllati anch'essi dai cittadini sovrani e non occorre modificare i poteri di tali Organi, perché quelli che hanno tuttora, a mio avviso sono chiari e sufficienti.
Attualmente c'è qualcosa che stona nel funzionamento di TUTTI gli Organi di Stato ma secondo me è sempre dovuto alla mancanza di controllo da parte dei cittadini.
Gli Organi attuali resteranno tali (almeno per quello che è il mio concetto di DR+DD), quindi ogni proposta deve essere valutata da esperti, ma deve esserci il potere di controllo dei muratori (cittadini) sugli ingegneri (rappresentanti eletti).
Se vogliamo mantenere lo stesso paragone, sebbene non in campo edile ma elettrico (il mio campo) i progetti studiati e redatti dagli ingegneri sono sempre stati modificati su suggerimenti degli esecutori delle opere in loco e questo per il semplice fatto che i progetti non si possono fare sempre a tavolino poiché a tavolino non si possono conoscere e prevedere alcuni problemi che si presentano in loco... che normalmente si presentano sempre.
Solo chi ha esperienza in esecuzione di lavori da realizzare in loco può conoscere meglio tali problematiche, piuttosto di chi lavora su una scrivania, su un tecnigrafo o su un computer e le migliori opere sono quelle realizzate con una stretta collaborazione fra ingegneri (progettisti) ed esecutori (operai).
Professionisti umili hanno concesso agli esecutori di suggerire modifiche e soluzioni alternative o migliorative ed hanno entambe le categorie eseguito i lavori con ottimi risultati.
I tronfi di se hanno invece contribuito a distruggere aziende che nessuno avrebbe mai pensato finissero nelle condizioni che conosciamo bene tutti quanti.
Gli eletti, tornando in campo politico, sono spesso persone tronfie di sé che lo diventano ancor più una volta al potere (è la natura umana) e stando alla storia in oltre 60 anni di Costituzione, con l'alternarsi di partiti, maggioranze e personaggi politici di tutti i tipi, ci sono molte più probabilità che una volta sulla poltrona cambino direzione anche i più onesti (nuovi movimenti e/o liste civiche).
Per conto mio quindi, preferisco la cautela e starmene fuori da ciò che potrebbe diventare un laccio anche per me, e se sono fiori, come sempre sostenuto, fioriranno... si può sempre collaborare pur stando fuori con chi sta dentro al sistema rappresentativo a qualsiasi livello (comunale, provinciale, regionale e parlamentare).
La fiducia la si conquista sempre più difficilmente con la politica e con l'entrata in politica ed una prova tangibile è il numero di astensionisti che aumenta ad ogni elezione (per fortuna)... dipende quindi da chi si presenta alle elezioni imprimere la fiducia persa a moltissimi ex- elettori ed attuali elettori... non pretendere sempre e solo dagli elettori la fiducia sulla base di chiacchiere e promesse, programmi e comportamenti che si sono già visti in altre occasioni e da altri predecessori.
Chi si presenta a favore della Sovranità popolare quindi (art. 1 Cost.) non deve limitare gli strumenti di DD come già fatto dal Parlamento fin dal lontano 1970 (Legge n. 352/70). Poiché se i sostenitori che si presentano alle elezioni con nuova faccia e nuovi programmi, dicono di battersi per introdurre strumenti di Democrazia Diretta come quelli vigenti nella vicina Svizzera… ma poi ne limitano l’uso come fatto dai partiti attuali… non cambierà assolutamente nulla... perchè saranno sempre gli eletti a DECIDERE.
I cittadini devono poter decidere quando usarli e se li dovessere usare male, c’è sempre un Organo di controllo che dichiarerebbe l’inammissibilità delle proposte fatte o dei Referendum richiesti (Corte di Cassazione e Corte Costituzionale).
Bruno Aprile - 3 maggio 2010 - CCDD - Comitato Cittadino Democrazia Diretta
http://www.facebook.com/pages/Comitato-Cittadino-Democrazia-Diretta-CCDD/279152377228
Uso un esempio illustrativo che ho usato altre volte per rendere chiaro il concetto (il MIO concetto):
Per fare un Edificio (Democrazia) occorrono Ingegneri (Rappresentanti eletti) e Muratori (rappresentati Elettori).
Con il potenziamento della Democrazia Diretta (DD) non si vuole prevaricare sulla Democrazia Rappresentativa (DR) perchè la Costituzione italiana rimarrà sempre la guida e la Legge Fondamentale.
Potrà essere modificata ma sempre con gli stessi Organi purché controllati anch'essi dai cittadini sovrani e non occorre modificare i poteri di tali Organi, perché quelli che hanno tuttora, a mio avviso sono chiari e sufficienti.
Attualmente c'è qualcosa che stona nel funzionamento di TUTTI gli Organi di Stato ma secondo me è sempre dovuto alla mancanza di controllo da parte dei cittadini.
Gli Organi attuali resteranno tali (almeno per quello che è il mio concetto di DR+DD), quindi ogni proposta deve essere valutata da esperti, ma deve esserci il potere di controllo dei muratori (cittadini) sugli ingegneri (rappresentanti eletti).
Se vogliamo mantenere lo stesso paragone, sebbene non in campo edile ma elettrico (il mio campo) i progetti studiati e redatti dagli ingegneri sono sempre stati modificati su suggerimenti degli esecutori delle opere in loco e questo per il semplice fatto che i progetti non si possono fare sempre a tavolino poiché a tavolino non si possono conoscere e prevedere alcuni problemi che si presentano in loco... che normalmente si presentano sempre.
Solo chi ha esperienza in esecuzione di lavori da realizzare in loco può conoscere meglio tali problematiche, piuttosto di chi lavora su una scrivania, su un tecnigrafo o su un computer e le migliori opere sono quelle realizzate con una stretta collaborazione fra ingegneri (progettisti) ed esecutori (operai).
Professionisti umili hanno concesso agli esecutori di suggerire modifiche e soluzioni alternative o migliorative ed hanno entambe le categorie eseguito i lavori con ottimi risultati.
I tronfi di se hanno invece contribuito a distruggere aziende che nessuno avrebbe mai pensato finissero nelle condizioni che conosciamo bene tutti quanti.
Gli eletti, tornando in campo politico, sono spesso persone tronfie di sé che lo diventano ancor più una volta al potere (è la natura umana) e stando alla storia in oltre 60 anni di Costituzione, con l'alternarsi di partiti, maggioranze e personaggi politici di tutti i tipi, ci sono molte più probabilità che una volta sulla poltrona cambino direzione anche i più onesti (nuovi movimenti e/o liste civiche).
Per conto mio quindi, preferisco la cautela e starmene fuori da ciò che potrebbe diventare un laccio anche per me, e se sono fiori, come sempre sostenuto, fioriranno... si può sempre collaborare pur stando fuori con chi sta dentro al sistema rappresentativo a qualsiasi livello (comunale, provinciale, regionale e parlamentare).
La fiducia la si conquista sempre più difficilmente con la politica e con l'entrata in politica ed una prova tangibile è il numero di astensionisti che aumenta ad ogni elezione (per fortuna)... dipende quindi da chi si presenta alle elezioni imprimere la fiducia persa a moltissimi ex- elettori ed attuali elettori... non pretendere sempre e solo dagli elettori la fiducia sulla base di chiacchiere e promesse, programmi e comportamenti che si sono già visti in altre occasioni e da altri predecessori.
Chi si presenta a favore della Sovranità popolare quindi (art. 1 Cost.) non deve limitare gli strumenti di DD come già fatto dal Parlamento fin dal lontano 1970 (Legge n. 352/70). Poiché se i sostenitori che si presentano alle elezioni con nuova faccia e nuovi programmi, dicono di battersi per introdurre strumenti di Democrazia Diretta come quelli vigenti nella vicina Svizzera… ma poi ne limitano l’uso come fatto dai partiti attuali… non cambierà assolutamente nulla... perchè saranno sempre gli eletti a DECIDERE.
I cittadini devono poter decidere quando usarli e se li dovessere usare male, c’è sempre un Organo di controllo che dichiarerebbe l’inammissibilità delle proposte fatte o dei Referendum richiesti (Corte di Cassazione e Corte Costituzionale).
Bruno Aprile - 3 maggio 2010 - CCDD - Comitato Cittadino Democrazia Diretta
http://www.facebook.com/pages/Comitato-Cittadino-Democrazia-Diretta-CCDD/279152377228
30 apr 2010
LA LEGGE NON E' FRUTTO DI UNA SOLA PERSONA
Sarebbe bene leggere prima il materiale informativo da questo link: http://it.wikipedia.org/wiki/Procedimento_legislativo
____________
Per riassumere ed aggiungere:
1) L'Organo legislatore è il Parlamento (che ha il Potere Legislativo - ovvero di FARE le Leggi).
2) Il Parlamento è formato da due camere (la Camera dei Deputati e il Senato della Repubblica).
3) La Camera è formata da 630 deputati ed il Senato da 315 senatori (totale 945 parlamentari).
4) L'iniziativa legislativa parlamentare parte con la presentazione di una Proposta Di Legge (pdl) o Disegno Di Legge (ddl) da parte di un qualsiasi membro del Parlamento che viene prima esaminata da apposite Commissioni parlamentari, i cui membri possono proporre modifiche entro certi termini (Emendamenti). Queste Commissioni votano poi il DDL (o PDL) articolo per articolo e DOPO sottopongono alla Camera dei deputati il DDL per la votazione finale con la maggioranza dei voti dei suoi componenti, dopodichè il DDL votato dalla Camera passa al Senato che farà la stessa cosa.
Il DDL votato dalle due Camere a MAGGIORANZA DEI VOTI (almeno 945/2+1 = 473 voti) passa al Presidente della Repubblica per la Promulgazione. Il Presidente può rinviare UNA SOLA VOLTA alle Camere il DDL se nota irregolarità o illegittimità e se queste lo rivotano anche SENZA ALCUNA MODIFICA il DDL ritorna al Presidente della repubblica che è OBBLIGATO a Promulgarlo.
Dopo la promulgazione del Presidente della Repubblica il DDL diventa LEGGE, la quale diventa effettiva normalmente dopo 15 giorni dalla sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.
CONCLUSIONI:
Una Legge, giusta o ingiusta, legittima o illegittima (anti-costituzionale) è il frutto della volontà di ALMENO 473 parlamentari e NON SOLO DA CHI LA PROPONE!!
Questo è l'iter legislativo parlamentare... quello Governativo è altra cosa, anche se il Parlamento DOVREBBE avere l'ultima parola (Conversione in Legge di un Decreto Legge di iniziativa governativa).
______________________
Ora capirete che quando si sentono o si leggono titoli o lamentele del tipo: Tizio è un Dittatore, Tizio ha fatto la Legge, ha voluto la Legge, ha abolito la Legge, ha modificato la Legge, etc. etc. viene da piangere, per quanto sia disinformante l'informazione che ci trasmettono i media asserviti ai politici.
Perchè il Presidente del Consiglio, ad esempio, chiunque esso sia, NON FA LE LEGGI e perchè è fin troppo evidente che chi propone titoli o lamentele del genere o indica una sola persona come responsabile dei mali dell'Italia (Leggi ingiuste, illegittime, etc.)... sia egli di destra, di centro o di sinistra;
E' DI PARTE!!
E siccome il CCDD ritiene il Parlamento un'insieme di individui che avrebbero la pretesa di fare gli interessi del popolo... ma che invece se ne fregano altamente del popolo... escluso forse qualcuno che, contro una maggioranza di strane persone, potrà fare solo una cosa: ovvero NULLA!
NON VOGLIAMO ESSERE PRESO PIU' IN GIRO NE' DAI PARTITI - NE' TANTO MENO
DA CITTADINI CHE FANNO IL LORO GIOCO SENZA avere ancora afferrato bene il perchè lo facciano... Viene a loro in tasca qualcosa?
Se così fosse è meglio che si cerchino altri polli (v. commento dal titolo: Nuovi Partiti e Movimenti... etc.)
Cordiali saluti agli onesti, obiettivi, riflessivi e sovrani cittadini.
CCDD - Comitato Cittadino Democrazia Diretta - 27 aprile 2010
____________
Per riassumere ed aggiungere:
1) L'Organo legislatore è il Parlamento (che ha il Potere Legislativo - ovvero di FARE le Leggi).
2) Il Parlamento è formato da due camere (la Camera dei Deputati e il Senato della Repubblica).
3) La Camera è formata da 630 deputati ed il Senato da 315 senatori (totale 945 parlamentari).
4) L'iniziativa legislativa parlamentare parte con la presentazione di una Proposta Di Legge (pdl) o Disegno Di Legge (ddl) da parte di un qualsiasi membro del Parlamento che viene prima esaminata da apposite Commissioni parlamentari, i cui membri possono proporre modifiche entro certi termini (Emendamenti). Queste Commissioni votano poi il DDL (o PDL) articolo per articolo e DOPO sottopongono alla Camera dei deputati il DDL per la votazione finale con la maggioranza dei voti dei suoi componenti, dopodichè il DDL votato dalla Camera passa al Senato che farà la stessa cosa.
Il DDL votato dalle due Camere a MAGGIORANZA DEI VOTI (almeno 945/2+1 = 473 voti) passa al Presidente della Repubblica per la Promulgazione. Il Presidente può rinviare UNA SOLA VOLTA alle Camere il DDL se nota irregolarità o illegittimità e se queste lo rivotano anche SENZA ALCUNA MODIFICA il DDL ritorna al Presidente della repubblica che è OBBLIGATO a Promulgarlo.
Dopo la promulgazione del Presidente della Repubblica il DDL diventa LEGGE, la quale diventa effettiva normalmente dopo 15 giorni dalla sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.
CONCLUSIONI:
Una Legge, giusta o ingiusta, legittima o illegittima (anti-costituzionale) è il frutto della volontà di ALMENO 473 parlamentari e NON SOLO DA CHI LA PROPONE!!
Questo è l'iter legislativo parlamentare... quello Governativo è altra cosa, anche se il Parlamento DOVREBBE avere l'ultima parola (Conversione in Legge di un Decreto Legge di iniziativa governativa).
______________________
Ora capirete che quando si sentono o si leggono titoli o lamentele del tipo: Tizio è un Dittatore, Tizio ha fatto la Legge, ha voluto la Legge, ha abolito la Legge, ha modificato la Legge, etc. etc. viene da piangere, per quanto sia disinformante l'informazione che ci trasmettono i media asserviti ai politici.
Perchè il Presidente del Consiglio, ad esempio, chiunque esso sia, NON FA LE LEGGI e perchè è fin troppo evidente che chi propone titoli o lamentele del genere o indica una sola persona come responsabile dei mali dell'Italia (Leggi ingiuste, illegittime, etc.)... sia egli di destra, di centro o di sinistra;
E' DI PARTE!!
E siccome il CCDD ritiene il Parlamento un'insieme di individui che avrebbero la pretesa di fare gli interessi del popolo... ma che invece se ne fregano altamente del popolo... escluso forse qualcuno che, contro una maggioranza di strane persone, potrà fare solo una cosa: ovvero NULLA!
NON VOGLIAMO ESSERE PRESO PIU' IN GIRO NE' DAI PARTITI - NE' TANTO MENO
DA CITTADINI CHE FANNO IL LORO GIOCO SENZA avere ancora afferrato bene il perchè lo facciano... Viene a loro in tasca qualcosa?
Se così fosse è meglio che si cerchino altri polli (v. commento dal titolo: Nuovi Partiti e Movimenti... etc.)
Cordiali saluti agli onesti, obiettivi, riflessivi e sovrani cittadini.
CCDD - Comitato Cittadino Democrazia Diretta - 27 aprile 2010
Etichette:
LA LEGGE NON E' FRUTTO DI UNA SOLA PERSONA
Nuovi Partiti e Movimenti alle elezioni - E' veramente quello che ci vuole?
Se siamo tutti d'accordo sul fatto che un Disegno Di Legge (DDL) per diventare Legge deve essere approvato (votato) dalla maggioranza dei parlamentari (almeno 473). Per maggiori info vedere Nota:
http://www.facebook.com/notes/comitato-cittadino-democrazia-diretta-ccdd/la-legge-non-e-frutto-di-una-sola-persona-ad-es-berlusconi-o-casini-o-bersani/401223384216
Ci sarebbe da domandarsi come può un nuovo arrivato, sia esso un Partito o sia esso un Movimento, pensare di fare meglio di quelli esistenti, ovvero far passare Disegni Di Legge giusti, equi e senza trappole, ed inoltre come pensa di risolvere i problemi che esulano la Rappresentanza e che riguardano invece il terzo potere (Magistratura)... strane sentenze in cui vincono sempre i Potenti.
Rimanendo nel mondo politico/rappresentativo:
quanti parlamentari pensa di piazzare a Palazzo quel Partito o Movimento? E quindi, quanti voti pensa di prendere quel Partito o Movimento per piazzare quel numero di parlamentari necessario a far discutere ed approvare un buon Disegno Di Legge?
A livello amministrativo locale le cose non cambiano per nulla:
Quanti consiglieri comunali, o provinciali o regionali pensa di piazzare una Lista Civica appena creata? Per far sì che mozioni e proposte vengano deliberate?
In sostanza... senza la volontà espressa del Popolo... ogni minoranza rimarrà IN minoranza (scusate il gioco di parole) e non potrà altro che dividere la torta assieme ai Grandi (anzi prendere le briciole - che pur sempre sono qualcosa - per chi è eletto).
Quindi per realizzare quello che realmente si dichiara di voler realizzare... è necessario che chi è eletto, o chi aspira a diventarlo, si CONSULTI o chieda il SOSTEGNO del popolo... ma non soltanto attraverso il voto ogni 5 anni o anche meno... ma ogni qualvolta il Popolo lo chiede o si debbano prendere decisioni importanti!
La Democrazia VERA si avrà con uno stretto legame fra rappresentanti eletti (DR) e rappresentati non eletti (DD).
Questo implica che chi è eletto non deve/devono decidere LUI/LORO quando consultarsi coi cittadini ma bensì DEVE/DeVONO accogliere, esaminare e rispondere alle richieste di consultazione con i cittadini non eletti anche quando provengono da questi ultimi.
Questa intenzione la si comprende dai "Programmi" che i neo-gruppi candidandi propongono fuori e dentro alle campagne elettorali.
Se si vogliono introdurre strumenti di partecipazione popolare - DI QUALSIASI TIPO - per poi ostracizzarne l'uso, come fatto dal Parlamento a partire dal 1970 (legge n. 352) ad oggi COSA CAMBIA?
Per evitare quindi che nuovi Furbi imitino i vecchi furbi occorrono due categorie di cittadini ben distinte con stessi poteri Eletti ed Elettori ma che collaborino INSIEME.
N.B.
Con questo non si vuole sminuire o mettere in dubbio la buona fede di chi vuole presentarsi come un tocco di aria pura... ma occorre stare attenti perchè... si sa... la politica è sempre vista da molti come la Gallina dalle uova d'oro.
Chi è in buona fede e non vuole essere guardato con sospetto proporrà un "Programma chiaro e completo".
Comitato Cittadino Democrazia Diretta - 30 aprile 2010
http://www.facebook.com/notes/comitato-cittadino-democrazia-diretta-ccdd/la-legge-non-e-frutto-di-una-sola-persona-ad-es-berlusconi-o-casini-o-bersani/401223384216
Ci sarebbe da domandarsi come può un nuovo arrivato, sia esso un Partito o sia esso un Movimento, pensare di fare meglio di quelli esistenti, ovvero far passare Disegni Di Legge giusti, equi e senza trappole, ed inoltre come pensa di risolvere i problemi che esulano la Rappresentanza e che riguardano invece il terzo potere (Magistratura)... strane sentenze in cui vincono sempre i Potenti.
Rimanendo nel mondo politico/rappresentativo:
quanti parlamentari pensa di piazzare a Palazzo quel Partito o Movimento? E quindi, quanti voti pensa di prendere quel Partito o Movimento per piazzare quel numero di parlamentari necessario a far discutere ed approvare un buon Disegno Di Legge?
A livello amministrativo locale le cose non cambiano per nulla:
Quanti consiglieri comunali, o provinciali o regionali pensa di piazzare una Lista Civica appena creata? Per far sì che mozioni e proposte vengano deliberate?
In sostanza... senza la volontà espressa del Popolo... ogni minoranza rimarrà IN minoranza (scusate il gioco di parole) e non potrà altro che dividere la torta assieme ai Grandi (anzi prendere le briciole - che pur sempre sono qualcosa - per chi è eletto).
Quindi per realizzare quello che realmente si dichiara di voler realizzare... è necessario che chi è eletto, o chi aspira a diventarlo, si CONSULTI o chieda il SOSTEGNO del popolo... ma non soltanto attraverso il voto ogni 5 anni o anche meno... ma ogni qualvolta il Popolo lo chiede o si debbano prendere decisioni importanti!
La Democrazia VERA si avrà con uno stretto legame fra rappresentanti eletti (DR) e rappresentati non eletti (DD).
Questo implica che chi è eletto non deve/devono decidere LUI/LORO quando consultarsi coi cittadini ma bensì DEVE/DeVONO accogliere, esaminare e rispondere alle richieste di consultazione con i cittadini non eletti anche quando provengono da questi ultimi.
Questa intenzione la si comprende dai "Programmi" che i neo-gruppi candidandi propongono fuori e dentro alle campagne elettorali.
Se si vogliono introdurre strumenti di partecipazione popolare - DI QUALSIASI TIPO - per poi ostracizzarne l'uso, come fatto dal Parlamento a partire dal 1970 (legge n. 352) ad oggi COSA CAMBIA?
Per evitare quindi che nuovi Furbi imitino i vecchi furbi occorrono due categorie di cittadini ben distinte con stessi poteri Eletti ed Elettori ma che collaborino INSIEME.
N.B.
Con questo non si vuole sminuire o mettere in dubbio la buona fede di chi vuole presentarsi come un tocco di aria pura... ma occorre stare attenti perchè... si sa... la politica è sempre vista da molti come la Gallina dalle uova d'oro.
Chi è in buona fede e non vuole essere guardato con sospetto proporrà un "Programma chiaro e completo".
Comitato Cittadino Democrazia Diretta - 30 aprile 2010
25 apr 2010
Abbatere il Quorum dai Referendum - PRECISAZIONI IMPORTANTI
Innanzitutto cos'è il Quorum?
Il Quorum è in sostanza: IL NUMERO MINIMO DI VOTI (quindi di gente che vota) CHE RENDE LEGALMENTE VALIDA UNA VOTAZIONE.
Per quanto riguarda il solo Referendum abrogativo, in Italia, è previsto un Quorum pari al 50+1% dei voti perchè il Referendum sia ritenuto valido.
Su 48.000.000 di aventi diritto al voto occorrono 24.000.001 voti (persone che votano il referendum) per far sì che il Referendum sia valido.
Per i restanti Refrendum non c'è Quorum
Come per ogni cosa che riguardi la politica occorre sempre fare dei distinguo:
1) Chi sostiene opinioni in mala fede (per non cambiare nulla o per agire per conto dei partiti)
2) Chi sostiene opinioni in buona fede (temendo un peggioramento della situazione)
Escludendo i primi, che non ci interessano minimamente e con i quali riteniamo inutile discutere, ci rivolgiamo ai secondi per elencare gli aspetti fondamentali che giustificano l'abbattimento del Quorum in qualsiasi genere di Referendum.
1) Abrogativo (art. 75 Cost.)
2) Confermativo (art. 138 Cost.)
3) Consultivo (non previsto dalla nostra Costituzione)
4) Propositivo (non previsto dalla nostra Costituzione)
5) Deliberativo (non previsto dalla nostra Costituzione)
6) Revocativo (non previsto dalla nostra Costituzione)
Parentesi:
In merito ai Referendum di cui ai punti 3, 4, 5 e 6 ci sarebbe da discutere facendo riferimento all'Autonomia degli Enti locali (artt. 114 e segg. Cost.), poichè introdurli a livello locale sarebbe solo migliorativo e non peggiorativo ovvero illegittimo (o anti costituzionale). Infatti in alcune Regioni ed in alcuni Comuni sono stati introdotti tanto il Referendum Consultivo, quanto il Referendum Propositivo (in alcuni casi senza quorum).
Chiusa parentesi.
Alcuni vedono delle perplessità nell'abbattimento del Quorum perchè vedrebbero in alcune proposte insensate, presentate da rappresentanti eletti e/o da cittadini non eletti, dei GRAVI PERICOLI.
Queste preoccupazioni sono infondate per i seguenti motivi:
1) La Costituzione italiana è sempre la Legge fondamentale che tutti devono rispettare (art. XVIII disp. transitorie e finali).
2) Esiste un'organo garante della Costituzione italiana (artt. 136 e 134 Cost.) che deve anche valutare la legittimità di ogni richiesta di Referendum (da qualsiasi parte essa provenga), ovvero la Corte Costituzionale. Un Referendum proposto passa al vaglio di un organo preposto che ne dichiara quindi la legittimità ed anche l'ammissibilità (Ufficio Centrale del Referendum istituito presso la Corte di Cassazione). Se qualcuno dovesse proporre un Referendum in contrasto con la Costituzione italiana questo verrebbe dichiarato INAMMISSIBILE. Anche a livello comunale, provinciale e regionale esistono apposite Commissioni per il referendum, che hanno il compito di valutarne la legittimità e l'ammissibilità.
Dal punto di vista tecnico inoltre:
3) L'abbattimento del Quorum eliminerebbe il fenomeno dell'astensionismo (N.B. da non confondere con l'astensionismo al voto per la scelta dei rappresentanti eletti... che è tutt'altra cosa). Se la gente sa che il Referendum andrà a buon fine perché non "invalidato" per mancato raggiungimento del Quorum... molte più persone andranno a votarlo.
4) Chi lo propone (fra i rappresentanti eletti) ha maggior interesse a chiarire ed informare la popolazione o la cittadinanza locale sul quesito referendario perchè sa che molte più persone andranno a votarlo ed anche chi è contrario dovrà informare riguardo al suo punto di vista. Ci sarebbe più informazione a vantaggio dei cittadini che, con maggiori informazioni in possesso, andranno a votarlo con più probabilità.
5) Ammesso che la proposta insensata passasse il vaglio dell'organo preposto a dichiararne l'ammissibilità, la gente, sapendo che non esiste Quorum, andrebbe a votare con maggior convinzione, tantopiù se sa' di dover votare su una proposta insensata, per evitare che minoranze possano far passare la proposta insensata.
6) Dove esiste il quorum? In Europa esiste un quorum del 50% in Slovenia, Ungheria, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e quasi tutte le repubbliche dell’ex blocco comunista. Esiste inoltre il quorum del 40% in Danimarca.
Dove non esiste il Quorum? I referendum non prevedono il quorum in paesi con lunga storia democratica come Francia, Gran Bretagna, Irlanda, Paesi Bassi, Islanda, Spagna, Malta, Lussemburgo, Finlandia, Austria, oltre che ovviamente nella patria dei referendum, la Svizzera e il Lichtenstein.
Negli USA non esiste il referendum a livello federale, ma i 27 stati USA che lo prevedono, hanno quorum zero. Anche in Nuova Zelanda, altra nazione che ricorre frequentemente alla consultazione referendaria, non è previsto quorum.
Dal punto di vista opinionistico invece personalmente dico:
Perchè devo pagare io, che voglio esercitare parte della mia sovranità con cognizione di causa, per colpa di gente che se ne frega di come gli eletti gestiscono la mia vita, il futuro mio e dei miei figli e nipoti, delle mie energie e delle mie risorse fisiche ed economiche... perchè non vota nemmeno i Referendum Popolari? (preferendo lamentarsi sempre dei politici, discutere solo di sport, di calcio o della vita privata dei vip, etc.?).
In sostanza è giusto che le decisioni vengano prese da chi partecipa, da chi si esprime, da chi vota, da chi è attivo.
Chi si astiene è giusto che prenda quello che passa il convento (e senza lamentarsi).
Dal punto di vista Democratico:
Non tutti coloro che si astengono sono favorevoli al No (alla NON abrogazione della legge) poiché c'è gente che non può votare i referendum perché lontana dal proprio comune di residenza, perché impossibilitata per motivi di salute, perché disinteressata alla politica o sfiduciata nei confronti dei politici, perché per ignoranza preferisce astenersi pur di fare scelte errate.
Un breve esempio:
Gli aventi diritto al voto sono 48.000.000 e si recano a votare un referendum solo 24.000.000 di essi, e fra i 24.000.000 di votanti 23.999.999 hanno votano SI ed 1 solo cittadino vota NO... il referendum sarebbe nullo e la legge non verrebbe abrogata pur avendo espresso NO un solo cittadino. sarebbe democrazia questa? In questo caso vince una ristretta minoranza.
Bruno Aprile - tel. 3472954867 - Locate Varesino (CO) - CCDD Comitato Cittadino Democrazia Diretta
Il Quorum è in sostanza: IL NUMERO MINIMO DI VOTI (quindi di gente che vota) CHE RENDE LEGALMENTE VALIDA UNA VOTAZIONE.
Per quanto riguarda il solo Referendum abrogativo, in Italia, è previsto un Quorum pari al 50+1% dei voti perchè il Referendum sia ritenuto valido.
Su 48.000.000 di aventi diritto al voto occorrono 24.000.001 voti (persone che votano il referendum) per far sì che il Referendum sia valido.
Per i restanti Refrendum non c'è Quorum
Come per ogni cosa che riguardi la politica occorre sempre fare dei distinguo:
1) Chi sostiene opinioni in mala fede (per non cambiare nulla o per agire per conto dei partiti)
2) Chi sostiene opinioni in buona fede (temendo un peggioramento della situazione)
Escludendo i primi, che non ci interessano minimamente e con i quali riteniamo inutile discutere, ci rivolgiamo ai secondi per elencare gli aspetti fondamentali che giustificano l'abbattimento del Quorum in qualsiasi genere di Referendum.
1) Abrogativo (art. 75 Cost.)
2) Confermativo (art. 138 Cost.)
3) Consultivo (non previsto dalla nostra Costituzione)
4) Propositivo (non previsto dalla nostra Costituzione)
5) Deliberativo (non previsto dalla nostra Costituzione)
6) Revocativo (non previsto dalla nostra Costituzione)
Parentesi:
In merito ai Referendum di cui ai punti 3, 4, 5 e 6 ci sarebbe da discutere facendo riferimento all'Autonomia degli Enti locali (artt. 114 e segg. Cost.), poichè introdurli a livello locale sarebbe solo migliorativo e non peggiorativo ovvero illegittimo (o anti costituzionale). Infatti in alcune Regioni ed in alcuni Comuni sono stati introdotti tanto il Referendum Consultivo, quanto il Referendum Propositivo (in alcuni casi senza quorum).
Chiusa parentesi.
Alcuni vedono delle perplessità nell'abbattimento del Quorum perchè vedrebbero in alcune proposte insensate, presentate da rappresentanti eletti e/o da cittadini non eletti, dei GRAVI PERICOLI.
Queste preoccupazioni sono infondate per i seguenti motivi:
1) La Costituzione italiana è sempre la Legge fondamentale che tutti devono rispettare (art. XVIII disp. transitorie e finali).
2) Esiste un'organo garante della Costituzione italiana (artt. 136 e 134 Cost.) che deve anche valutare la legittimità di ogni richiesta di Referendum (da qualsiasi parte essa provenga), ovvero la Corte Costituzionale. Un Referendum proposto passa al vaglio di un organo preposto che ne dichiara quindi la legittimità ed anche l'ammissibilità (Ufficio Centrale del Referendum istituito presso la Corte di Cassazione). Se qualcuno dovesse proporre un Referendum in contrasto con la Costituzione italiana questo verrebbe dichiarato INAMMISSIBILE. Anche a livello comunale, provinciale e regionale esistono apposite Commissioni per il referendum, che hanno il compito di valutarne la legittimità e l'ammissibilità.
Dal punto di vista tecnico inoltre:
3) L'abbattimento del Quorum eliminerebbe il fenomeno dell'astensionismo (N.B. da non confondere con l'astensionismo al voto per la scelta dei rappresentanti eletti... che è tutt'altra cosa). Se la gente sa che il Referendum andrà a buon fine perché non "invalidato" per mancato raggiungimento del Quorum... molte più persone andranno a votarlo.
4) Chi lo propone (fra i rappresentanti eletti) ha maggior interesse a chiarire ed informare la popolazione o la cittadinanza locale sul quesito referendario perchè sa che molte più persone andranno a votarlo ed anche chi è contrario dovrà informare riguardo al suo punto di vista. Ci sarebbe più informazione a vantaggio dei cittadini che, con maggiori informazioni in possesso, andranno a votarlo con più probabilità.
5) Ammesso che la proposta insensata passasse il vaglio dell'organo preposto a dichiararne l'ammissibilità, la gente, sapendo che non esiste Quorum, andrebbe a votare con maggior convinzione, tantopiù se sa' di dover votare su una proposta insensata, per evitare che minoranze possano far passare la proposta insensata.
6) Dove esiste il quorum? In Europa esiste un quorum del 50% in Slovenia, Ungheria, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e quasi tutte le repubbliche dell’ex blocco comunista. Esiste inoltre il quorum del 40% in Danimarca.
Dove non esiste il Quorum? I referendum non prevedono il quorum in paesi con lunga storia democratica come Francia, Gran Bretagna, Irlanda, Paesi Bassi, Islanda, Spagna, Malta, Lussemburgo, Finlandia, Austria, oltre che ovviamente nella patria dei referendum, la Svizzera e il Lichtenstein.
Negli USA non esiste il referendum a livello federale, ma i 27 stati USA che lo prevedono, hanno quorum zero. Anche in Nuova Zelanda, altra nazione che ricorre frequentemente alla consultazione referendaria, non è previsto quorum.
7) Altre informazioni sulle ragioni per abolire il Quorum dai referendum sono esposte nel Blog di Paolo Michelotto al seguente link: http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/05/23/13-motivi-per-abolire-il-quorum-dai-referendum/
Dal punto di vista opinionistico invece personalmente dico:
Perchè devo pagare io, che voglio esercitare parte della mia sovranità con cognizione di causa, per colpa di gente che se ne frega di come gli eletti gestiscono la mia vita, il futuro mio e dei miei figli e nipoti, delle mie energie e delle mie risorse fisiche ed economiche... perchè non vota nemmeno i Referendum Popolari? (preferendo lamentarsi sempre dei politici, discutere solo di sport, di calcio o della vita privata dei vip, etc.?).
In sostanza è giusto che le decisioni vengano prese da chi partecipa, da chi si esprime, da chi vota, da chi è attivo.
Chi si astiene è giusto che prenda quello che passa il convento (e senza lamentarsi).
Dal punto di vista Democratico:
Non tutti coloro che si astengono sono favorevoli al No (alla NON abrogazione della legge) poiché c'è gente che non può votare i referendum perché lontana dal proprio comune di residenza, perché impossibilitata per motivi di salute, perché disinteressata alla politica o sfiduciata nei confronti dei politici, perché per ignoranza preferisce astenersi pur di fare scelte errate.
Un breve esempio:
Gli aventi diritto al voto sono 48.000.000 e si recano a votare un referendum solo 24.000.000 di essi, e fra i 24.000.000 di votanti 23.999.999 hanno votano SI ed 1 solo cittadino vota NO... il referendum sarebbe nullo e la legge non verrebbe abrogata pur avendo espresso NO un solo cittadino. sarebbe democrazia questa? In questo caso vince una ristretta minoranza.
Bruno Aprile - tel. 3472954867 - Locate Varesino (CO) - CCDD Comitato Cittadino Democrazia Diretta
Etichette:
Abbattere Quorum dai Referendum
23 apr 2010
Ciò che molti non sanno sul Referendum abrogativo popolare (con raccolta delle 500.000 firme)
Premessa IMPORTANTE:
Quale fervente sostenitore della Democrazia Diretta non intendo sminuire il valore del Referendum popolare abrogativo di legge ordinaria (art. 75 Cost.) poichè è un importantissimo strumento di Democrazia Diretta.
Il problema è nato dal lontano 1970 (come osservato in altre note, fra cui questa: http://www.facebook.com/note.php?note_id=306344314216), ovvero quando il Parlamento ha pensato di renderlo impraticabile ai cittadini elettori, ponendo degli ostacoli con lìLegge n. 352/70.
Ha fatto sì, in sostanza, che di tale strumento di Democrazia Diretta, se ne impossessassero i partiti, perchè potessero essere sempre gli eletti a scegliere quali leggi abrogare e quali leggi invece mantenere (mica scemi i nostri rappresentanti eletti :-). Oltre a questo (della serie prendiamo due piccioni con una fava) ne hanno fatto, specie negli ultimi anni, delle mere campagne propagandistico/elettorali.
Un'ulteriore dimostrazione di quanto questo sia assai probabile è data dal fatto che non c'è mai stato NESSUNO che abbia fatto indire Referendum abrogativo di legge, attraverso i 5 consigli regionali (v. art. 75 Cost.).
Ma perchè?
1) I partiti che imbandiscono banchetti per le raccolte firme non si farebbero la pubblicità/propaganda che si fanno con la raccolta delle 500.000 firme
2) Immaginatelo da voi leggendo questo articolo: http://www.vita.it/news/viewprint/46231
Al di là di ogni cosa, quello che dovrebbere fare riflettere, anche a rischio di andare in netta contro tendenza ed impopolarità, è l'aspetto economico.
Un referendum indetto attraverso i 5 Consigli regionali costerebbe MOLTO MENO DENARO PUBBLICO.
Poichè alla fine i partiti usano sempre i NOSTRI soldi per organizzare la raccolta delle 500.000 firme (v. finanziamento pubblico ai partiti e rimborsi campagne elettorali + il premio di cui all'articolo leggibile al link sopra indicato).
Iniziamo ad essere impopolari quindi... sperimentiamo prima la via dei 5 consigli regionali e, caso mai, DOPO quella delle 500.000 firme.
Bruno Aprile - 23 aprile 2010 - Comitato Cittadino Democrazia Diretta
Quale fervente sostenitore della Democrazia Diretta non intendo sminuire il valore del Referendum popolare abrogativo di legge ordinaria (art. 75 Cost.) poichè è un importantissimo strumento di Democrazia Diretta.
Il problema è nato dal lontano 1970 (come osservato in altre note, fra cui questa: http://www.facebook.com/note.php?note_id=306344314216), ovvero quando il Parlamento ha pensato di renderlo impraticabile ai cittadini elettori, ponendo degli ostacoli con lìLegge n. 352/70.
Ha fatto sì, in sostanza, che di tale strumento di Democrazia Diretta, se ne impossessassero i partiti, perchè potessero essere sempre gli eletti a scegliere quali leggi abrogare e quali leggi invece mantenere (mica scemi i nostri rappresentanti eletti :-). Oltre a questo (della serie prendiamo due piccioni con una fava) ne hanno fatto, specie negli ultimi anni, delle mere campagne propagandistico/elettorali.
Un'ulteriore dimostrazione di quanto questo sia assai probabile è data dal fatto che non c'è mai stato NESSUNO che abbia fatto indire Referendum abrogativo di legge, attraverso i 5 consigli regionali (v. art. 75 Cost.).
Ma perchè?
1) I partiti che imbandiscono banchetti per le raccolte firme non si farebbero la pubblicità/propaganda che si fanno con la raccolta delle 500.000 firme
2) Immaginatelo da voi leggendo questo articolo: http://www.vita.it/news/viewprint/46231
Al di là di ogni cosa, quello che dovrebbere fare riflettere, anche a rischio di andare in netta contro tendenza ed impopolarità, è l'aspetto economico.
Un referendum indetto attraverso i 5 Consigli regionali costerebbe MOLTO MENO DENARO PUBBLICO.
Poichè alla fine i partiti usano sempre i NOSTRI soldi per organizzare la raccolta delle 500.000 firme (v. finanziamento pubblico ai partiti e rimborsi campagne elettorali + il premio di cui all'articolo leggibile al link sopra indicato).
Iniziamo ad essere impopolari quindi... sperimentiamo prima la via dei 5 consigli regionali e, caso mai, DOPO quella delle 500.000 firme.
Bruno Aprile - 23 aprile 2010 - Comitato Cittadino Democrazia Diretta
Etichette:
referendum attraverso i 5 consigli regionali
20 apr 2010
Il Progetto del CCDD - Comitato Cittadino Democrazia Diretta
Il Progetto del CCDD consiste nel formare gruppi di cittadini in ogni comune, coordinati e facenti parte di un unico Comitato nazionale con stesso nome e stessa sigla (CCDD – Comitato Cittadino Democrazia Diretta) che non si candiderà mai a nessun tipo di elezione, poiché i suoi obiettivi principali sono:
1) Chiedere che le amministrazioni locali adeguino gli Statuti ed i Regolamenti all’ attuale Legge ed alla Costituzione italiana per quanto riguarda la partecipazione cittadina alla vita politica del paese (Democrazia Diretta). Far si, quindi, che gli amministratori eletti coinvolgano e rendano partecipi i cittadini, attraverso consultazioni cittadine, petizioni, proposte e referendum, prima di ogni decisione (delibera).
2) Chiedere la massima trasparenza amministrativa agli enti pubblici ed alle amministrazioni ogni volta che i cittadini ne facciano richiesta. Ogni spesa sostenuta con denaro pubblico deve essere motivata e descritta nei minimi particolari ai cittadini che ne faranno richiesta.
3) Chiedere, insomma, che si applichi nella realtà il principio di cui all’art. 1 della Costituzione italiana, ovvero che il POPOLO è sovrano e quindi l’ultimo ad esprimersi, e che i rappresentanti sono delegati e subalterni. I rappresentanti possono decidere solo quando i cittadini non si esprimono.
Per noi la Democrazia si potrà avere realmente con la Democrazia Diretta a complemento della Democrazia rappresentativa.
Comitato Cittadino Democrazia Diretta - 3 gennaio 2010
http://www.facebook.com/pages/Comitato-Cittadino-Democrazia-Diretta-CCDD/279152377228
1) Chiedere che le amministrazioni locali adeguino gli Statuti ed i Regolamenti all’ attuale Legge ed alla Costituzione italiana per quanto riguarda la partecipazione cittadina alla vita politica del paese (Democrazia Diretta). Far si, quindi, che gli amministratori eletti coinvolgano e rendano partecipi i cittadini, attraverso consultazioni cittadine, petizioni, proposte e referendum, prima di ogni decisione (delibera).
2) Chiedere la massima trasparenza amministrativa agli enti pubblici ed alle amministrazioni ogni volta che i cittadini ne facciano richiesta. Ogni spesa sostenuta con denaro pubblico deve essere motivata e descritta nei minimi particolari ai cittadini che ne faranno richiesta.
3) Chiedere, insomma, che si applichi nella realtà il principio di cui all’art. 1 della Costituzione italiana, ovvero che il POPOLO è sovrano e quindi l’ultimo ad esprimersi, e che i rappresentanti sono delegati e subalterni. I rappresentanti possono decidere solo quando i cittadini non si esprimono.
Per noi la Democrazia si potrà avere realmente con la Democrazia Diretta a complemento della Democrazia rappresentativa.
Comitato Cittadino Democrazia Diretta - 3 gennaio 2010
http://www.facebook.com/pages/Comitato-Cittadino-Democrazia-Diretta-CCDD/279152377228
Etichette:
PROGETTO del CCDD
15 apr 2010
E-mail certificata al Sindaco di Locate Varesino
From: "Bruno Aprile"
To: "Luca Castiglioni"
Cc: "LocateInforma"
Subject: Gruppo di lavoro per modifiche al regolamento comunale
Date: Thu, 15 Apr 2010 02:58:38
Egregio Signor Sindaco,
non avendo ricevuto risposta, né conferma di lettura, alla mia precedente e-mail del 08/03/2010, che Le inviai:
dopo aver letto a pagina 3 del numero di dicembre 2009 "Locate Informa" quanto testualmente di seguito riportato:
"Accolgo, sempre molto volentieri, coloro che hanno l'intenzione di dare suggerimenti, aiuti, proposte e consigli, poiché ritengo che ogni contributo sia prezioso e irrinunciabile quando è dato onestamente per il bene collettivo.";
le scrivo nuovamente:
dopo aver letto a pagina 25 del numero di aprile 2010 "Locate Informa" quanto testualmente di seguito riportato:
"Presto comunque verrà istituito un gruppo di lavoro, con componenti di maggioranza e opposizione (in numero uguale) per discutere ed apportare eventuali modifiche all'attuale regolamento comunale in vigore.",
per chiederLe cortesemente di valutare l'inserimento nel suddetto gruppo di lavoro il Comitato che presiedo, "CCDD - Comitato Cittadino Democrazia Diretta", registrato il 22 gennaio 2010 presso l'Ufficio delle Entrate di Como e protocollato presso il Comune di Locate Varesino il 14 aprile 2010, per discutere su eventuali modifiche da apportare
all'attuale Regolamento comunale in vigore relativamente a quanto stabilito dall'art. 8 del Dlgs 267/00 che l'attuale Regolamento Comunale non prevede e non cita minimamente.
Il tutto in virtù di quanto da Lei stesso dichiarato nel numero di Locate informa di dicembre 2009 (v. sopra), in virtù dell'articolo 8 del Dlgs 267/00 che prevede la consultazione con componenti esterni all'amministrazione eletta ed in virtù del fatto che non esiste altra Associazione e/o Comitato a Locate Varesino che si occupa della materia riguardante il citato articolo del Dlgs 267/00 che, come ripeto, l'attuale Regolamento comunale non prevede e non cita.
In attesa di una Sua cortese risposta Voglia gradire i miei migliori saluti.
Bruno Aprile - Locate Varesino (CO) - tel. 3472954867 - Presidente CCDD - Comitato Cittadino Democrazia Diretta
To: "Luca Castiglioni"
Cc: "LocateInforma"
Subject: Gruppo di lavoro per modifiche al regolamento comunale
Date: Thu, 15 Apr 2010 02:58:38
Egregio Signor Sindaco,
non avendo ricevuto risposta, né conferma di lettura, alla mia precedente e-mail del 08/03/2010, che Le inviai:
dopo aver letto a pagina 3 del numero di dicembre 2009 "Locate Informa" quanto testualmente di seguito riportato:
"Accolgo, sempre molto volentieri, coloro che hanno l'intenzione di dare suggerimenti, aiuti, proposte e consigli, poiché ritengo che ogni contributo sia prezioso e irrinunciabile quando è dato onestamente per il bene collettivo.";
le scrivo nuovamente:
dopo aver letto a pagina 25 del numero di aprile 2010 "Locate Informa" quanto testualmente di seguito riportato:
"Presto comunque verrà istituito un gruppo di lavoro, con componenti di maggioranza e opposizione (in numero uguale) per discutere ed apportare eventuali modifiche all'attuale regolamento comunale in vigore.",
per chiederLe cortesemente di valutare l'inserimento nel suddetto gruppo di lavoro il Comitato che presiedo, "CCDD - Comitato Cittadino Democrazia Diretta", registrato il 22 gennaio 2010 presso l'Ufficio delle Entrate di Como e protocollato presso il Comune di Locate Varesino il 14 aprile 2010, per discutere su eventuali modifiche da apportare
all'attuale Regolamento comunale in vigore relativamente a quanto stabilito dall'art. 8 del Dlgs 267/00 che l'attuale Regolamento Comunale non prevede e non cita minimamente.
Il tutto in virtù di quanto da Lei stesso dichiarato nel numero di Locate informa di dicembre 2009 (v. sopra), in virtù dell'articolo 8 del Dlgs 267/00 che prevede la consultazione con componenti esterni all'amministrazione eletta ed in virtù del fatto che non esiste altra Associazione e/o Comitato a Locate Varesino che si occupa della materia riguardante il citato articolo del Dlgs 267/00 che, come ripeto, l'attuale Regolamento comunale non prevede e non cita.
In attesa di una Sua cortese risposta Voglia gradire i miei migliori saluti.
Bruno Aprile - Locate Varesino (CO) - tel. 3472954867 - Presidente CCDD - Comitato Cittadino Democrazia Diretta
Etichette:
e-mail certificata al sindaco
9 apr 2010
La Democrazia Diretta è Legge inapplicata da 10 anni
Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267
"Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali"
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 227 del 28 settembre 2000 - Supplemento Ordinario n. 162
Articolo 8
Partecipazione popolare
1. I comuni, anche su base di quartiere o di frazione, valorizzano le libere forme associative e
promuovono organismi di partecipazione popolare all'amministrazione locale. I rapporti di tali forme associative sono disciplinati dallo statuto.
2. Nel procedimento relativo, all'adozione di atti che incidono su situazioni giuridiche soggettive
devono essere previste forme di partecipazione degli interessati secondo le modalita' stabilite dallo
statuto, nell'osservanza dei principi stabiliti dalla legge 7 agosto 1990, n. 241.
3. Nello statuto devono essere previste forme di consultazione della popolazione nonche' procedure
per l'ammissione di istanze, petizioni e proposte di cittadini singoli o associati dirette a promuovere
interventi per la migliore tutela di interessi collettivi e devono essere, altresi', determinate le garanzie per il loro tempestivo esame. Possono essere, altresi', previsti referendum anche su richiesta di un adeguato numero di cittadini.
4. Le consultazioni e i referendum di cui al presente articolo devono riguardare materie di esclusiva
competenza locale e non possono avere luogo in coincidenza con operazioni elettorali provinciali,
comunali e circoscrizionali.
5. Lo statuto, ispirandosi ai principi di cui alla legge 8 marzo 1994, n. 203, e al decreto legislativo 25 luglio 1999, n. 286, promuove forme di partecipazione alla vita pubblica locale dei cittadini
dell'Unione europea e degli stranieri regolarmente soggiornanti.
______________
PREMESSA:
Io trovo che il Dlgs 267/00, che ha sostituito in gran parte la precedente Legge 265/99, nient’altro sia che l’applicazione dei principi Costituzionali di cui agli artt. 50, 71, 75 e 138 (anche se quelli di cui agli artt. 75 e 138 sembrano riferiti ai soli referendum, rispettivamente abrogativi di legge ordinaria e confermativi/consultivi di legge costituzionale o di revisione costituzionale).
Tale applicazione trova luogo nei Comuni, nelle Province e nelle Regioni in virtù di altri principi costituzionali di cui agli artt. 114 e segg. della Costituzione, che in un certo qual modo rendono gli Enti Locali come dei piccoli Stati a se, avendo ognuno di essi uno Statuto (Costituzione dell’amministrazione locale) ed un Regolamento (Dispositivo di attuazione dei principi statutari dell'amministrazione locale).
Ciò che non rende completamente indipendenti ed autonomi in senso assoluto i Comuni, le Province e le Regioni, quindi degli Stati a sè in modo assoluto, sono i vincoli che essi hanno ad un’unica Costituzione ed alle leggi dello Stato (emanate dal Parlamento).
ENTRANDO NEL MERITRO DEL DLGS 267/00 in particolare l’art. 8:
Con particolare riferimento al comma 2… che riporto di seguito:
“Nel procedimento relativo, all'adozione di atti che incidono su situazioni giuridiche soggettive
devono essere previste forme di partecipazione degli interessati secondo le modalita' stabilite dallo statuto, nell'osservanza dei principi stabiliti dalla legge 7 agosto 1990, n. 241.”
OSSERVO CHE:
lo Statuto dell’ente locale deve essere redatto in OSSERVANZA di una legge che riguarda la TRASPARENZA fra ente pubblico e cittadino (SINGOLO CITTADINO)… Quindi a mio avviso niente da aggiungere e proporre di nuovo… occorre solo che tale principio venga applicato ai fini pratici per ciò che chiaramente sottindende... la TRASPARENZA.
Con riferimento al comma 3 invece, che riporto anch’esso di seguito:
“Nello statuto devono essere previste forme di consultazione della popolazione nonché procedure per l'ammissione di istanze, petizioni e proposte di cittadini singoli o associati dirette a promuovere interventi per la migliore tutela di interessi collettivi e devono essere, altresì, determinate le garanzie per il loro tempestivo esame. Possono essere, altresì, previsti referendum anche su richiesta di un adeguato numero di cittadini.”
OSSERVO CHE:
Nello Statuto dell’ente locale DEVONO (c’è obbligo e non facoltà) essere indicate tutte quelle procedure per l’accoglimento di PETIZIONI (art. 50 Cost.) le quali sono "Richieste di cittadini non eletti (NON OCCORRONO NUOVI PARTITI, MOVIMENTI, LISTE CIVICHE) presentate alle amministrazioni locali".
Tali richieste, PETIZIONI DEVONO (è il verbo usato nel testo legislativo) essere prese in considerazione!! Lo si deduce dalle successive parole che riporto nuovamente di seguito:
”… devono essere, altresì, determinate le garanzie per il loro tempestivo esame”
il legislatore IMPONE chiaramente all’amministrazione locale di garantire ai proponenti delle petizioni (PRESENTATE DAI CITTADINI NON ELETTI… lo ripeto) un TEMPESTIVO ESAME. Ora mi sembra più che logico pretendere che dove è previsto un tempestivo esame debbano anche seguire delle RISPOSTE. Nel caso in cui le risposte dovessero essere negative bisognerà anche che le amministrazioni locali MOTIVINO il mancato accoglimento delle richieste presentate sotto forma di petizioni. A prescindere da tutto ciò la PETIZIONE è uno strumento di Democrazia Diretta che deve avere un valore poiché è una chiara richiesta dei cittadini che esiste a livello costituzionale da 63 anni!
Se poi si vogliono costituire gruppi, movimenti e liste civiche per supportarle è un di più che non da certamente fastidio e che non guasta (DR+DD=Democrazia) ma non NECESSARIO (a mio avviso)… anche perché se si continua a mantenere e a diffondere all’opinione pubblica la teoria che solo la Rappresentanza deve essere l'ultima a decidere o indispensabile ed unica forma per raggiungere il traguardo Democrazia... non credo cambierà qualcosa... per il semplice motivo che se è veramente questa rappresentanza a fare la differenza se tale movimento, lista o che altro non avrà la maggioranza dei voti fra i consiglieri comunali, provinciali e regionali… rimarrà tutto come prima.
Per ora mi fermo qui… più avanti mi esprimerò sulla questione Referendum… strumento più difficile da introdurre negli Statuti e nei Regolamenti degli enti locali poiché il legislatore, in quel caso, non usa il verbo “DEVONO” ma “POSSONO” che implica facoltà e non obbligo. Ciò non toglie comunque che tale facoltà possa diventare obbligo… SE LO CHIEDONO I CITTADINI SOVRANI (che non lo sono mai stati non perché gli è proibito dalla Costituzione ma perché non hanno mai voluto esserlo e non lo vogliono tuttora essere).
Bruno Aprile - Locate Varesino - 9 aprile 2010
"Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali"
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 227 del 28 settembre 2000 - Supplemento Ordinario n. 162
Articolo 8
Partecipazione popolare
1. I comuni, anche su base di quartiere o di frazione, valorizzano le libere forme associative e
promuovono organismi di partecipazione popolare all'amministrazione locale. I rapporti di tali forme associative sono disciplinati dallo statuto.
2. Nel procedimento relativo, all'adozione di atti che incidono su situazioni giuridiche soggettive
devono essere previste forme di partecipazione degli interessati secondo le modalita' stabilite dallo
statuto, nell'osservanza dei principi stabiliti dalla legge 7 agosto 1990, n. 241.
3. Nello statuto devono essere previste forme di consultazione della popolazione nonche' procedure
per l'ammissione di istanze, petizioni e proposte di cittadini singoli o associati dirette a promuovere
interventi per la migliore tutela di interessi collettivi e devono essere, altresi', determinate le garanzie per il loro tempestivo esame. Possono essere, altresi', previsti referendum anche su richiesta di un adeguato numero di cittadini.
4. Le consultazioni e i referendum di cui al presente articolo devono riguardare materie di esclusiva
competenza locale e non possono avere luogo in coincidenza con operazioni elettorali provinciali,
comunali e circoscrizionali.
5. Lo statuto, ispirandosi ai principi di cui alla legge 8 marzo 1994, n. 203, e al decreto legislativo 25 luglio 1999, n. 286, promuove forme di partecipazione alla vita pubblica locale dei cittadini
dell'Unione europea e degli stranieri regolarmente soggiornanti.
______________
PREMESSA:
Io trovo che il Dlgs 267/00, che ha sostituito in gran parte la precedente Legge 265/99, nient’altro sia che l’applicazione dei principi Costituzionali di cui agli artt. 50, 71, 75 e 138 (anche se quelli di cui agli artt. 75 e 138 sembrano riferiti ai soli referendum, rispettivamente abrogativi di legge ordinaria e confermativi/consultivi di legge costituzionale o di revisione costituzionale).
Tale applicazione trova luogo nei Comuni, nelle Province e nelle Regioni in virtù di altri principi costituzionali di cui agli artt. 114 e segg. della Costituzione, che in un certo qual modo rendono gli Enti Locali come dei piccoli Stati a se, avendo ognuno di essi uno Statuto (Costituzione dell’amministrazione locale) ed un Regolamento (Dispositivo di attuazione dei principi statutari dell'amministrazione locale).
Ciò che non rende completamente indipendenti ed autonomi in senso assoluto i Comuni, le Province e le Regioni, quindi degli Stati a sè in modo assoluto, sono i vincoli che essi hanno ad un’unica Costituzione ed alle leggi dello Stato (emanate dal Parlamento).
ENTRANDO NEL MERITRO DEL DLGS 267/00 in particolare l’art. 8:
Con particolare riferimento al comma 2… che riporto di seguito:
“Nel procedimento relativo, all'adozione di atti che incidono su situazioni giuridiche soggettive
devono essere previste forme di partecipazione degli interessati secondo le modalita' stabilite dallo statuto, nell'osservanza dei principi stabiliti dalla legge 7 agosto 1990, n. 241.”
OSSERVO CHE:
lo Statuto dell’ente locale deve essere redatto in OSSERVANZA di una legge che riguarda la TRASPARENZA fra ente pubblico e cittadino (SINGOLO CITTADINO)… Quindi a mio avviso niente da aggiungere e proporre di nuovo… occorre solo che tale principio venga applicato ai fini pratici per ciò che chiaramente sottindende... la TRASPARENZA.
Con riferimento al comma 3 invece, che riporto anch’esso di seguito:
“Nello statuto devono essere previste forme di consultazione della popolazione nonché procedure per l'ammissione di istanze, petizioni e proposte di cittadini singoli o associati dirette a promuovere interventi per la migliore tutela di interessi collettivi e devono essere, altresì, determinate le garanzie per il loro tempestivo esame. Possono essere, altresì, previsti referendum anche su richiesta di un adeguato numero di cittadini.”
OSSERVO CHE:
Nello Statuto dell’ente locale DEVONO (c’è obbligo e non facoltà) essere indicate tutte quelle procedure per l’accoglimento di PETIZIONI (art. 50 Cost.) le quali sono "Richieste di cittadini non eletti (NON OCCORRONO NUOVI PARTITI, MOVIMENTI, LISTE CIVICHE) presentate alle amministrazioni locali".
Tali richieste, PETIZIONI DEVONO (è il verbo usato nel testo legislativo) essere prese in considerazione!! Lo si deduce dalle successive parole che riporto nuovamente di seguito:
”… devono essere, altresì, determinate le garanzie per il loro tempestivo esame”
il legislatore IMPONE chiaramente all’amministrazione locale di garantire ai proponenti delle petizioni (PRESENTATE DAI CITTADINI NON ELETTI… lo ripeto) un TEMPESTIVO ESAME. Ora mi sembra più che logico pretendere che dove è previsto un tempestivo esame debbano anche seguire delle RISPOSTE. Nel caso in cui le risposte dovessero essere negative bisognerà anche che le amministrazioni locali MOTIVINO il mancato accoglimento delle richieste presentate sotto forma di petizioni. A prescindere da tutto ciò la PETIZIONE è uno strumento di Democrazia Diretta che deve avere un valore poiché è una chiara richiesta dei cittadini che esiste a livello costituzionale da 63 anni!
Se poi si vogliono costituire gruppi, movimenti e liste civiche per supportarle è un di più che non da certamente fastidio e che non guasta (DR+DD=Democrazia) ma non NECESSARIO (a mio avviso)… anche perché se si continua a mantenere e a diffondere all’opinione pubblica la teoria che solo la Rappresentanza deve essere l'ultima a decidere o indispensabile ed unica forma per raggiungere il traguardo Democrazia... non credo cambierà qualcosa... per il semplice motivo che se è veramente questa rappresentanza a fare la differenza se tale movimento, lista o che altro non avrà la maggioranza dei voti fra i consiglieri comunali, provinciali e regionali… rimarrà tutto come prima.
Per ora mi fermo qui… più avanti mi esprimerò sulla questione Referendum… strumento più difficile da introdurre negli Statuti e nei Regolamenti degli enti locali poiché il legislatore, in quel caso, non usa il verbo “DEVONO” ma “POSSONO” che implica facoltà e non obbligo. Ciò non toglie comunque che tale facoltà possa diventare obbligo… SE LO CHIEDONO I CITTADINI SOVRANI (che non lo sono mai stati non perché gli è proibito dalla Costituzione ma perché non hanno mai voluto esserlo e non lo vogliono tuttora essere).
Bruno Aprile - Locate Varesino - 9 aprile 2010
26 mar 2010
Poker e Democrazia
Chi conosce il Poker sa che la caratteristica su cui si basa principalmente questo gioco, è quella di far credere agli altri giocatori di avere un’ottima combinazione di carte anche se invece è scarsa (Bluff).
Perchè questo sia fattibile non deve esistere una combinazione vincente assoluta … poiché si vanificherebbe appunto la caratteristica principale di questo gioco con le carte.
Infatti nel Poker non esiste una combinazione vincente assoluta poiché la scala reale massima di cuori (che molti credono la combinazione con valore assoluto) è battuta dalla scala reale minima di picche.
Se non esistesse tale regola, un giocatore con una scala reale massima di cuori potrebbe puntare tutti i suoi averi e le sue proprietà sapendo di vincere (poiché non si possono avere due scale reali massime di cuori)… basta che uno dei giocatori componenti il tavolo di gioco abbia una scala reale massima di quadri e andrebbe a “vedere” accettando ogni rilancio del giocatore con la massima di cuori.
La Democrazia la cui caratteristica su cui si basa questa forma di governo, è che "la sovranità appartiene al popolo", non può essere esercitata da un’autorità assoluta, fatta di poche persone, poiché si vanificherebbe appunto la caratteristica principale di questa forma di governo.
Infatti, come si evince dalla Costituzione italiana, non esiste un’autorità assoluta che possa decidere per conto del popolo (che molti credono siano i rappresentanti eletti con voto).
Se non esistessero principi Costituzionali (artt. 50, 71, 75 e 138) e leggi (Dlgs 267/00 - art. 8) che dessero potere ai cittadini al di fuori di qualsiasi rappresentanza eletta con voto, pochi rappresentanti eletti (tralascio le modalità attuali con cui vengono eletti) potrebbero fare i loro interessi anziché quelli del popolo.
Se notiamo da quanto si evince dalla Costituzione italiana (ma bisogna leggerla a fondo e cercare di comprenderne il significato) per ogni organo di Stato esiste un’autorità che DOVREBBE controllare e provvedere affinché NESSUNO dei poteri dello stato prevalga sul popolo o su altri organismi interni.
Il Parlamento, il Governo, la Magistratura sono soggetti all’espressione del popolo seppure, in alcuni casi, in maniera indiretta.
Il Parlamento è soggetto alla Costituzione nel fare le leggi, il Governo è soggetto al Parlamento (ogni decreto legge deve essere convertito in legge dal Parlamento), la Magistratura è soggetta al Consiglio Superiore della Magistratura ed il POPOLO, in quanto sovrano, ha la facoltà di decidere quando lasciare tutto nelle mani del Parlamento e quando invece, attraverso Petizioni (art. 50 Cost.), Proposte di legge (art. 71), Referendum abrogativi (artt. 72 e 138), decidere da sé e/o correggere i delegati che cercano di concentrare il potere su meno persone possibile anziché l’opposto.
La Democrazia si raggiunge da quante più persone si esprimono per decidere e non attraverso le decisioni di pochi... ed in 60 anni di Costituzione italiana possiamo tutti quanti avere un chiaro quadro della situazione.
A conclusione, tutto dipende da quanto e da come il POPOLO vuole esercitare la sovranità che gli appartiene facendo uso degli strumenti che ha. Deve solo usarli e pretendere che tali strumenti siano rispettati da coloro che sono delegati col voto … diversamente il popolo non vuole la Democrazia e gli eletti se ne approfittano.
Sarebbe come sovvertire la regola del Poker sostenendo che chi ha la scala reale massima di cuori vince sempre.
Bruno Aprile - Locate varesino (CO) - 26 marzo 2010
Perchè questo sia fattibile non deve esistere una combinazione vincente assoluta … poiché si vanificherebbe appunto la caratteristica principale di questo gioco con le carte.
Infatti nel Poker non esiste una combinazione vincente assoluta poiché la scala reale massima di cuori (che molti credono la combinazione con valore assoluto) è battuta dalla scala reale minima di picche.
Se non esistesse tale regola, un giocatore con una scala reale massima di cuori potrebbe puntare tutti i suoi averi e le sue proprietà sapendo di vincere (poiché non si possono avere due scale reali massime di cuori)… basta che uno dei giocatori componenti il tavolo di gioco abbia una scala reale massima di quadri e andrebbe a “vedere” accettando ogni rilancio del giocatore con la massima di cuori.
La Democrazia la cui caratteristica su cui si basa questa forma di governo, è che "la sovranità appartiene al popolo", non può essere esercitata da un’autorità assoluta, fatta di poche persone, poiché si vanificherebbe appunto la caratteristica principale di questa forma di governo.
Infatti, come si evince dalla Costituzione italiana, non esiste un’autorità assoluta che possa decidere per conto del popolo (che molti credono siano i rappresentanti eletti con voto).
Se non esistessero principi Costituzionali (artt. 50, 71, 75 e 138) e leggi (Dlgs 267/00 - art. 8) che dessero potere ai cittadini al di fuori di qualsiasi rappresentanza eletta con voto, pochi rappresentanti eletti (tralascio le modalità attuali con cui vengono eletti) potrebbero fare i loro interessi anziché quelli del popolo.
Se notiamo da quanto si evince dalla Costituzione italiana (ma bisogna leggerla a fondo e cercare di comprenderne il significato) per ogni organo di Stato esiste un’autorità che DOVREBBE controllare e provvedere affinché NESSUNO dei poteri dello stato prevalga sul popolo o su altri organismi interni.
Il Parlamento, il Governo, la Magistratura sono soggetti all’espressione del popolo seppure, in alcuni casi, in maniera indiretta.
Il Parlamento è soggetto alla Costituzione nel fare le leggi, il Governo è soggetto al Parlamento (ogni decreto legge deve essere convertito in legge dal Parlamento), la Magistratura è soggetta al Consiglio Superiore della Magistratura ed il POPOLO, in quanto sovrano, ha la facoltà di decidere quando lasciare tutto nelle mani del Parlamento e quando invece, attraverso Petizioni (art. 50 Cost.), Proposte di legge (art. 71), Referendum abrogativi (artt. 72 e 138), decidere da sé e/o correggere i delegati che cercano di concentrare il potere su meno persone possibile anziché l’opposto.
La Democrazia si raggiunge da quante più persone si esprimono per decidere e non attraverso le decisioni di pochi... ed in 60 anni di Costituzione italiana possiamo tutti quanti avere un chiaro quadro della situazione.
A conclusione, tutto dipende da quanto e da come il POPOLO vuole esercitare la sovranità che gli appartiene facendo uso degli strumenti che ha. Deve solo usarli e pretendere che tali strumenti siano rispettati da coloro che sono delegati col voto … diversamente il popolo non vuole la Democrazia e gli eletti se ne approfittano.
Sarebbe come sovvertire la regola del Poker sostenendo che chi ha la scala reale massima di cuori vince sempre.
Bruno Aprile - Locate varesino (CO) - 26 marzo 2010
22 mar 2010
Riassunto delle puntate precedenti: 60 anni di Costituzione italiana
Per chiarezza e completezza occorre una Premessa che ripete altri punti già trattati in precedenti note, ma per meglio chiarire la posizione del CCDD, sia per quanto riguarda la propensione al “Non voto” di alcuni suoi membri, sia per quanto riguarda l’estrema cautela nel dare fiducia a partiti e/o neo-movimenti che si presentano alle elezioni, tale premessa è indispensabile:
La Costituzione italiana è l’unico parametro di riferimento, o punto di partenza, per rivedere le funzioni di rappresentanti eletti, organi dello Stato, partiti politici e tutto ciò che riguarda la funzione del popolo nel nostro paese.
Perché la Costituzione italiana? Perché è la LEGGE fondamentale del nostro Paese!
L’art. XVIII comma 4 delle disposizioni transitorie e finali infatti recita:
“La Costituzione dovrà essere fedelmente osservata come Legge fondamentale della Repubblica da tutti i cittadini e dagli organi dello Stato.”
Ora fra gli organi dello Stato il Parlamento, che ha il potere legislativo, è il principale e più importante… Perché?
1) Ha il potere di fare le leggi a cui tutti sono sottoposti .
2) E’ l’unico organo i cui rappresentanti sono eletti dal popolo (dovrebbero)
Il Parlamento ha l’obbligo di legiferare in armonia con i principi esposti nella Costituzione italiana tanto è vero che esiste un organo indipendente da esso che ha la funzione di abrogare eventuali leggi o articoli di legge illegittimi (Corte Costituzionale)
Il Parlamento, che ha potere legislativo, (Organo Legislativo) è formato da cittadini iscritti a partiti, movimenti politici e/o Liste che si candidano di volta in volta per essere eletti dai cittadini.
Questo è quanto riguarda l’Organo legislativo formato da cittadini eletti (Rappresentanti).
La Costituzione italiana all’art. 1 recita: “ La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”.
Finora ci hanno fatto credere e ci hanno abituati al fatto che solo attraverso il Parlamento il popolo può esercitare la sovranità stabilita all’art. 1 della Costituzione, ma fra le forme di cui al comma 2 di detto articolo non c’è solo la Democrazia Rappresentativa (Parlamento) ma anche la Democrazia Diretta (artt. 50, 71, 75 e 138) ovvero che un determinato numero di cittadini possono fare le stesse identiche cose che spettano normalmente al Parlamento (Petizioni, proposte di legge e consultazioni)… anzi… il popolo ha poteri maggiori del parlamento poiché i referendum abrogativi di leggi fatte dal Parlamento sono di esclusiva titolarità del popolo e non del Parlamento, quindi dei suoi componenti.
Ma tutto questo è più che ovvio e logico poiché il Popolo essendo esso sovrano ha giustamente la facoltà di scegliere quando lasciare ogni decisione al Parlamento (Rappresentanze elette) e quando invece decidere da sé.
E’ anche ovvio perché se il popolo non avesse tale diritto/potere i pochi eletti potrebbero abusare della delega ricevuta col voto di milioni di persone per fare gli interessi di pochi … questo è il senso della vera Democrazia ed è previsto fin dal 1948 (nascita della Costituzione italiana).
I rappresentanti eletti dal popolo sapevano molto bene tutto questo da tempo infatti con Legge 352 emanata nel 1970 hanno limitato volutamente la sovranità del popolo e la Democrazia Diretta, imponendo firme autenticate dei 500.000 cittadini non eletti, da consegnarsi in soli tre mesi di tempo, per indire referendum abrogativo di legge o referendum confermativo di legge costituzionale o di revisione costituzionale emanate dal Parlamento (artt. 75 e 138 Cost.)… e con la stessa legge hanno imposto firme autenticate anche ai 50.000 cittadini non eletti per ostacolare la presentazione di progetti di legge di iniziativa popolare (art. 71 Cost.)
hanno quindi messo avanti i piedi già da tempo per poter fare leggi non nell’interesse del popolo ma nell’interesse di pochi.
Successivamente, prevedendo che molti cittadini non avrebbero creduto a lungo alle loro chiacchiere ed avrebbero scoperto i loro inciuci, con legge 120, emanata nel 1999, hanno pensato di ostacolare anche l’entrata in Parlamento o in qualsiasi amministrazione locale, specie a livello regionale, dando discrezionalità e potere di autenticazione delle firme presentate da chi vuole concorrere a determinare la politica del paese (art. 49 Cost.) ai Consiglieri comunali e provinciali dei partiti già facenti parte della Casta, i quali, attraverso la discrezionalità permessa loro dalla legge, possono tranquillamente agevolare i loro colleghi di partito e quindi i partiti esistenti ed ostacolare volutamente i nuovi movimenti fatti di gente stanca dei loro intrallazzi, che col tempo non possono far altro che emergere.
Ma non è finita qui!
Con la legge 270 emanata nel 2005, legge elettorale, hanno anche impedito ai cittadini NON eletti di poter scegliere i deputati ed i senatori, cioè in maniera diretta (artt. 56 e58 Cost.), poiché i cittadini essendo chiamati a scegliere attraverso il voto "coalizioni di partiti", delegano ai leader o ai segretari dei partiti tale scelta. In sostanza i cittadini non sapranno nemmeno chi andrà a rappresentarli (vedi i 70 parlamentari indagati e condannati che ci sono nel nostro Parlamento).
A conti fatti ed in tutta sincerità ed onestà: per quale motivo i cittadini dovrebbero ancora andare a votare? Visto che NESSUN partito si sogna di fare abrogare parzialmente queste leggi di cui si ipotizza facilmente illegittimità... e nessun nuovo movimento ha in programma di fare lo stesso?
Il Comitato Cittadino Democrazia Diretta (CCDD) è nato con l’obiettivo di riportare alle origini ciò che erano le evidenti intenzioni dell’assemblea costituente riguardo alla sovranità popolare e valorizzare tutti quegli strumenti che consentono al popolo di controllare e correggere ogni decisione presa dai rappresentanti eletti… che hanno il solo compito di tutte le persone delegate da chi è effettivamente sovrano o proprietario di un bene... quello di gestire e di rappresentare... NON DI POSSEDERE.
Questo si può fare con maggior facilità partendo dai singoli Comuni in virtù dell’Autonomia degli enti locali, come stabilito dagli artt. 114 e seguenti della Costituzione ed anche da una legge che è in vigore da ormai 10 anni (Dlgs 267/00)… non ancora applicata dalle amministrazioni locali stesse.
Ma se non sono i cittadini NON eletti a volere tutto questo è inutile attendere o sperare che lo facciano gli eletti perché non lo faranno MAI!!! La Casta ha delle regole che ogni minoranza eletta (pochi seggi e pochi rappresentanti eletti)... senza l'aiuto e la spinta dei cittadini (numericamente di gran lunga superiori) non potrà fare nulla! Fra le mura di palazzo si possono discutere migliaia di cose ma rimarranno li dentro e le minoranze:
1) O si adeguano e mangiano assieme agli altri (v. Lega Nord)
2) O discutono e propongono inutilmente poichè i loro voti saranno sempre insufficienti per poter deliberare alcunché a favore del popolo.
Il CCDD è un Comitato di cittadini come tanti altri comitati e svolge le stesse funzioni dei comitati cittadini esistenti in ogni parte d'Italia, con la differenza che opera a livello nazionale in ogni Comune d'Italia ed ha come scopo la valorizzazione della Democrazia Diretta per giungere all'effettiva Sovranità che deve appartenere REALMENTE al popolo. Chiederemo intanto di ripristinare ciò che era del popolo già da prima degli anni '70 e di inserire tutti gli strumenti "anche referendari" previsti dalla legge (art. 8 Dlgs 267/00) negli Statuti e nei Regolamenti Comunali, Provinciali e Regionali.
Ardua impresa? Sicuramente! Ma la libertà, i diritti, la giustizia, l'equità sociale, la fine del dominio di pochi potenti non piovono dal cielo... sono conquiste! E come tutte le conquiste occorrono sacrifici, impegno, determinazione e soprattutto forze cittadine. Siamo 60.000.000 contro 1.000!! che lavorano nel rispetto della Costituzione italiana (legge fondamentale) e della Legge (Dlgs 267/00).
Ecco perché non ci presenteremo MAI a nessuna elezione... non serve... ci confronteremo con quelli che ci sono già o con altri che si aggiungeranno con gli stessi obiettivi!
Il più è unirsi e proporre... non protestare soltanto, tenendo conto che se per realizzare un edificio occorrono ingegneri e muratori... per realizzare una democrazia occorrono rappresentanti eletti e non eletti e non solo rappresentanti eletti (DR + DD) ... diversamente sarebbe come attendere che un edificio sia edificato da soli ingegneri.
http://comitatocittadinodemocraziadiretta.blogspot.com/
Bruno Aprile - Presidente Comitato Cittadino Democrazia Diretta (CCDD) - 21 marzo 2010
http://www.facebook.com/pages/Comitato-Cittadino-Democrazia-Diretta-CCDD/279152377228
La Costituzione italiana è l’unico parametro di riferimento, o punto di partenza, per rivedere le funzioni di rappresentanti eletti, organi dello Stato, partiti politici e tutto ciò che riguarda la funzione del popolo nel nostro paese.
Perché la Costituzione italiana? Perché è la LEGGE fondamentale del nostro Paese!
L’art. XVIII comma 4 delle disposizioni transitorie e finali infatti recita:
“La Costituzione dovrà essere fedelmente osservata come Legge fondamentale della Repubblica da tutti i cittadini e dagli organi dello Stato.”
Ora fra gli organi dello Stato il Parlamento, che ha il potere legislativo, è il principale e più importante… Perché?
1) Ha il potere di fare le leggi a cui tutti sono sottoposti .
2) E’ l’unico organo i cui rappresentanti sono eletti dal popolo (dovrebbero)
Il Parlamento ha l’obbligo di legiferare in armonia con i principi esposti nella Costituzione italiana tanto è vero che esiste un organo indipendente da esso che ha la funzione di abrogare eventuali leggi o articoli di legge illegittimi (Corte Costituzionale)
Il Parlamento, che ha potere legislativo, (Organo Legislativo) è formato da cittadini iscritti a partiti, movimenti politici e/o Liste che si candidano di volta in volta per essere eletti dai cittadini.
Questo è quanto riguarda l’Organo legislativo formato da cittadini eletti (Rappresentanti).
La Costituzione italiana all’art. 1 recita: “ La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”.
Finora ci hanno fatto credere e ci hanno abituati al fatto che solo attraverso il Parlamento il popolo può esercitare la sovranità stabilita all’art. 1 della Costituzione, ma fra le forme di cui al comma 2 di detto articolo non c’è solo la Democrazia Rappresentativa (Parlamento) ma anche la Democrazia Diretta (artt. 50, 71, 75 e 138) ovvero che un determinato numero di cittadini possono fare le stesse identiche cose che spettano normalmente al Parlamento (Petizioni, proposte di legge e consultazioni)… anzi… il popolo ha poteri maggiori del parlamento poiché i referendum abrogativi di leggi fatte dal Parlamento sono di esclusiva titolarità del popolo e non del Parlamento, quindi dei suoi componenti.
Ma tutto questo è più che ovvio e logico poiché il Popolo essendo esso sovrano ha giustamente la facoltà di scegliere quando lasciare ogni decisione al Parlamento (Rappresentanze elette) e quando invece decidere da sé.
E’ anche ovvio perché se il popolo non avesse tale diritto/potere i pochi eletti potrebbero abusare della delega ricevuta col voto di milioni di persone per fare gli interessi di pochi … questo è il senso della vera Democrazia ed è previsto fin dal 1948 (nascita della Costituzione italiana).
I rappresentanti eletti dal popolo sapevano molto bene tutto questo da tempo infatti con Legge 352 emanata nel 1970 hanno limitato volutamente la sovranità del popolo e la Democrazia Diretta, imponendo firme autenticate dei 500.000 cittadini non eletti, da consegnarsi in soli tre mesi di tempo, per indire referendum abrogativo di legge o referendum confermativo di legge costituzionale o di revisione costituzionale emanate dal Parlamento (artt. 75 e 138 Cost.)… e con la stessa legge hanno imposto firme autenticate anche ai 50.000 cittadini non eletti per ostacolare la presentazione di progetti di legge di iniziativa popolare (art. 71 Cost.)
hanno quindi messo avanti i piedi già da tempo per poter fare leggi non nell’interesse del popolo ma nell’interesse di pochi.
Successivamente, prevedendo che molti cittadini non avrebbero creduto a lungo alle loro chiacchiere ed avrebbero scoperto i loro inciuci, con legge 120, emanata nel 1999, hanno pensato di ostacolare anche l’entrata in Parlamento o in qualsiasi amministrazione locale, specie a livello regionale, dando discrezionalità e potere di autenticazione delle firme presentate da chi vuole concorrere a determinare la politica del paese (art. 49 Cost.) ai Consiglieri comunali e provinciali dei partiti già facenti parte della Casta, i quali, attraverso la discrezionalità permessa loro dalla legge, possono tranquillamente agevolare i loro colleghi di partito e quindi i partiti esistenti ed ostacolare volutamente i nuovi movimenti fatti di gente stanca dei loro intrallazzi, che col tempo non possono far altro che emergere.
Ma non è finita qui!
Con la legge 270 emanata nel 2005, legge elettorale, hanno anche impedito ai cittadini NON eletti di poter scegliere i deputati ed i senatori, cioè in maniera diretta (artt. 56 e58 Cost.), poiché i cittadini essendo chiamati a scegliere attraverso il voto "coalizioni di partiti", delegano ai leader o ai segretari dei partiti tale scelta. In sostanza i cittadini non sapranno nemmeno chi andrà a rappresentarli (vedi i 70 parlamentari indagati e condannati che ci sono nel nostro Parlamento).
A conti fatti ed in tutta sincerità ed onestà: per quale motivo i cittadini dovrebbero ancora andare a votare? Visto che NESSUN partito si sogna di fare abrogare parzialmente queste leggi di cui si ipotizza facilmente illegittimità... e nessun nuovo movimento ha in programma di fare lo stesso?
Il Comitato Cittadino Democrazia Diretta (CCDD) è nato con l’obiettivo di riportare alle origini ciò che erano le evidenti intenzioni dell’assemblea costituente riguardo alla sovranità popolare e valorizzare tutti quegli strumenti che consentono al popolo di controllare e correggere ogni decisione presa dai rappresentanti eletti… che hanno il solo compito di tutte le persone delegate da chi è effettivamente sovrano o proprietario di un bene... quello di gestire e di rappresentare... NON DI POSSEDERE.
Questo si può fare con maggior facilità partendo dai singoli Comuni in virtù dell’Autonomia degli enti locali, come stabilito dagli artt. 114 e seguenti della Costituzione ed anche da una legge che è in vigore da ormai 10 anni (Dlgs 267/00)… non ancora applicata dalle amministrazioni locali stesse.
Ma se non sono i cittadini NON eletti a volere tutto questo è inutile attendere o sperare che lo facciano gli eletti perché non lo faranno MAI!!! La Casta ha delle regole che ogni minoranza eletta (pochi seggi e pochi rappresentanti eletti)... senza l'aiuto e la spinta dei cittadini (numericamente di gran lunga superiori) non potrà fare nulla! Fra le mura di palazzo si possono discutere migliaia di cose ma rimarranno li dentro e le minoranze:
1) O si adeguano e mangiano assieme agli altri (v. Lega Nord)
2) O discutono e propongono inutilmente poichè i loro voti saranno sempre insufficienti per poter deliberare alcunché a favore del popolo.
Il CCDD è un Comitato di cittadini come tanti altri comitati e svolge le stesse funzioni dei comitati cittadini esistenti in ogni parte d'Italia, con la differenza che opera a livello nazionale in ogni Comune d'Italia ed ha come scopo la valorizzazione della Democrazia Diretta per giungere all'effettiva Sovranità che deve appartenere REALMENTE al popolo. Chiederemo intanto di ripristinare ciò che era del popolo già da prima degli anni '70 e di inserire tutti gli strumenti "anche referendari" previsti dalla legge (art. 8 Dlgs 267/00) negli Statuti e nei Regolamenti Comunali, Provinciali e Regionali.
Ardua impresa? Sicuramente! Ma la libertà, i diritti, la giustizia, l'equità sociale, la fine del dominio di pochi potenti non piovono dal cielo... sono conquiste! E come tutte le conquiste occorrono sacrifici, impegno, determinazione e soprattutto forze cittadine. Siamo 60.000.000 contro 1.000!! che lavorano nel rispetto della Costituzione italiana (legge fondamentale) e della Legge (Dlgs 267/00).
Ecco perché non ci presenteremo MAI a nessuna elezione... non serve... ci confronteremo con quelli che ci sono già o con altri che si aggiungeranno con gli stessi obiettivi!
Il più è unirsi e proporre... non protestare soltanto, tenendo conto che se per realizzare un edificio occorrono ingegneri e muratori... per realizzare una democrazia occorrono rappresentanti eletti e non eletti e non solo rappresentanti eletti (DR + DD) ... diversamente sarebbe come attendere che un edificio sia edificato da soli ingegneri.
http://comitatocittadinodemocraziadiretta.blogspot.com/
Bruno Aprile - Presidente Comitato Cittadino Democrazia Diretta (CCDD) - 21 marzo 2010
http://www.facebook.com/pages/Comitato-Cittadino-Democrazia-Diretta-CCDD/279152377228
Etichette:
60 anni di Costituzione italiana
25 feb 2010
Democrazia Diretta per limitare le pressioni mafiose sulle amministrazioni locali
Molte amministrazioni locali sono soggette a pressioni mafiose. Un modo per limitare la corruzione (e quindi anche per proteggere le amministrazioni dalle pressioni mafiose) è quello di evitare che il potere sia concentrato in poche persone, per far ciò gli strumenti di Democrazia Diretta aiutano.
_______________________
L’art. 1 della legge fondamentale della Repubblica italiana afferma che: “La sovranità appartiene al POPOLO, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.”
Fra le forme e i limiti della Costituzione sono previsti l’espressione del Parlamento - art. 55 (Democrazia Rappresentativa - DR) e l’espressione del popolo al di fuori delle rappresentanze elette - artt. 50, 56, 58, 71, 75 e 138 Cost. (Democrazia Diretta - DD).
La Democrazia si ha solo dall’insieme di queste due forme (DR e DD). Non può esistere nessuna Democrazia senza l’intervento e l’ultima parola del popolo in quanto esso è SOVRANO, ed ha quindi il diritto/potere di scegliere quando delegare le decisioni alle rappresentanze elette e quando invece decidere da sé (non avrebbero senso altrimenti i citati artt. 50, 56, 58, 71, 75 e 138 della Costituzione).
La sola DR è una falsa democrazia perché la sovranità appartiene a pochi (ovvero alla Oligarchia dei partiti politici).
Il Parlamento, che ha il potere legislativo, è un ORGANO DELLO STATO e ha l'obbligo di rispettare e attuare la Costituzione italiana, che infatti recita all’Art. XVIII delle disposizioni transitorie e finali: “La Costituzione dovrà essere fedelmente osservata come Legge fondamentale della Repubblica da tutti i cittadini e dagli ORGANI DELLO STATO”.
Esiste forse un Sovrano sottomesso al suo scudiero?
I Comuni hanno l'obbligo di inserire negli Statuti e nei Regolamenti forme e strumenti di partecipazione popolare, anche referendari (quindi di Democrazia Diretta), spesso disattesi dalla stragrande maggioranza dei Comuni. (Legge 265/99 e Dlgs 267/00).
I cittadini DEVONO esprimersi, partecipare alla vita politica e pretendere che i rappresentanti eletti rispettino ed applichino per primi la Legge, specialmente se questa, in armonia con i suesposti principi Costituzionali che riguardano la Democrazia Diretta, è volta a dare più potere al popolo/cittadinanza piuttosto che ai rappresentanti eletti (esponenti dei partiti politici).
I cittadini che partecipano alla vita politica oltre a dimostrare di volere essere realmente sovrani tolgono ogni alibi ai rappresentanti eletti di dichiarare: “Noi decidiamo perché Voi cittadini, seppur sovrani, non volete decidere nulla”.
In Armonia quindi con gli artt. 114 e seguenti della Costituzione (Regioni, Province e Comuni), gli enti locali devono rendere partecipi i cittadini prima di ogni delibera.
Democrazia è anche trasparenza e controllo da parte dei cittadini sulla pubblica amministrazione.
Con il controllo dei cittadini sulle attività e le probabili delibere delle amministrazioni locali e l'espressione della volontà cittadina effettuata attraverso gli strumenti di Democrazia Diretta stabiliti dalla Costituzione e dalla legge... gli amministratori saranno anche protetti da pressioni mafiose o della criminalità organizzata poiché a decidere non saranno soltanto i pochi eletti ma i cittadini.
Chi ricatteranno o minacceranno tutta una cittadinanza?
Articolo 8 Dlgs 267/2000
Partecipazione popolare.
1. I comuni, anche su base di quartiere o di frazione, valorizzano le libere forme associative e promuovono(1) organismi di partecipazione popolare all’amministrazione locale. I rapporti di tali forme associative sono disciplinati dallo statuto.
2. Nel procedimento relativo all’adozione di atti che incidono su situazioni giuridiche soggettive devono(2) essere previste forme di partecipazione degli interessati secondo le modalità stabilite dallo statuto, nell’osservanza dei principi stabiliti dalla legge(3) 7 agosto 1990, n. 241
3. Nello statuto devono(2) essere previste forme di consultazione della popolazione nonché procedure per l’ammissione di istanze, petizioni e proposte di cittadini singoli o associati dirette a promuovere interventi per la migliore tutela di interessi collettivi e devono(2) essere, altresì, determinate le garanzie per il loro tempestivo esame. Possono essere, altresì, previsti referendum anche su richiesta di un adeguato numero di cittadini.
4. Le consultazioni e i referendum di cui al presente articolo devono riguardare materie di esclusiva competenza locale e non possono avere luogo in coincidenza con operazioni elettorali, provinciali, comunali e circoscrizionali.
(1) Il verbo usato non indica facoltà ma obbligo.
(2) Il verbo usato non indica facoltà ma obbligo.
(3) Legge sulla trasparenza fra Ente pubblico e cittadino.
_______________________
L’art. 1 della legge fondamentale della Repubblica italiana afferma che: “La sovranità appartiene al POPOLO, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.”
Fra le forme e i limiti della Costituzione sono previsti l’espressione del Parlamento - art. 55 (Democrazia Rappresentativa - DR) e l’espressione del popolo al di fuori delle rappresentanze elette - artt. 50, 56, 58, 71, 75 e 138 Cost. (Democrazia Diretta - DD).
La Democrazia si ha solo dall’insieme di queste due forme (DR e DD). Non può esistere nessuna Democrazia senza l’intervento e l’ultima parola del popolo in quanto esso è SOVRANO, ed ha quindi il diritto/potere di scegliere quando delegare le decisioni alle rappresentanze elette e quando invece decidere da sé (non avrebbero senso altrimenti i citati artt. 50, 56, 58, 71, 75 e 138 della Costituzione).
La sola DR è una falsa democrazia perché la sovranità appartiene a pochi (ovvero alla Oligarchia dei partiti politici).
Il Parlamento, che ha il potere legislativo, è un ORGANO DELLO STATO e ha l'obbligo di rispettare e attuare la Costituzione italiana, che infatti recita all’Art. XVIII delle disposizioni transitorie e finali: “La Costituzione dovrà essere fedelmente osservata come Legge fondamentale della Repubblica da tutti i cittadini e dagli ORGANI DELLO STATO”.
Esiste forse un Sovrano sottomesso al suo scudiero?
I Comuni hanno l'obbligo di inserire negli Statuti e nei Regolamenti forme e strumenti di partecipazione popolare, anche referendari (quindi di Democrazia Diretta), spesso disattesi dalla stragrande maggioranza dei Comuni. (Legge 265/99 e Dlgs 267/00).
I cittadini DEVONO esprimersi, partecipare alla vita politica e pretendere che i rappresentanti eletti rispettino ed applichino per primi la Legge, specialmente se questa, in armonia con i suesposti principi Costituzionali che riguardano la Democrazia Diretta, è volta a dare più potere al popolo/cittadinanza piuttosto che ai rappresentanti eletti (esponenti dei partiti politici).
I cittadini che partecipano alla vita politica oltre a dimostrare di volere essere realmente sovrani tolgono ogni alibi ai rappresentanti eletti di dichiarare: “Noi decidiamo perché Voi cittadini, seppur sovrani, non volete decidere nulla”.
In Armonia quindi con gli artt. 114 e seguenti della Costituzione (Regioni, Province e Comuni), gli enti locali devono rendere partecipi i cittadini prima di ogni delibera.
Democrazia è anche trasparenza e controllo da parte dei cittadini sulla pubblica amministrazione.
Con il controllo dei cittadini sulle attività e le probabili delibere delle amministrazioni locali e l'espressione della volontà cittadina effettuata attraverso gli strumenti di Democrazia Diretta stabiliti dalla Costituzione e dalla legge... gli amministratori saranno anche protetti da pressioni mafiose o della criminalità organizzata poiché a decidere non saranno soltanto i pochi eletti ma i cittadini.
Chi ricatteranno o minacceranno tutta una cittadinanza?
Articolo 8 Dlgs 267/2000
Partecipazione popolare.
1. I comuni, anche su base di quartiere o di frazione, valorizzano le libere forme associative e promuovono(1) organismi di partecipazione popolare all’amministrazione locale. I rapporti di tali forme associative sono disciplinati dallo statuto.
2. Nel procedimento relativo all’adozione di atti che incidono su situazioni giuridiche soggettive devono(2) essere previste forme di partecipazione degli interessati secondo le modalità stabilite dallo statuto, nell’osservanza dei principi stabiliti dalla legge(3) 7 agosto 1990, n. 241
3. Nello statuto devono(2) essere previste forme di consultazione della popolazione nonché procedure per l’ammissione di istanze, petizioni e proposte di cittadini singoli o associati dirette a promuovere interventi per la migliore tutela di interessi collettivi e devono(2) essere, altresì, determinate le garanzie per il loro tempestivo esame. Possono essere, altresì, previsti referendum anche su richiesta di un adeguato numero di cittadini.
4. Le consultazioni e i referendum di cui al presente articolo devono riguardare materie di esclusiva competenza locale e non possono avere luogo in coincidenza con operazioni elettorali, provinciali, comunali e circoscrizionali.
(1) Il verbo usato non indica facoltà ma obbligo.
(2) Il verbo usato non indica facoltà ma obbligo.
(3) Legge sulla trasparenza fra Ente pubblico e cittadino.
Etichette:
La DD protegge gli amministratori
15 feb 2010
Per fare un tavolo ci vuole il legno... per fare il legno ci vuole l'albero... etc. etc.
Supponete di avere in cucina un coltello ormai poco affilato e che non taglia più bene.
Vi recate al negozio di articoli casalinghi più vicino a comprarne uno nuovo ma non trovate quello che fa al caso vostro.
Allora andate a cercare in un altro negozio più lontano e non lo trovate neanche lì.
Continuate a girare per negozi ma nulla da fare.
Cosa fate a questo punto?... aspettate che il/i negozio/i se ne rifornisca/no oppure continuate ad usare quello che avete (anche se non taglia bene?).
__________________________
Per esercitare la sovranità popolare al di fuori delle rappresentanze elette (Democrazia Diretta) ci sono degli strumenti previsti niente meno che dalla principale Legge dello Stato italiano, la Costituzione italiana. E sono: Petizioni, Proposte di legge con 50.000 firme di cittadini elettori e Referendum abrogativi di legge ordinarie e costituzionali, con 500.000 firme di cittadini elettori.
Forse non saranno il massimo, ma sono quelli!
Forse si possono migliorare o, meglio, rafforzare, ma intanto sono quelli!
Forse saranno più deboli di quelli previsti da altre Costituzioni ma non si può negare della loro esistenza :-)
Le domande che converrebbe invece che ci ponessimo sono semplicemente queste:
1) Li abbiamo usati?
2) Come li abbiamo usati? (ammesso di rispondere sì alla prima domanda)
3) Con che frequenza li abbiamo usati? (sempre se rispondiamo si alla prima domanda)
4) Quanto ed in che modo li abbiamo sostenuti? (idem come sopra)
____________________________
Abbiamo già sperimentato e pagato partiti e movimenti politici che da dentro alla Casta (o al sistema rappresentativo) hanno promosso e promesso (si voglia scusare il gioco di parole) ogni cosa, alcuni in perfetta buona fede, ma i risultati sono davanti agli occhi di tutti.
Dobbiamo pur comprendere che le regole della Casta non permettono a pochi individui (quindi ad un solo partito o movimento che sia) di promuovere leggi a favore del popolo che la Casta intende mantenere suddito... .
Le leggi e le proposte se non sono votate con la maggioranza dei voti degli eletti rimarranno carta inchiostrata dimenticata nei cassetti dei vari Palazzi.
In definitiva le leggi a favore del popolo devono essere volute/sostenute/spinte dal popolo e non solo dai rappresentanti eletti... senza la voce ed il pressing del popolo gli eletti, se sono in minoranza potranno solo spartirsi la torta e BASTA!
Se quindi serve l'azione e l'espressione del popolo non serve costituire altri movimenti politici per entrare a far parte della Casta... perché al popolo è consentito esercitare la sovranità anche fuori dalla Casta... lo dice la Costituzione... non lo diciamo noi :-)
Con questo noi non intendiamo stigmatizzare chi vuole entrare in politica ma vogliamo evidenziare il concetto che servono entrambe le componenti per determinarla ovvero chi dentro alla Casta (Democrazia Rappresentativa) e chi fuori dalla Casta (Democrazia Diretta).
Occorre quindi aprire occhi ed orecchi ed armarsi di tanta buona volontà... che a moltissimi italiani non manca (viste le miriadi di manifestazioni e proteste di piazza cui abbiamo assistito in oltre 40 anni.
Per dirla in breve: per fare un edificio ci vogliono ingegneri e muratori... con i soli ingegneri l'edificio non si costruirà mai.
Come più volte ribadito i nemici non sono soltanto dentro... ma sono anche fuori dalla Casta (purtroppo).
Bruno Aprile - Comitato Cittadino Democrazia Diretta (CCDD) - 15 febbraio 2010
Vi recate al negozio di articoli casalinghi più vicino a comprarne uno nuovo ma non trovate quello che fa al caso vostro.
Allora andate a cercare in un altro negozio più lontano e non lo trovate neanche lì.
Continuate a girare per negozi ma nulla da fare.
Cosa fate a questo punto?... aspettate che il/i negozio/i se ne rifornisca/no oppure continuate ad usare quello che avete (anche se non taglia bene?).
__________________________
Per esercitare la sovranità popolare al di fuori delle rappresentanze elette (Democrazia Diretta) ci sono degli strumenti previsti niente meno che dalla principale Legge dello Stato italiano, la Costituzione italiana. E sono: Petizioni, Proposte di legge con 50.000 firme di cittadini elettori e Referendum abrogativi di legge ordinarie e costituzionali, con 500.000 firme di cittadini elettori.
Forse non saranno il massimo, ma sono quelli!
Forse si possono migliorare o, meglio, rafforzare, ma intanto sono quelli!
Forse saranno più deboli di quelli previsti da altre Costituzioni ma non si può negare della loro esistenza :-)
Le domande che converrebbe invece che ci ponessimo sono semplicemente queste:
1) Li abbiamo usati?
2) Come li abbiamo usati? (ammesso di rispondere sì alla prima domanda)
3) Con che frequenza li abbiamo usati? (sempre se rispondiamo si alla prima domanda)
4) Quanto ed in che modo li abbiamo sostenuti? (idem come sopra)
____________________________
Abbiamo già sperimentato e pagato partiti e movimenti politici che da dentro alla Casta (o al sistema rappresentativo) hanno promosso e promesso (si voglia scusare il gioco di parole) ogni cosa, alcuni in perfetta buona fede, ma i risultati sono davanti agli occhi di tutti.
Dobbiamo pur comprendere che le regole della Casta non permettono a pochi individui (quindi ad un solo partito o movimento che sia) di promuovere leggi a favore del popolo che la Casta intende mantenere suddito... .
Le leggi e le proposte se non sono votate con la maggioranza dei voti degli eletti rimarranno carta inchiostrata dimenticata nei cassetti dei vari Palazzi.
In definitiva le leggi a favore del popolo devono essere volute/sostenute/spinte dal popolo e non solo dai rappresentanti eletti... senza la voce ed il pressing del popolo gli eletti, se sono in minoranza potranno solo spartirsi la torta e BASTA!
Se quindi serve l'azione e l'espressione del popolo non serve costituire altri movimenti politici per entrare a far parte della Casta... perché al popolo è consentito esercitare la sovranità anche fuori dalla Casta... lo dice la Costituzione... non lo diciamo noi :-)
Con questo noi non intendiamo stigmatizzare chi vuole entrare in politica ma vogliamo evidenziare il concetto che servono entrambe le componenti per determinarla ovvero chi dentro alla Casta (Democrazia Rappresentativa) e chi fuori dalla Casta (Democrazia Diretta).
Occorre quindi aprire occhi ed orecchi ed armarsi di tanta buona volontà... che a moltissimi italiani non manca (viste le miriadi di manifestazioni e proteste di piazza cui abbiamo assistito in oltre 40 anni.
Per dirla in breve: per fare un edificio ci vogliono ingegneri e muratori... con i soli ingegneri l'edificio non si costruirà mai.
Come più volte ribadito i nemici non sono soltanto dentro... ma sono anche fuori dalla Casta (purtroppo).
Bruno Aprile - Comitato Cittadino Democrazia Diretta (CCDD) - 15 febbraio 2010
10 feb 2010
La Democrazia è questa! Non ci sono storie
La Democrazia, dal greco, è:
δῆμος (démos) = popolo e κράτος (cràtos) = potere
Tradotto letteralmene = Potere del Popolo.
"La sovranità appartiene al popolo" (art. 1 Costituzione italiana - Legge fondamentale).
"che la esercita nelle forme della Costituzione" ovvero attraverso rappresentanti eletti (Democrazia Rappresentativa - art. 55 Cost.) e al di fuori delle rappresentanze (Democrazia Diretta - artt. 50, 56, 58, 71, 75 e 138 Cost.).
In sostanza:
Caso A:
1) I Rappresentanti eletti propongono, informando dovutamente e accuratamente i cittadini elettori.
2) I Cittadini elettori decidono (se si esprimono).
3) I rappresentanti eletti attuano e deliberano le decisioni dei cittadini elettori.
Caso B:
1) I cittadini elettori propongono ai rappresentanti eletti (attraverso Petizioni, Proposte di legge, Richieste di Referendum)
2) I rappresentanti eletti attuano e deliberano le proposte dei cittadini elettori
Quindi non si vogliono eliminare né i partiti politici e nemmeno i rappresentanti eletti... si vuole solo portare ognuno al proprio esatto ruolo.
Il rappresentante (delegato con voto) rappresenta e non decide (tanto meno in sordina);
Il sovrano è sovrano ed ha facoltà di scegliere quando delegare e quando invece decidere da sè
NON C'E' DA FILOSOFARE NIENTE!!! E' CHIARISSIMO IL CONCETTO!!
δῆμος (démos) = popolo e κράτος (cràtos) = potere
Tradotto letteralmene = Potere del Popolo.
"La sovranità appartiene al popolo" (art. 1 Costituzione italiana - Legge fondamentale).
"che la esercita nelle forme della Costituzione" ovvero attraverso rappresentanti eletti (Democrazia Rappresentativa - art. 55 Cost.) e al di fuori delle rappresentanze (Democrazia Diretta - artt. 50, 56, 58, 71, 75 e 138 Cost.).
In sostanza:
Caso A:
1) I Rappresentanti eletti propongono, informando dovutamente e accuratamente i cittadini elettori.
2) I Cittadini elettori decidono (se si esprimono).
3) I rappresentanti eletti attuano e deliberano le decisioni dei cittadini elettori.
Caso B:
1) I cittadini elettori propongono ai rappresentanti eletti (attraverso Petizioni, Proposte di legge, Richieste di Referendum)
2) I rappresentanti eletti attuano e deliberano le proposte dei cittadini elettori
Quindi non si vogliono eliminare né i partiti politici e nemmeno i rappresentanti eletti... si vuole solo portare ognuno al proprio esatto ruolo.
Il rappresentante (delegato con voto) rappresenta e non decide (tanto meno in sordina);
Il sovrano è sovrano ed ha facoltà di scegliere quando delegare e quando invece decidere da sè
NON C'E' DA FILOSOFARE NIENTE!!! E' CHIARISSIMO IL CONCETTO!!
7 feb 2010
Referendum popolare abrogativo di legge e art. 75 Cost.
L'art. 75 della Costituzione italiana, Legge fondamentale del nostro Paese (v. art. XVIII disp. transitorie e finali) che, come tutti gli altri articoli della Costituzione, deve essere rispettato da TUTTI gli organi dello Stato, fra cui Il Parlamento e la Corte Costituzionale (Corte di Cassazione compresa) recita;
al comma 1:
"È indetto referendum popolare per deliberare l'abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge, quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali."
Al comma 4 invece:
"La legge determina le modalità di attuazione del referendum".
______________________
Dal comma 1 si evince che tale strumento (Referendum abrogativo di legge), in armonia con il concetto di "Sovranità che appartiene al Popolo" (art. 1 Cost.), che la esercita nelle forme stabilite dalla Costituzione (Democrazia rappresentativa + Democrazia Diretta ovvero attraverso Rappresententi eletti e dai cittadini elettori al di fuori delle rappresentanze elette)...
è principalmente desitinato a 5 Consigli Regionali ed a 500.000 cittadini elettori (NON AI CITTADINI ELETTI FACENTI PARTE DEI PARTITI IN PARLAMENTO).
I referendum proposti ed effettuati in Italia dal 1970 in poi sono stati proposti ed indetti su iniziativa degli eletti in Parlamento ( paradossalmente gli stessi che fanno le leggi propongono di abrogarle :-).
I Parlamentari sembrano essersi impossessati quindi dell'unico strumento del popolo (500.000 elettori) per contrastare eventuali trucchi legislativi emanati dagli eletti (il nostro ordinamento legislativo e STRACOLMO di tali trucchi).
Dal comma 4 si evince che il legislatore ha limitato, con Legge 352/1970, tale diritto/potere dei cittadini imponendo le firme autenticate in soli 3 mesi di tempo per dar luogo al referendum.
Questo atteggiamento oltre ad essere palesemente illegittimo conferma il rigetto da parte degli eletti della Democrazia Diretta, poiché, come in effetti è stato ed è tuttora, il Referendum abrogativo di legge è solo ed esclusivamente nelle loro mani (per farne anche spesso un uso propagandisctico).
Come farebbero infatti i 10 cittadini elettori che propongono richiesta di referendum a raccogliere e far autenticare 500.000 firme (che dovranno essere molte di più - contando quelle non valide o che annullerebbero gli addetti ai lavori) in soli 3 mesi di tempo?
Solo i partiti hanno una simile capacità organizzativa ed economica per portare a termine l'impresa! E con i soldi dei cittadini elettori fra l'altro - BELLA FATICA!! (v. rimborsi delle campagne elettorali e finanziamento pubblico ai partiti, quest'ultimo già abrogato col 93,5% dei voti del popolo votante il referendum del 1993 e reintrodotto in sordina dal Parlamento nel 1999).
Una proposta spontanea di un cittadino che se ne infischia (dato l'andazzo trascorso ed attuale) dei partiti è stata proposta a livello telematico con Petizione Online all'indirizzo:
http://www.petizionionline.it/petizione/a-sostegno-della-sovranita-cittadina-e-della-democrazia/205
Vediamo se qualche partito o politico riterranno opportuno proporre tale referendum e, quindi, un sostanziale e reale interesse alla Democrazia Diretta, fra cui Luigi De Magistris (IDV), come da lui stesso dichiarato in un articolo su "Il Fatto"... ovviamente il testo della Petizione si può migliorare... chi l'ha scritta non è avvocato ma un semplice autodidatta... anche se attento su certe questioni legislativo/giudiziarie.
Comitato Cittadino Democrazia Diretta - CCDD - 7 febbraio 2010
al comma 1:
"È indetto referendum popolare per deliberare l'abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge, quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali."
Al comma 4 invece:
"La legge determina le modalità di attuazione del referendum".
______________________
Dal comma 1 si evince che tale strumento (Referendum abrogativo di legge), in armonia con il concetto di "Sovranità che appartiene al Popolo" (art. 1 Cost.), che la esercita nelle forme stabilite dalla Costituzione (Democrazia rappresentativa + Democrazia Diretta ovvero attraverso Rappresententi eletti e dai cittadini elettori al di fuori delle rappresentanze elette)...
è principalmente desitinato a 5 Consigli Regionali ed a 500.000 cittadini elettori (NON AI CITTADINI ELETTI FACENTI PARTE DEI PARTITI IN PARLAMENTO).
I referendum proposti ed effettuati in Italia dal 1970 in poi sono stati proposti ed indetti su iniziativa degli eletti in Parlamento ( paradossalmente gli stessi che fanno le leggi propongono di abrogarle :-).
I Parlamentari sembrano essersi impossessati quindi dell'unico strumento del popolo (500.000 elettori) per contrastare eventuali trucchi legislativi emanati dagli eletti (il nostro ordinamento legislativo e STRACOLMO di tali trucchi).
Dal comma 4 si evince che il legislatore ha limitato, con Legge 352/1970, tale diritto/potere dei cittadini imponendo le firme autenticate in soli 3 mesi di tempo per dar luogo al referendum.
Questo atteggiamento oltre ad essere palesemente illegittimo conferma il rigetto da parte degli eletti della Democrazia Diretta, poiché, come in effetti è stato ed è tuttora, il Referendum abrogativo di legge è solo ed esclusivamente nelle loro mani (per farne anche spesso un uso propagandisctico).
Come farebbero infatti i 10 cittadini elettori che propongono richiesta di referendum a raccogliere e far autenticare 500.000 firme (che dovranno essere molte di più - contando quelle non valide o che annullerebbero gli addetti ai lavori) in soli 3 mesi di tempo?
Solo i partiti hanno una simile capacità organizzativa ed economica per portare a termine l'impresa! E con i soldi dei cittadini elettori fra l'altro - BELLA FATICA!! (v. rimborsi delle campagne elettorali e finanziamento pubblico ai partiti, quest'ultimo già abrogato col 93,5% dei voti del popolo votante il referendum del 1993 e reintrodotto in sordina dal Parlamento nel 1999).
Una proposta spontanea di un cittadino che se ne infischia (dato l'andazzo trascorso ed attuale) dei partiti è stata proposta a livello telematico con Petizione Online all'indirizzo:
http://www.petizionionline.it/petizione/a-sostegno-della-sovranita-cittadina-e-della-democrazia/205
Vediamo se qualche partito o politico riterranno opportuno proporre tale referendum e, quindi, un sostanziale e reale interesse alla Democrazia Diretta, fra cui Luigi De Magistris (IDV), come da lui stesso dichiarato in un articolo su "Il Fatto"... ovviamente il testo della Petizione si può migliorare... chi l'ha scritta non è avvocato ma un semplice autodidatta... anche se attento su certe questioni legislativo/giudiziarie.
Comitato Cittadino Democrazia Diretta - CCDD - 7 febbraio 2010
Etichette:
Referendum
Vogliamo essere sovrani? Cominciamo dai rapporti con i Partiti politici
Vogliamo essere sovrani? Cominciamo allora dai rapporti con i partiti politici.
Innanzitutto cosa sono i Partiti politici? Sono gruppi di persone che si riuniscono per determinare la politica del Paese (art. 49 Cost.).
In sostanza all'interno dei Partiti politici ci sono le persone che governano la popolazione.
In sessant'anni di Costituzione abbiamo appurato, noi cittadini elettori, che la democrazia prefigurata nella Costituzione è ben lontana mentre si rafforza sempre di più l'Oligarchia (governo di pochi - ovvero degli esponenti eletti all'interno dei partiti).
E' sempre più diffuso fra la gente il concetto di "Partitocrazia" (sovranità-potere dei partiti).
Per mantenere tale potere, e diffondere alla popolazione il concetto che soltanto attraverso di essi il popolo può/deve esprimersi, usano strumentalizzare ogni problema sociale, ogni caso singolo eclatante ed ogni cosa che susciti scandalo e interesse collettivo per pura propaganda politico/elettorale. Praticamente fanno propaganda elettorale non solo al momento delle elezioni ma bensì 365 giorni all'anno. Perché? pare più che evidente no? Consensi che portano a voti, voti che portano a poltrone, poltrone che portano a privilegi... o c'è qualcuno che vi rinuncia? O che ritiene di avere cambiato qualcosa a favore del cittadino per meritarli (nella misura in cui decidono di assegnarseli?)
Sembrano apparentemente interessati ai problemi ed ai singoli casi eclatanti ma in realtà non è così... basta vedere infatti come in ambito legislativo/giudiziario accade che non cambia nulla, a volte al contrario, il mutamento (leggi e sentenze) sono ancor più a favore del sistema.
Un primo passo da fare, per evitare il perpetrarsi di simili situazioni, è pretendere ed agire in assoluta autonomia ed indipendenza da essi... a cominciare dalle manifestazioni e proteste di piazza.
Bisogna invertire la tendenza finora emergente, che torna solo a vantaggio esclusivo dei partiti, che debbano essere i cittadini, con le loro proteste spontanee su temi come malgoverno o disservizi a rivolgersi o chiedere aiuto ai partiti!
Bisogna cominciare a dire chiaramente ai partiti che devono rivedere il loro ruolo ed il concetto di rappresentanza, quando sono i cittadini ad esprimersi ed a proporre.
Ma per invertire tale tendenza non occorre protestare e basta, scendere in piazza e manifestare il dissenso... occorre proporre soluzioni (attraverso petizioni, proposte di legge e referendum) ovvero avvalendosi degli strumenti di Democrazia Diretta previsti dalla Costituzione e dalla Legge.
Il Comitato Cittadino Democrazia Diretta è intenzionato ad invertire l'usuale tendenza descritta e se un partito è veramente intenzionato a sostenere e rappresentare il popolo lo dovrà dimostrare PRIMA e con azioni concrete e tale dimostrazione la può dare in maniera tangibile da come mobiliterà i mezzi di informazione (cosa che può fare con estrema facilità), informando la gente delle mozioni, dei disegni di legge che presenterà e, soprattutto, inviterà il popolo a spingere e sostenere tali azioni dopo averlo dovutamente informato.
A tale scopo le Associazioni ed i Comitati cittadini sono ottimi strumenti di mediazione fra cittadini e politici, fra cittadini ed istituzioni.
Noi ci siamo! E confidiamo nella partecipazione attiva dei cittadini di quei Comuni dove formeremo gradualente e speriamo velocemente i nostri gruppi.
Comitato Cittadino Democrazia Diretta - CCDD - 5 febbraio 2010
Innanzitutto cosa sono i Partiti politici? Sono gruppi di persone che si riuniscono per determinare la politica del Paese (art. 49 Cost.).
In sostanza all'interno dei Partiti politici ci sono le persone che governano la popolazione.
In sessant'anni di Costituzione abbiamo appurato, noi cittadini elettori, che la democrazia prefigurata nella Costituzione è ben lontana mentre si rafforza sempre di più l'Oligarchia (governo di pochi - ovvero degli esponenti eletti all'interno dei partiti).
E' sempre più diffuso fra la gente il concetto di "Partitocrazia" (sovranità-potere dei partiti).
Per mantenere tale potere, e diffondere alla popolazione il concetto che soltanto attraverso di essi il popolo può/deve esprimersi, usano strumentalizzare ogni problema sociale, ogni caso singolo eclatante ed ogni cosa che susciti scandalo e interesse collettivo per pura propaganda politico/elettorale. Praticamente fanno propaganda elettorale non solo al momento delle elezioni ma bensì 365 giorni all'anno. Perché? pare più che evidente no? Consensi che portano a voti, voti che portano a poltrone, poltrone che portano a privilegi... o c'è qualcuno che vi rinuncia? O che ritiene di avere cambiato qualcosa a favore del cittadino per meritarli (nella misura in cui decidono di assegnarseli?)
Sembrano apparentemente interessati ai problemi ed ai singoli casi eclatanti ma in realtà non è così... basta vedere infatti come in ambito legislativo/giudiziario accade che non cambia nulla, a volte al contrario, il mutamento (leggi e sentenze) sono ancor più a favore del sistema.
Un primo passo da fare, per evitare il perpetrarsi di simili situazioni, è pretendere ed agire in assoluta autonomia ed indipendenza da essi... a cominciare dalle manifestazioni e proteste di piazza.
Bisogna invertire la tendenza finora emergente, che torna solo a vantaggio esclusivo dei partiti, che debbano essere i cittadini, con le loro proteste spontanee su temi come malgoverno o disservizi a rivolgersi o chiedere aiuto ai partiti!
Bisogna cominciare a dire chiaramente ai partiti che devono rivedere il loro ruolo ed il concetto di rappresentanza, quando sono i cittadini ad esprimersi ed a proporre.
Ma per invertire tale tendenza non occorre protestare e basta, scendere in piazza e manifestare il dissenso... occorre proporre soluzioni (attraverso petizioni, proposte di legge e referendum) ovvero avvalendosi degli strumenti di Democrazia Diretta previsti dalla Costituzione e dalla Legge.
Il Comitato Cittadino Democrazia Diretta è intenzionato ad invertire l'usuale tendenza descritta e se un partito è veramente intenzionato a sostenere e rappresentare il popolo lo dovrà dimostrare PRIMA e con azioni concrete e tale dimostrazione la può dare in maniera tangibile da come mobiliterà i mezzi di informazione (cosa che può fare con estrema facilità), informando la gente delle mozioni, dei disegni di legge che presenterà e, soprattutto, inviterà il popolo a spingere e sostenere tali azioni dopo averlo dovutamente informato.
A tale scopo le Associazioni ed i Comitati cittadini sono ottimi strumenti di mediazione fra cittadini e politici, fra cittadini ed istituzioni.
Noi ci siamo! E confidiamo nella partecipazione attiva dei cittadini di quei Comuni dove formeremo gradualente e speriamo velocemente i nostri gruppi.
Comitato Cittadino Democrazia Diretta - CCDD - 5 febbraio 2010
Etichette:
Partiti politici
5 feb 2010
Da che parte la verita? In ciò che è comunemente accettato o in ciò che è impopolare?
La Storia è ricca di testimonianze riguardo alla tendenza delle masse a ridere delle idee o delle interpretazioni diverse su ciò che veniva comunemente accettato per convenzione e divulgato alle masse da pochi potenti. Era sufficiente, per chi avesse potere o fama, mettersi d'accordo su come interpretare un concetto o un insegnamento, e quello poteva/doveva essere l'unico concetto.
Galileo Galilei, perseguitato dalla Chiesa, perché quello che poi si scopri sacrosanta verità, ovvero che la Terra ruotasse intorno al Sole, non veniva creduto da nessuno... perché la Chiesa, che allora costituiva un grande potere, insegnava tutt'altro alle masse.
Martin Lutero, che diede origine al protestantesimo, dovette penare parecchio (fu ritenuto pazzo e fu scomunicato) per dimostrare che alcune interpretazioni delle Sacre Scritture, che dava e che divulgava la Chiesa Cattolica, non erano in armonia con quanto scritto nelle stesse.
Tutto ciò che uomini di potere divulgavano alle masse per dominarle, veniva comunemente accettato da tutti ed era verità assoluta ed intoccabile. Guai a contrastarlo o cambiarne l'interpretazione! Oltre alla persecuzione operata dai potenti c'era l'indifferenza e l'incredulità delle masse.
Eppure c'era un parametro di confronto... di paragone... c'erano le Sacre scritture, la Bibbia. La gente non poteva tenerne copia in casa perché veniva uccisa. Più avanti, in ogni paese del mondo, non poteva leggerla tradotta nella propria lingua ed i sacerdoti recitavano alle messe i passi biblici in latino, lingua che nessuno conosceva.
Vuoi per la tendenza della maggior parte delle persone che costituivano la massa popolare a non approfondire e a non documentarsi di persona, i pochi potenti finivano col sottomettere un' intera popolazione raccontandole ciò che volevano... pur disponendo, la popolazione, degli stessi parametri di paragaone e di confronto che gli stessi pochi potenti inneggiavano e additavano.
Anche da noi, nel nostro tempo, esiste un parametro che palesa chiaramente quale è il giusto concetto di democrazia, o meglio, quale società democratica aveva in mente che si formasse nel tempo l'assemblea costituente. Questo parametro è il frutto che diede detta assemblea, cioè la Costituzione italiana.
Cosa ci hanno insegnato della Costituzione italiana, da quando nacque ad oggi, i pochi potenti che regnano indisturbati e addirittura sostenuti da gran parte della popolazione? I tutori ed esecutori dei principi in essa racchiusi e meticolosamente preparati dai suoi artefici e padri?
Cosa ci hanno insegnato e cosa dimostrano, i nostri rappresentanti eletti (partiti politici), riguardo al principio fondamentale della democrazia? ovvero "La Sovranità appartiene al popolo"?
Ci hanno insegnato che solo attraverso loro (i partiti poltici) il popolo è sovrano, e siccome questo è ciò che ci hanno sempre insegnato, questo è ciò che ormai è convenzione, ciò che è comunemente e passivamente accettato.
Se giunge qualcuno a cantare una versione diversa, tale versione è sicuramente ridicola o non veritiera perché impopolare, non convenzionale, non comunemente accettata.
Ma per forza non è comunemente accettata! Non è popolare e non convenzionale... perché insegnata come faceva comodo a chi, come nei tempi antichi e nei due esempi citati, voleva soggiogare le masse e mantenere su di esse un potere assoluto.
La Costituzione italiana dice molto chiaramente che la sovranità è esercitata dal popolo in maniera INDIRETTA (attraverso quindi dei rappresentanti eletti dal popolo - ora non più con l'attuale legge elettorale) ed in maniera DIRETTA, quindi Democrazia RAPPRESENTATIVA e Democrazia DIRETTA.
Gli articoli 50, 71, 75 e 138 della Costituzione italiana non lasciano molte vie di interpretazione, sono chiarissimi! La Democrazia Rappresentativa complementata dalla Democrazia Diretta è quanto aveva sicuramente in mente l'assemblea costituente quando stabiliva all'articolo 1 che "la sovranità appartiene al popolo"... che la esercita appunto con ENTRAMBE le forme citate sopra.
E' più che logico e giusto che un SOVRANO possa decidere quando lasciare ogni decisione a colui che delega ad amministrare i suoi averi e quando invece decidere da se.
Il problema è che la convenzione, o quanto comunemente accettato, col trascorrere del tempo radica nelle persone apatia e pigrizia, e la disinformazione e la confusione generata volutamente dalla classe dominante al potere distoglie le persone dalla corretta visione di quanto è chiaramente scritto nella Costituzione.
Noi confidiamo che col tempo la gente comprenda che per uscire dalla schiavitù a cui sottoposta dai partiti politici e dai vari loro galoppini, deve soltanto mettere in pratica quello che è chiaramente ed inequivocabilmente scritto nella principale Legge del nostro Paese (art. XVIII disposizioni transitorie e finali della Costituzione).
Se il popolo ha i mezzi per esercitare la sovranità anche non essendo eletto, o al di fuori delle rappresentanze elette, e non li usa... sarà sempre deriso, vessato, schiacciato inesorabilmente da quei pochi eletti che hanno chiaramente dimostrato, in 60 anni, di non avere coscienza, ritegno e capacità di costruire una società democratica come i nostri padri immaginavano diventasse il popolo italiano.
Ora che tali principi sono stati applicati con Legge (art. 8 Dlgs 267/00) il popolo ha ancor più il diritto/dovere di usarli e/o di pretendere dagli eletti che vengano rispettate le scelte e le proposte del popolo stesso.
Se questo non lo si vuol comprendere o è meglio non comprenderlo perché impegnativo... allora inutile lamentarsi e scendere ogni tanto in piazza ad urlare ed accusare una volta una maggioranza ed una volta un'altra maggioranza.
Le manifestazioni non sono validi strumenti costituzionalmente e legalmente vincolanti per chi è al potere... sono solo manifestazioni di dissenso ed espressione di pensiero e di parola.
Gli strumenti assai più validi sono quelli previsti dalla Costituzione e dalle Leggi (petizioni, proposte di legge, referendum) che giungono direttamente dal popolo, senza la mano o la partecipazione dei partiti che costituiscono le rappresentanze elette, poiché con la loro presenza vengono prontamente criminalizzati e strumentalizzati dalle rappresentanze politiche di colore opposto.
Galileo Galilei, perseguitato dalla Chiesa, perché quello che poi si scopri sacrosanta verità, ovvero che la Terra ruotasse intorno al Sole, non veniva creduto da nessuno... perché la Chiesa, che allora costituiva un grande potere, insegnava tutt'altro alle masse.
Martin Lutero, che diede origine al protestantesimo, dovette penare parecchio (fu ritenuto pazzo e fu scomunicato) per dimostrare che alcune interpretazioni delle Sacre Scritture, che dava e che divulgava la Chiesa Cattolica, non erano in armonia con quanto scritto nelle stesse.
Tutto ciò che uomini di potere divulgavano alle masse per dominarle, veniva comunemente accettato da tutti ed era verità assoluta ed intoccabile. Guai a contrastarlo o cambiarne l'interpretazione! Oltre alla persecuzione operata dai potenti c'era l'indifferenza e l'incredulità delle masse.
Eppure c'era un parametro di confronto... di paragone... c'erano le Sacre scritture, la Bibbia. La gente non poteva tenerne copia in casa perché veniva uccisa. Più avanti, in ogni paese del mondo, non poteva leggerla tradotta nella propria lingua ed i sacerdoti recitavano alle messe i passi biblici in latino, lingua che nessuno conosceva.
Vuoi per la tendenza della maggior parte delle persone che costituivano la massa popolare a non approfondire e a non documentarsi di persona, i pochi potenti finivano col sottomettere un' intera popolazione raccontandole ciò che volevano... pur disponendo, la popolazione, degli stessi parametri di paragaone e di confronto che gli stessi pochi potenti inneggiavano e additavano.
Anche da noi, nel nostro tempo, esiste un parametro che palesa chiaramente quale è il giusto concetto di democrazia, o meglio, quale società democratica aveva in mente che si formasse nel tempo l'assemblea costituente. Questo parametro è il frutto che diede detta assemblea, cioè la Costituzione italiana.
Cosa ci hanno insegnato della Costituzione italiana, da quando nacque ad oggi, i pochi potenti che regnano indisturbati e addirittura sostenuti da gran parte della popolazione? I tutori ed esecutori dei principi in essa racchiusi e meticolosamente preparati dai suoi artefici e padri?
Cosa ci hanno insegnato e cosa dimostrano, i nostri rappresentanti eletti (partiti politici), riguardo al principio fondamentale della democrazia? ovvero "La Sovranità appartiene al popolo"?
Ci hanno insegnato che solo attraverso loro (i partiti poltici) il popolo è sovrano, e siccome questo è ciò che ci hanno sempre insegnato, questo è ciò che ormai è convenzione, ciò che è comunemente e passivamente accettato.
Se giunge qualcuno a cantare una versione diversa, tale versione è sicuramente ridicola o non veritiera perché impopolare, non convenzionale, non comunemente accettata.
Ma per forza non è comunemente accettata! Non è popolare e non convenzionale... perché insegnata come faceva comodo a chi, come nei tempi antichi e nei due esempi citati, voleva soggiogare le masse e mantenere su di esse un potere assoluto.
La Costituzione italiana dice molto chiaramente che la sovranità è esercitata dal popolo in maniera INDIRETTA (attraverso quindi dei rappresentanti eletti dal popolo - ora non più con l'attuale legge elettorale) ed in maniera DIRETTA, quindi Democrazia RAPPRESENTATIVA e Democrazia DIRETTA.
Gli articoli 50, 71, 75 e 138 della Costituzione italiana non lasciano molte vie di interpretazione, sono chiarissimi! La Democrazia Rappresentativa complementata dalla Democrazia Diretta è quanto aveva sicuramente in mente l'assemblea costituente quando stabiliva all'articolo 1 che "la sovranità appartiene al popolo"... che la esercita appunto con ENTRAMBE le forme citate sopra.
E' più che logico e giusto che un SOVRANO possa decidere quando lasciare ogni decisione a colui che delega ad amministrare i suoi averi e quando invece decidere da se.
Il problema è che la convenzione, o quanto comunemente accettato, col trascorrere del tempo radica nelle persone apatia e pigrizia, e la disinformazione e la confusione generata volutamente dalla classe dominante al potere distoglie le persone dalla corretta visione di quanto è chiaramente scritto nella Costituzione.
Noi confidiamo che col tempo la gente comprenda che per uscire dalla schiavitù a cui sottoposta dai partiti politici e dai vari loro galoppini, deve soltanto mettere in pratica quello che è chiaramente ed inequivocabilmente scritto nella principale Legge del nostro Paese (art. XVIII disposizioni transitorie e finali della Costituzione).
Se il popolo ha i mezzi per esercitare la sovranità anche non essendo eletto, o al di fuori delle rappresentanze elette, e non li usa... sarà sempre deriso, vessato, schiacciato inesorabilmente da quei pochi eletti che hanno chiaramente dimostrato, in 60 anni, di non avere coscienza, ritegno e capacità di costruire una società democratica come i nostri padri immaginavano diventasse il popolo italiano.
Ora che tali principi sono stati applicati con Legge (art. 8 Dlgs 267/00) il popolo ha ancor più il diritto/dovere di usarli e/o di pretendere dagli eletti che vengano rispettate le scelte e le proposte del popolo stesso.
Se questo non lo si vuol comprendere o è meglio non comprenderlo perché impegnativo... allora inutile lamentarsi e scendere ogni tanto in piazza ad urlare ed accusare una volta una maggioranza ed una volta un'altra maggioranza.
Le manifestazioni non sono validi strumenti costituzionalmente e legalmente vincolanti per chi è al potere... sono solo manifestazioni di dissenso ed espressione di pensiero e di parola.
Gli strumenti assai più validi sono quelli previsti dalla Costituzione e dalle Leggi (petizioni, proposte di legge, referendum) che giungono direttamente dal popolo, senza la mano o la partecipazione dei partiti che costituiscono le rappresentanze elette, poiché con la loro presenza vengono prontamente criminalizzati e strumentalizzati dalle rappresentanze politiche di colore opposto.
2 feb 2010
MILANO GRANDE SERATA in COMPAGNIA dell'ACQUA ! Impressioni personali dopo il Convegno
Ho voluto buttare via una serata per farmi due risate e ci sono riuscito!! (in entrambe le cose).
Dopo 40 minuti però me ne sono andato... visto che non ho potuto proporre, pur avendo chiesto agli organizzatori di fare un intervento, ciò che non hanno proposto coloro che hanno parlato fino a quel momento. Sono allergico oltre che alle bandiere di parrtito anche alle cazzate. Di questa esperienza mi sono rimasti impressi tre punti.
1) Qualcuno ha detto dal podio: Forza cittadini... prima che diventi legge (?)
Ma è già Legge l'intervento Governativo incriminato:
24-11-2009 Supplemento ordinario n. 215/L alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 274
TESTI COORDINATI E AGGIORNATI
Testo del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 135 (in Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 223 del 25 settembre 2009) , coordinato con la legge di conversione 20 novembre 2009, n. 166 (in questo stesso supplemento ordinario alla pag. 1) , recante: «Disposizioni urgenti per l’attuazione di obblighi
comunitari e per l’esecuzione di sentenze della Corte di giustizia delle Comunità europee».
Art. 15.
Adeguamento alla disciplina comunitaria in materia di servizi pubblici locali di rilevanza economica
«2. Il conferimento della gestione dei servizi pubblici locali avviene, in via ordinaria:
a) a favore di imprenditori o di società in qualunque forma costituite individuati mediante procedure
competitive ad evidenza pubblica, nel rispetto dei principi del Trattato che istituisce la Comunità europea e dei principi generali relativi ai contratti pubblici e, in particolare, dei principi di economicità, effi cacia, imparzialità, trasparenza, adeguata pubblicità, non discriminazione, parità di trattamento, mutuo riconoscimento e proporzionalità;
b) a società a partecipazione mista pubblica e privata, a condizione che la selezione del socio avvenga
mediante procedure competitive ad evidenza pubblica, nel rispetto dei principi di cui alla lettera a) , le quali abbiano ad oggetto, al tempo stesso, la qualità di socio e l’attribuzione di specifi ci compiti operativi connessi alla gestione del servizio e che al socio sia attribuita una partecipazione non inferiore al 40 per cento.
_________________-
2) Qualcun altro ha detto dal podio: "Il popolo non può continuare a subire!"... e poi: "il popolo deve reagire!"... e poi ancora "il popolo deve ribellararsi!". (?)
Sì ma come? Che deve fare il popolo? Scendere ancora e sempre in piazza? Ma questa gente non ha sperperato denaro pubblico a sufficienza in manifestazioni che si consumano dal 1970 senza avere mai concluso nulla? Con i soldi spesi in manifestazioni inconcludenti (v. a che punto siamo arrivati) si sarebbero potuti sfamare bambini che muoiono di fame, curare persone ammalate, dare casa ai senza tetto o agli sfrattati, aiutare famiglie con disoccupati. Questa gente sperpera centinaia di migliaia di euro in manifestazioni che paghiamo noi cittadini (v. rimborso spese elettorali ai partiti e finanziamento pubblico ai partiti) per dare un po di sfogo e poche ore di felicità a gente insoddisfatta e nulla più! Ma non conoscono mezzi più incisivi?... da supportare semmai con manifestazioni? Evidentemente no... perché il gioco di certi furboni è sempre quello! Sfruttare il malcontento della gente stufa di essere presa per il culo dai governanti facendo i tirapiedi dei governanti stessi. Fare casino apposta, e sempre a cose fatte (mai prima) per non cambiare mai nulla! Illudere gli eterni e poveri illusi... che a quanto pare non diminuiscono mai!
__________________________
3) Qualcun altro ha detto dal podio: "Firmate la petizione che c'è sul banco, non è impegnativa non serve neanche il documento... poi andrà al sindaco di Milano, Letizia Moratti"
Una petizione senza dati di identificazione dei sottoscrittori/sostenitori della petizione???? Ma cosa se ne fanno? Manco per pulirsi il culo andrebbe bene quella carta.
Che consegneranno al sindaco???? Ma che c'entra il sindaco? Cosa può fare il sindaco?... Ma perché non all'usciere di Palazzo Marino... che poi lui la consegnerà al consigliere comunale, questi all'assessore, questi al sindaco, questi al consigliere regionale, questi... FINALMENTE... al Presidente del Consiglio Regionale!! Perché caso mai a questo andrà consegnata una petizione per... ma per fare poi? Non ho neanche letto il testo perché è già una pagliacciata di per se il fatto che non contenga i dati del documento di identità dei sottoscrittori/sostenitori della petizione.
Credo che una Legge dello Stato abbia valenza maggiore di una Legge regionale e comunale... e se questa non prevede espressamente agli enti locali facoltà di applicarne o meno alcune parti ci vuole solo un referendum per toglierla di mezzo! A meno che non ci sia sospetto di illegittimità (dove interverrebbe la Corte Costituzionale).
Ma per un referendum, se vogliamo evitare le firme autenticate di 500.000 cittadini elettori da consegnarsi in tre mesi di tempo, possiamo chiederlo semmai a 5 Consigli Regionali... cosa può fare il sindaco?
_____________________
Conclusioni:
I casi sono due:
1) I tre di cui ai punti sopra sono imbecilli
2) I tre di cui ai punti sopra hanno preso per il culo (per interesse personale ovviamente) tutta la gente che ha riempito l'auditorio
Quale membro e Presidente del Comitato Cittadino Democrazia Diretta (CCDD) estraneo totalmente la partecipazione ed il sostegno del CCDD a tale evento organizzato da altri, dal momento in cui, partecipando al Convegno, ho appreso quanto sopra. Ovvero che è stata una buffonata (una delle solite manovre di interesse e di carattere politico).
Dopo 40 minuti però me ne sono andato... visto che non ho potuto proporre, pur avendo chiesto agli organizzatori di fare un intervento, ciò che non hanno proposto coloro che hanno parlato fino a quel momento. Sono allergico oltre che alle bandiere di parrtito anche alle cazzate. Di questa esperienza mi sono rimasti impressi tre punti.
1) Qualcuno ha detto dal podio: Forza cittadini... prima che diventi legge (?)
Ma è già Legge l'intervento Governativo incriminato:
24-11-2009 Supplemento ordinario n. 215/L alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 274
TESTI COORDINATI E AGGIORNATI
Testo del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 135 (in Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 223 del 25 settembre 2009) , coordinato con la legge di conversione 20 novembre 2009, n. 166 (in questo stesso supplemento ordinario alla pag. 1) , recante: «Disposizioni urgenti per l’attuazione di obblighi
comunitari e per l’esecuzione di sentenze della Corte di giustizia delle Comunità europee».
Art. 15.
Adeguamento alla disciplina comunitaria in materia di servizi pubblici locali di rilevanza economica
«2. Il conferimento della gestione dei servizi pubblici locali avviene, in via ordinaria:
a) a favore di imprenditori o di società in qualunque forma costituite individuati mediante procedure
competitive ad evidenza pubblica, nel rispetto dei principi del Trattato che istituisce la Comunità europea e dei principi generali relativi ai contratti pubblici e, in particolare, dei principi di economicità, effi cacia, imparzialità, trasparenza, adeguata pubblicità, non discriminazione, parità di trattamento, mutuo riconoscimento e proporzionalità;
b) a società a partecipazione mista pubblica e privata, a condizione che la selezione del socio avvenga
mediante procedure competitive ad evidenza pubblica, nel rispetto dei principi di cui alla lettera a) , le quali abbiano ad oggetto, al tempo stesso, la qualità di socio e l’attribuzione di specifi ci compiti operativi connessi alla gestione del servizio e che al socio sia attribuita una partecipazione non inferiore al 40 per cento.
_________________-
2) Qualcun altro ha detto dal podio: "Il popolo non può continuare a subire!"... e poi: "il popolo deve reagire!"... e poi ancora "il popolo deve ribellararsi!". (?)
Sì ma come? Che deve fare il popolo? Scendere ancora e sempre in piazza? Ma questa gente non ha sperperato denaro pubblico a sufficienza in manifestazioni che si consumano dal 1970 senza avere mai concluso nulla? Con i soldi spesi in manifestazioni inconcludenti (v. a che punto siamo arrivati) si sarebbero potuti sfamare bambini che muoiono di fame, curare persone ammalate, dare casa ai senza tetto o agli sfrattati, aiutare famiglie con disoccupati. Questa gente sperpera centinaia di migliaia di euro in manifestazioni che paghiamo noi cittadini (v. rimborso spese elettorali ai partiti e finanziamento pubblico ai partiti) per dare un po di sfogo e poche ore di felicità a gente insoddisfatta e nulla più! Ma non conoscono mezzi più incisivi?... da supportare semmai con manifestazioni? Evidentemente no... perché il gioco di certi furboni è sempre quello! Sfruttare il malcontento della gente stufa di essere presa per il culo dai governanti facendo i tirapiedi dei governanti stessi. Fare casino apposta, e sempre a cose fatte (mai prima) per non cambiare mai nulla! Illudere gli eterni e poveri illusi... che a quanto pare non diminuiscono mai!
__________________________
3) Qualcun altro ha detto dal podio: "Firmate la petizione che c'è sul banco, non è impegnativa non serve neanche il documento... poi andrà al sindaco di Milano, Letizia Moratti"
Una petizione senza dati di identificazione dei sottoscrittori/sostenitori della petizione???? Ma cosa se ne fanno? Manco per pulirsi il culo andrebbe bene quella carta.
Che consegneranno al sindaco???? Ma che c'entra il sindaco? Cosa può fare il sindaco?... Ma perché non all'usciere di Palazzo Marino... che poi lui la consegnerà al consigliere comunale, questi all'assessore, questi al sindaco, questi al consigliere regionale, questi... FINALMENTE... al Presidente del Consiglio Regionale!! Perché caso mai a questo andrà consegnata una petizione per... ma per fare poi? Non ho neanche letto il testo perché è già una pagliacciata di per se il fatto che non contenga i dati del documento di identità dei sottoscrittori/sostenitori della petizione.
Credo che una Legge dello Stato abbia valenza maggiore di una Legge regionale e comunale... e se questa non prevede espressamente agli enti locali facoltà di applicarne o meno alcune parti ci vuole solo un referendum per toglierla di mezzo! A meno che non ci sia sospetto di illegittimità (dove interverrebbe la Corte Costituzionale).
Ma per un referendum, se vogliamo evitare le firme autenticate di 500.000 cittadini elettori da consegnarsi in tre mesi di tempo, possiamo chiederlo semmai a 5 Consigli Regionali... cosa può fare il sindaco?
_____________________
Conclusioni:
I casi sono due:
1) I tre di cui ai punti sopra sono imbecilli
2) I tre di cui ai punti sopra hanno preso per il culo (per interesse personale ovviamente) tutta la gente che ha riempito l'auditorio
Quale membro e Presidente del Comitato Cittadino Democrazia Diretta (CCDD) estraneo totalmente la partecipazione ed il sostegno del CCDD a tale evento organizzato da altri, dal momento in cui, partecipando al Convegno, ho appreso quanto sopra. Ovvero che è stata una buffonata (una delle solite manovre di interesse e di carattere politico).
Iscriviti a:
Post (Atom)
Domanda di adesione
Per iscriversi al CCDD: scaricare il modulo di adesione, stamparlo, compilarlo e inviarlo via e-mail nella modalità indicata nel modulo stesso.