La Costituzione è Legge fondamentale dello Stato italiano (art. XVIII disp. trans. e finali)

La Democrazia è Sovranità che appartiene al Popolo (art. 1 Cost.)... che la esercita nelle forme stabilite dalla stessa.

Tali forme comprendono la Democrazia Rappresentativa (art. 55 Cost.) esercitata dai cittadini eletti; e la Democrazia Diretta (artt. 50, 56, 58, 71, 75, 102 e 138) esercitata dai cittadini NON eletti.

Senza entrambe queste due forme non ci sarà mai nessuna Democrazia ma soltanto una Oligarchia.

23 ott 2010

Da un'amica pubblichiamo: IL SISTEMA CULTURALE DELLA CORRUZIONE

La corruzione non è un destino ineluttabile ma un sistema culturale: accettare il sistema corruzione significa barattare la cultura del giusto, del rispetto, della solidarietà partecipe, dei diritti e dei doveri con la cultura del privilegio e dell’arbitrio.

Il cerchio che inizia dalla corruzione porta ineluttabilmente alla violazione dei Diritti Umani. Laddove vengono elargiti e tollerati privilegi di qualsiasi genere, là è gettato il seme della corruzione che germoglia nell’animo dei violenti e degli intriganti e assoggetta gli animi pavidi.

Non deve mai essere dimenticato che le ingenti somme di denaro ottenute dalla corruzione sono spesso usate contro i cittadini leali e laboriosi per pagare il dispotismo e l’avidità di individui senza scrupoli che ipotecano la democrazia quando non la distruggono o la impediscono.

Le libertà poggiano sullo sviluppo del carattere morale, sul coraggio individuale e collettivo, sulle virtù e sui talenti. Dice de Sismondi scrivendo dell’Età dei Comuni:

“Non appena si entrava in uno Stato libero si poteva contare di trovarvi la lealtà nei negoziati e nei trattati, lo zelo per il bene di tutti nelle alleanze, il coraggio e la costanza nelle avversità, la liberalità dei più ricchi verso i più poveri nella calamità, l’energia del popolo per reprimere le ingiustizie e le violenze. Al contrario entrando negli Stati dei tiranni, vi si trovava un governo che si sosteneva mediante il crimine, la perfidia e la corruzione; delle spie sorvegliavano e denunciavano i sentimenti generosi, abusavano dei legami familiari e di vicinato per trasformarli in trappole, insegnavano che la prudenza del suddito consiste nel diffidare di tutti e nel non immischiarsi negli affari altrui. L’assassinio, l’avvelenamento e la corruzione lì erano mezzi comuni di governo”.

Cinquecento anni dopo abbiamo eliminato- non dovunque- l’assassinio e l’avvelenamento ma non la corruzione. Ricordo sempre con raccapriccio un grande commis dello stato, tuttora in sella e delle cui opinioni viene tenuto gran conto, che consigliò di “comprare” un movimento nascente per eliminarlo dal “libero mercato politico”. Quel “comprateli!” è stata una dichiarazione palese quanto vergognosa che la cultura della corruzione veniva accettata dalle istituzioni. E’ stata invece una sferzata dolorosa per i cittadini retti che avevano creduto nello Stato di diritto.

Con il Nobel Oscar Arias Sanchez proviamo ad elencare alcune tra le molteplici forme di corruzione, oltre a quella venale e grezza per ciò stesso più facilmente identificabile e perseguibile. Queste, spesso tollerate o non rilevate in quanto tali, sono più subdole e aprono la strada alla corruzione sistemica o ambientale:

· Corruzione è distribuire privilegi e sinecure per far dimenticare i principi morali o “comprare” l’avversario.

· Corruzione è premiare i vizi anziché incentivare le virtù.

· Corruzione è non fare giustizia in tempi brevi.

· Corruzione è tollerare le illegalità senza tollerare i cittadini inermi.

· Corruzione è partecipare alla vita politica senza averne i talenti e le virtù necessarie, né la volontà di mettersi a servizio dei cittadini.

· Corruzione è votare un politico corrotto per ottenere privilegi.

· Corruzione è votare irresponsabilmente senza accertarsi dell’onestà morale e intellettuale del candidato.

· Corruzione è fornire informazioni falsate o partigiane.

· Corruzione è non chiamare le cose col proprio nome per confondere gli animi.

· Corruzione è usare i servizi pubblici mediatici facendo apparire trasmissioni per i cittadini e con i cittadini, programmi costruiti per precisi fini che non rappresentino l’interesse comune.

Esistono situazioni politico-ambientali che favoriscono la diffusione della corruzione sistemica:

· Alta concentrazione di potere senza adeguata responsabilizzazione.

· Basso coinvolgimento della gente e delle loro associazioni nelle decisioni pubbliche.

· Burocrazia potente e non responsabilizzata.

· Pesante influenza dei governi nei processi economici.


Situazioni di monopolio/oligopolio o comunque situazioni di privilegio all’interno del sistema economico.

· Sistemi governativi accentrati.

· Limitata indipendenza della Magistratura o di altre Istituzioni super partes.

· Conformismo culturale epidemico.

· Conformismo nell’informazione.

Regolamenti oscuri e complicati.

Imposizioni ingiustificate o non pertinenti all’interesse primario dei cittadini.


L’esperienza insegna che ci sono comunque delle regole base a smantellare la corruzione impedendo la contaminazione della Società.

· Insegnare i vantaggi sociali di comportamenti onesti e gli svantaggi dei comportamenti corrotti sin dall’inizio della scolarizzazione.

· Evidenziare il minor costo per la società intiera quando il comportamento onesto è l’atteggiamento abituale.

· Evidenziare il costo dei privilegi e il peso delle ingiustizie sui cittadini.

· Condannare pubblicamente e vigorosamente la corruzione e il privilegio a tutti i livelli, rendendone evidenti i costi materiali e morali.

· Ridurre l’apparato pubblico e lo Stato quanto più snello possibile e quanto più vicino ai cittadini.

· Evitando sempre e comunque che lo Stato sia contemporaneamente controllore e controllato.

E’ stato provato scientificamente che dovunque vi è un’estensione della sfera pubblica si creano nuove opportunità e incentivi alla corruzione.* Se la corruzione non viene aspramente combattuta e condannata essa tende a contaminare la società: gli onesti si sentiranno abbandonati e frustrati dallo Stato a cui avevano affidato la loro tutela e i loro diritti e la piovra della corruzione diventerà pervasiva. A questo punto le porte sono aperte alle forze peggiori della società. I migliori cittadini: i coraggiosi, i competenti, i colti, i generosi non potranno che abbandonare il Paese (territorio) impoverendo del loro talento tutta la collettività.

La migliore assicurazione contro la corruzione è rendere la collettività cosciente degli svantaggi e dei costi enormi della corruzione. Occorre quindi diffondere l’idea che l’illegalità ed i comportamenti illeciti comportano costi incalcolabili alla società civile e debbono essere sanzionati nell’interesse di tutti.

Vivere in una società onesta è più bello e costa molto, molto meno: tra il vivere in una società trasparente e il vivere in una società corrotta c’è la stessa differenza che fare una scampagnata con gli amici cari in una giornata di sole ed essere prigioniero di banditi in una grotta buia.

Non dobbiamo disperare di arrestare il cancro della corruzione perché si sta sviluppando tra i cittadini e in modo particolarmente acuto tra gli intelletti impegnati e sensibili, una richiesta globale di buongoverno che dobbiamo tenere viva e proteggere con l’aiuto dei “vigili eterni”, come chiamava Jefferson: la libertà di stampa e la libertà della magistratura e la libertà (non l’arbitrio) dei cittadini.

Noi non disperiamo! Per questo abbiamo acceso una fiammella e ci auguriamo che molti si uniranno a noi per formare quelle isole di integrità che sapranno attrarre e formare la cultura delle pari opportunità, dei pari diritti e doveri e del vivere insieme in una società giusta, come cittadini consapevoli e non come sudditi.

(appello 2008 contro la corruzionedda me inviato alle PA locali con allegate indagini IT)
di Mary Mancinelli
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Ecco perché le Democrazie sono le migliori forme di governo... perché dove non esistono capi assoluti e dove tutti hanno un voto decisionale la corruzione si può limitare (impossibile corrompere milioni di persone)... a condizione che siano Democrazie vere però.

23 ottobre 2010
CCDD - Comiatto Cittadino Democrazia Diretta

Democrazia e Libertà di espressione

Democrazia = libertà di espressione?...
Sbagliato!
Democrazia = Potere del popolo. Sovranità del Popolo.

La libertà di espressione è una componente di un sistema democratico ma non include la libertà di prendere in giro la gente, specie attraverso la politica, perché la menzogna e la truffa sono reati perseguibili anche penalmente!

la Democrazia Rappresentativa italiana - un'autentica TRUFFA

In un sistema unicamente rappresentativo come è stato strutturato quello italiano dai nostri politici, dove si va avanti a colpi di maggioranza parlamentare è sufficiente che:

i pochi eletti si mettano d'accordo su chi deve fare la parte del cattivo e chi la parte del buono e quando alternarsi a governare ed il gioco è fatto.

Il cattivo farà le leggi peggiori ed il buono sarà in minoranza per non poterle contrastare.
Quando governerà il buono le leggi fatte dal cattivo restano comunque.
Non è ora di svegliarsi?

23 ottobre 2010

Bruno Aprile - Locate varesino (CO) - tel. 3472954867 - CCDD Comitato Cittadino Democrazia Diretta - http://comitatocittadinodemocraziadiretta.blogspot.com/

17 ott 2010

Noi non facciamo concorrenza a nessuno

A buon intenditor poche parole...

Noi del CCDD non facciamo concorrenza a nessuno.

Siamo dell'idea che:

1) Per combattere un sistema che si è creato all'interno occorra farlo dall'esterno.

2) Per realizzare un progetto occorrano progettisti e manodopera... di progettisti ce ne sono fin troppi, di manodopera ZERO.

3) La Democrazia Diretta, in effetti, si esercita stando fuori dal sistema rappresentativo e la esercitano i cittadini elettori.

In sostanza siamo ben disposti a collaborare con chi è dentro il sistema ma con molta cautela perché la poltrona fa gola a tutti... in Italia.

15 ott 2010

LETTERA APERTA AL PARLAMENTO ITALIANO

Egregi Onorevoli tutti,

dopo ormai 63 anni di Costituzione italiana non potete negare che la sola Democrazia Rappresentativa, che non potrà mai essere una Democrazia compiuta, non ha portato i frutti sperati.

Crediamo che con un poco di umiltà, da parte di tutto il Parlamento, potreste riconoscere che non è possibile risanare questo paese e che non è possibile governare una popolazione di 60.000.000 di anime attraverso le decisioni prese e/o le soluzioni proposte da pochi.

E' un dato di fatto che non si può nascondere o continuare a negare.

Un popolo dotato di una Costituzione che recita:

Art. 3.
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

- Non può vedere ricchi diventare sempre più ricchi e poveri diventare sempre più poveri
- Non può vedere più avvantaggiato, davanti alla legge, chi può permettersi di sostenere le spese legali e processuali previste.
- Non può vedersi sempre più discriminato per idee religiose e politiche, gusti sessuali, e condizioni fisiche e sociali.

Sarebbe il caso, quindi, di favorire la Democrazia Diretta anziché ostacolarla e cercare, assieme ai cittadini responsabili, consapevoli ed attivi di trovare più soluzioni e confrontare più proposte possibili provenienti da tutti, rendendo partecipi, propositivi e deliberativi tutti coloro che vogliono partecipare, proporre e deliberare.

A livello locale, senza nulla togliere all'unità d'Italia, tutto ciò si può fare, come si fa in varie parti del mondo.

Speranzosi della Vostra comprensione attendiamo fiduciosi che si esamini il Disegno Di Legge Costituzionale presentato dal Sen. Oskar Peterlini e firmato da altri 7 parlamentari, giacente in Commissione Affari Costituzionali da ormai un anno:
http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00410179.pdf

Con osservanza

15 ottobre 2010

CCDD Comitato Cittadino Democrazia Diretta - http://comitatocittadinodemocraziadiretta.blogspot.com/

10 ott 2010

Similitudini

L'ingegnere dice al muratore: "Guarda che io... ho studiato per fare il progetto di una casa!!"

Il muratore dice all'ingegnere: "Si ma io so leggere il tuo progetto e costruirla... la casa".

Similmente, il rappresentante eletto potrebbe dire: "Guarda che io ho studiato la Costituzione per governare" e il cittadino potrebbe rispondere: " Anch'io l'ho studiata ed ho capito che tu non l'hai saputa/voluta applicare... forse potremmo farlo insieme :-)

6 ott 2010

Pillole di Democrazia Diretta - Avete mai pensato perché?

Art. 50 Costituzione:
"Tutti i cittadini possono rivolgere petizioni alle Camere per chiedere provvedimenti legislativi o esporre comuni necessità."
N.B.
Dopo 63 anni questo principio non è ancora stato applicato con Legge.
Perché? Se è il popolo ad essere Sovrano?

Art. 71 Costituzione - comma 2:
"Il popolo esercita l'iniziativa delle leggi, mediante la proposta, da parte di almeno cinquantamila elettori, di un progetto redatto in articoli".
N.B.
Il Parlamento ha ritenuto dare la precedenza alle proposte dei parlamentari, attraverso i Regolamenti interni di camera e Senato.
Perché? Se è il popolo ad essere Sovrano?

Art. 75 Costituzione:
"È indetto referendum popolare per deliberare l'abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge, quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali".
N.B.
Bastano solo 10 cittadini per proporre un quesito referendario abrogativo di legge per poter raccogliere le 500.000 firme per andare alle urne e votare il Referendum. Il Parlamento, con la Legge 352/70, ha ostacolato tale potere ai 10 cittadini proponenti il quesito imponendo l'autenticazione delle 500.000 firma da consegnarsi in soli 3 mesi di tempo... pena la nullità di tutto il lavoro/raccolta firme svolto.
Perché? Se è il popolo ad essere Sovrano?
E perché non viene mai indetto dai 5 consigli regionali, ma quasi sempre dai parlamentari? Se è il popolo ad essere Sovrano?

Decreto legislativo n. 267 del 18 agosto 2000 - "Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali"
Articolo 8 - Partecipazione popolare:

"1. I comuni, anche su base di quartiere o di frazione, valorizzano le libere forme associative e promuovono organismi di partecipazione popolare all'amministrazione locale. I rapporti di tali forme associative sono disciplinati dallo statuto.

2. Nel procedimento relativo, all'adozione di atti che incidono su situazioni giuridiche soggettive devono essere previste forme di partecipazione degli interessati secondo le modalita' stabilite dallo statuto, nell'osservanza dei principi stabiliti dalla legge 7 agosto 1990, n. 241.

3. Nello statuto devono essere previste forme di consultazione della popolazione nonche' procedure per l'ammissione di istanze, petizioni e proposte di cittadini singoli o associati dirette a promuovere interventi per la migliore tutela di interessi collettivi e devono essere, altresi', determinate le garanzie per il loro tempestivo esame. Possono essere, altresi', previsti referendum anche su richiesta di un adeguato numero di cittadini.

4. Le consultazioni e i referendum di cui al presente articolo devono riguardare materie di esclusiva competenza locale e non possono avere luogo in coincidenza con operazioni elettorali provinciali, comunali e circoscrizionali.

5. Lo statuto, ispirandosi ai principi di cui alla legge 8 marzo 1994, n. 203, e al decreto legislativo 25 luglio 1999, n. 286, promuove forme di partecipazione alla vita pubblica locale dei cittadini dell'Unione europea e degli stranieri regolarmente soggiornanti."

N.B.
E' una Legge esistente da 10 anni ancora inapplicata dalle amministrazioni locali. Chi l'ha vagamente applicata, solo negli Statuti ma non nei Regolamenti, l'ha fatto parzialmente e con molti ostacoli:
Perché? Se è il popolo ad essere Sovrano?

Concludendo:
Qualcuno sa' se qualche parlamentare, rispettoso della Costituzione e della Sovranità popolare (se ne parla spesso ultimamente) abbia presentato un Disegno Di Legge volto ad applicare, con Legge, il principio costituzionale della Petizione?


CCDD Comitato Cittadino Democrazia Diretta - http://comitatocittadinodemocraziadiretta.blogspot.com/
http://www.facebook.com/pages/Comitato-Cittadino-Democrazia-Diretta-CCDD/279152377228

3 ott 2010

Sondaggio - Referendum popolare ai sensi dell'art. 75 della Costituzione italiana

Lo scopo del sondaggio consiste nel capire e nel far capire come è stato applicato, con legge (L.352/70), il principio costituzionale di cui all'art. 75 della Costituzione italiana che prevede lo strumento di Democrazia Diretta che è il Referendum popolare abrogativo di legge ordinaria, attraverso il quale il popolo, secondo la procedura indicata dalla citata legge, può abrogare le leggi ordinarie fatte dal Parlamento, ovvero dai rappresentanti eletti dal popolo, a livello nazionale.

Il Sondaggio servirà anche al CCDD per portare avanti una campagna informativa, coinvolgendo anche i media, riguardo ad uno dei punti del nostro Programma:

https://docs.google.com/fileview?id=0B4Rq-OLHcxbRNzY4NTBmYWQtMWFiYi00YWVjLWI0MDEtNzBkYjZiZWQ0NTAz&hl=it
per l'esattezza il punto 3.
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Per meglio comprendere la procedura referendaria, affinché si comprenda anche come votare il Sondaggio, ecco di seguito le informazioni:
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Per indire Referendum popolare abrogativo di legge ordinaria fatta dal Parlamento:

1) 10 cittadini muniti di certificato elettorale (aventi quindi diritto al voto elettivo), costituitisi in Comitato promotore del referendum, possono redigere un "quesito referendario" da presentare alla "suprema Corte di Cassazione" attraverso il quale si richiede di abrogare totalmente o parzialmente una legge ordinaria dello Stato, indicandone le motivazioni e gli articoli di legge da abrogare, nel caso si richieda l'abrogazione parziale della legge.

2) la Suprema Corte di Cassazione valuta (attraverso la Corte Costituzionale) la legittimità del quesito (se anti-costituzionale viene dichiarato inammissibile e respinto) dopodiché, se il quesito è ritenuto ammissibile, comunica al Comitato promotore l'ammissibilità del quesito ed ordina la pubblicazione del quesito referendario sulla Gazzetta Ufficiale.

3) Dalla pubblicazione del quesito referendario sulla Gazzetta Ufficiale, il Comitato promotore (i 10 cittadini) deve fare stampare, a sue spese, i moduli di raccolta delle 500.000 firme occorrenti per fissare, in caso di validazione delle firme necessarie (500.000 almeno), la data in cui il popolo voterà il referendum, ovvero per andare tutti alle urne.

4) Il Comitato promotore (10 cittadini) potrà consegnare i moduli nei vari Comuni d'Italia affinché i cittadini residenti in quel Comune possano firmare e/o tenerli con se per farli firmare ai cittadini come meglio crede.

5) Il Comitato promotore (1o cittadini) deve provvedere, a sue spese, all'autenticazione delle firme che in linea di massima si possono fare autenticare dai cancellieri dei Tribunali o dai Notai, al costo medio di 75 euro all'ora. Sono anche abilitati i consiglieri e gli assessori comunali e provinciali ma è meglio ricorrere ai cancellieri dei Tribunali per ridurre i rischi di opposizioni legati a conflitto di interessi - se si chiede referendum per ridurre i privilegi dei politici - ad esempio - difficilmente i consiglieri si renderanno disponibili, essendo esponenti di partiti all'interno della Casta).

6) I moduli con le firme raccolte devono essere vidimati dal Segretario comunale al costo medio di 2,58 euro cadauno e dalla data del timbro apposto sul primo modulo di raccolta firme autenticate parte il termine di consegna delle 500.000 firme che, come stabilito dalla legge 352/70, è di tre mesi.

Tralasciando le procedure successive, che non chiamano più in causa il Comitato promotore del referendum, che ha già consegnato le firme,

riassumendo:

- 10 cittadini propongono quesito referendario;

- provvedono alla stampa di tanti moduli per raccogliere almeno 500.000 firme, a loro spese;

- provvedono a raccogliere le firme ed a farle autenticare, a loro spese;

- provvedono al pagamento dei diritti di segreteria dei comuni per la vidimazione dei moduli con le firme raccolte;

- provvedono al pagamento dei compensi previsti per gli autenticatori (cancellieri dei Tribunali e/o Notai);

- consegnano i moduli con le firme raccolte alla Suprema Corte di Cassazione entro tre mesi dalla data del timbro del Segretario comunale apposto sul primo modulo con le firme raccolte.

Siete invitati, ora, a votare il sondaggio:

RingraziandoVi della collaborazione un cordiale saluto a tutti.

N.B. Il Sondaggio si trova in un riquadro a destra della pagina verso la parte bassa

28 set 2010

Una affettuosa lettrice scrive nella nostra pagina Facebook

Riportiamo una osservazione di una lettrice della nostra pagina Facebook: http://www.facebook.com/pages/Comitato-Cittadino-Democrazia-Diretta-CCDD/279152377228

Sono sicura che quello che fate è giusto,
sono sicura che ci si debba muovere,
sono sicura che siamo talmente "ignorantizzati"
che non abbiamo neanche la certezza che quello che leggiamo è giusto,

sono altresì convinta che nonostante quello che subiamo, le apparenze ci piacciono di più,
sono avvilentemente convinta che la sicurezza di fare la cosa giusta manca a molti e manca il coraggio di esporsi.

Si è perso il gusto di capire, di farsi rispettare, di proteggere ciò che è giusto, di sapere, di non farsi prendere in giro, di mettersi contro le persone sbagliate.
La gente non ha voglia di applicarsi, e non si discute neanche più... tanto non serve.
Ci hanno proprio soggiogato.
La mia generazione è andata a scuola con la convinzione che si diventava tutti manager, gente che contava e comandava... e invece la maggior parte pascola. Ci hanno disabituato ad usare il cervello. E continuano a farlo sempre più creando un futuro di ignoranti con una scuola sempre più carente... fatta da ignoranti per ignoranti.

Dovremmo tutti studiare ed essere in grado di sapere ciò che è giusto e cosa no, ribattere ogni sopruso e mettere la parola fine a tutto questo schifo.

Mi piacerebbe tanto regalare un futuro PULITO ai miei figli!

27 settembre 2010

25 set 2010

Questa! Secondo un'amministrazione comunale sarebbe l'applicazione dell'art. 8 Dlgs 267/00

Di seguito riporto una parte di Statuto comunale di un Comune d'Italia con il quale l'Amministrazione comunale pensa, forse, di avere adempiuto al Dlgs 267/00 riguardante la PARTECIPAZIONE POPOLARE (Democrazia Diretta?) dimostrando, forse, di riconoscere la sovranità dei cittadini (art. 1 Cost.)

N.B.
Tutti gli Statuti dei Comuni che ho finora avuto modo di esaminare, che hanno debolmente applicato tale legge (esistente da ben 10 anni), si sono comportati allo stesso modo.
_____

ARTICOLO 6
INIZIATIVA POPOLARE

1. I soggetti di cui al precedente articolo 3 esercitano l’iniziativa degli atti di
competenza del Consiglio comunale presentando una proposta di
deliberazione accompagnata da una relazione illustrativa sottoscritta con
le firme di trecento elettori raccolte nei tre mesi precedenti il deposito.

2. Il Consiglio comunale delibera nel merito della proposta di iniziativa
popolare nei tempi stabiliti dalla Conferenza dei capigruppo e comunque
non oltre tre mesi dal deposito del testo, sottoscritto presso la Segreteria
generale.

3. Un rappresentante dei sottoscrittori ha facoltà di illustrare la proposta alla
Commissione consiliare competente.

4. Le proposte di cui al precedente comma 1 sono equiparate alle proposte di
deliberazione ai fini dei pareri previsti dalle normative vigenti.

ARTICOLO 7
CONSULTAZIONE DELLA POPOLAZIONE

1. Il Comune può consultare la popolazione, o parti di questa, e comunque
limitatamente su materia di esclusiva competenza locale in ragione
dell’oggetto della consultazione medesima, secondo modalità idonee allo
scopo, che vengono disciplinate dal regolamento. Lo stesso può prevedere
l’utilizzo dei mezzi informatici e telematici e deve, comunque, prevedere
adeguate forme di pubblicità.

2. La consultazione è indetta dal Consiglio Comunale su proposta di un
quarto dei suoi componenti o della Giunta Comunale e non può avere
luogo in coincidenza con scadenze elettorali politiche, comunali e
circoscrizionali.

3. Il Sindaco provvede a che le risultanze della consultazione siano
tempestivamente trasmesse al Presidente del Consiglio Comunale
affinché vengano prontamente esaminate dal Consiglio stesso secondo le
modalità individuate dal regolamento. Alle valutazioni consiliari delle
risultanze ed agli eventuali atti consequenziali viene data adeguata
pubblicità.

ARTICOLO 8
REFERENDUM CONSULTIVO

1. Il Sindaco indice il referendum consultivo su richiesta dei due terzi del
Consiglio Comunale o su richiesta di 500 cittadini iscritti nelle liste
elettorali del Comune su questioni di rilevanza generale attinente alla
competenza comunale.
Il Sindaco indice, altresì, il referendum propositivo quando lo richiedano
500 cittadini iscritti nelle liste elettorali del Comune. La richiesta deve
essere proposta da un comitato promotore composto da almeno 20
cittadini iscritti nelle liste elettorali del Comune.

2. Il quesito, illustrato nella proposta, con riferimento al quale deve avvenire
la raccolta delle firme in un arco di tempo non superiore a tre mesi deve
essere formulato in modo chiaro ed univoco.

3. I Referendum devono riguardare materie di esclusiva competenza locale,
non possono essere sottoposti a referendum:
a) lo statuto, i regolamenti del Consiglio comunale;
b) il bilancio preventivo e il conto consuntivo;
c) i provvedimenti concernenti tributi e tariffe (rette, contributi ed altri
prelievi);
d) i provvedimenti inerenti l’assunzione di mutui o l’emissione di
prestiti;
e) i provvedimenti di nomina, designazione o revoca dei
rappresentanti del Comune presso Enti, aziende o istituzioni
(provvedimenti inerenti elezioni, nomine, designazioni, revoche o
decadenze o, comunque, persone);
f) gli atti relativi al personale del Comune;
g) gli oggetti sui quali il consiglio deve esprimersi entro termini
stabiliti dalla legge;
h) i provvedimenti relativi ad acquisti ed alienazioni di immobili,
permute, appalti o concessioni;
i) gli atti inerenti la tutela di minoranze etniche o religiose.

4. Quando il referendum sia stato indetto, il Consiglio comunale sospende
l’attività deliberativa sul medesimo oggetto salvo che, con delibera
adottata a maggioranza dei due terzi dei consiglieri assegnati, non decida
altrimenti per ragioni di particolare necessità ed urgenza.

5. La proposta, prima della raccolta delle firme, è sottoposta al giudizio di
ammissibilità di un comitato di garanti. Se la proposta viene giudicata
ammissibile, il Comitato giudicherà, dopo la raccolta delle firme, sulla
regolarità delle sottoscrizioni. Il Comitato è presieduto dal Segretario
Generale, ed è composto da due membri in possesso di Laurea in
Giurisprudenza con esperienza nell’esercizio della professione di
Avvocato designati a votazione palese dal Consiglio Comunale di cui
uno espressione della minoranza.

6. Il Consiglio comunale deve pronunciarsi sull’oggetto del referendum
entro 30 giorni dalla data di proclamazione dei risultati se ha partecipato
al voto almeno il cinquanta per cento dei cittadini iscritti nelle liste
elettorali del Comune.

7. Non è consentito lo svolgimento di più di una tornata referendaria in un
anno e su non più di sei quesiti. I referendum non possono essere indetti
nei dodici mesi precedenti la scadenza del mandato amministrativo né
possono svolgersi in concomitanza con altre operazioni di voto.

8. La consultazione relativa a tutte le richieste di referendum presentate nel
corso dell’anno solare sono effettuate in un unico turno e nella stessa
giornata, nei primi tre mesi dell’anno successivo.

9. Non possono essere presentati quesiti referendari su materie che abbiano
già formato oggetto di referendum negli ultimi tre anni.

10. Se, prima dello svolgimento del referendum di iniziativa popolare, il
Consiglio comunale abbia deliberato sul medesimo oggetto e nel senso
richiesto dal comitato promotore, il referendum non ha più corso.

11. Il regolamento determina i criteri di formulazione del quesito, le modalità
per la raccolta e l’autenticazione delle firme e per lo svolgimento delle
operazioni di voto. Il regolamento determina, altresì, le modalità per
l’informazione dei cittadini sul referendum e per lo svolgimento della
campagna referendaria.
____

Commento all'art. 8 (Referendum consultivo):

comma 3, estrapolo:

I Referendum devono riguardare materie di esclusiva competenza locale,
non possono essere sottoposti a referendum:
a) lo statuto, i regolamenti del Consiglio comunale;
b) il bilancio preventivo e il conto consuntivo;
c) i provvedimenti concernenti tributi e tariffe (rette, contributi ed altri
prelievi);
d) i provvedimenti inerenti l’assunzione di mutui o l’emissione di
prestiti;
e) i provvedimenti di nomina, designazione o revoca dei
rappresentanti del Comune presso Enti, aziende o istituzioni
(provvedimenti inerenti elezioni, nomine, designazioni, revoche o
decadenze o, comunque, persone);
f) gli atti relativi al personale del Comune;
g) gli oggetti sui quali il consiglio deve esprimersi entro termini
stabiliti dalla legge;
h) i provvedimenti relativi ad acquisti ed alienazioni di immobili,
permute, appalti o concessioni;
i) gli atti inerenti la tutela di minoranze etniche o religiose.

Commento:

Praticamente i 20 cittadini del Comune di Noto, proponenti all'amministrazione un Referendum consultivo, che avranno raccolto le 500 firme previste degli altri cittadini di Noto, su cosa potranno chiedere di essere consultati?... sull'aria fritta?
____

comma 4, estrapolo:

"Quando il referendum sia stato indetto, il Consiglio comunale sospende
l’attività deliberativa sul medesimo oggetto salvo che, con delibera
adottata a maggioranza dei due terzi dei consiglieri assegnati, non decida
altrimenti per ragioni di particolare necessità ed urgenza."

Commento:

Che significa?
Se i 20 proponenti il referendum hanno raccolto le 500 firme necessarie, ritenute valide, ed è stato indetto quindi Referendum, questo può essere poi sospeso se i 2/3 dei consiglieri comunali o della Giunta comunale delibera in via provvisoria ed urgente quello che vuole?
_______

comma 6, estrapolo:

"Il Consiglio comunale deve pronunciarsi sull’oggetto del referendum
entro 30 giorni dalla data di proclamazione dei risultati se ha partecipato
al voto almeno il cinquanta per cento dei cittadini iscritti nelle liste
elettorali del Comune."

Commento:

Il Consiglio deve pronunciarsi... ma... in maniera vincolante al risultato del referendum? Non è specificato. Il referendum consultivo è una consultazione e basta... se i cittadini non hanno modo di chiedere una nuova azione deliberativa da solo non serve a un cazzo... può trasformarsi in una semplice presa in giro che da appunto la parvenza ai cittadini di poter contare qualcosa... nulla più.
______

comma 10, estrapolo:

"Se, prima dello svolgimento del referendum di iniziativa popolare, il
Consiglio comunale abbia deliberato sul medesimo oggetto e nel senso
richiesto dal comitato promotore, il referendum non ha più corso."

Commento:
Che potere hanno i cittadini rispetto a quello degli amministratori se questi ultimi deliberano diversamente PRIMA di dar luogo al Referendum?
_____

comma 11, estrapolo:

"Il regolamento determina i criteri di formulazione del quesito, le modalità
per la raccolta e l’autenticazione delle firme e per lo svolgimento delle
operazioni di voto. Il regolamento determina, altresì, le modalità per
l’informazione dei cittadini sul referendum e per lo svolgimento della
campagna referendaria."

Commento:

Il Regolamento cosa dice in merito? E' ancora da modificare :-)

CONCLUSIONI:

Ma stiamo scherzando? La partecipazione dei cittadini è una cosa... la sovranità dei cittadini è un'altra cosa.

Bruno Aprile - Locate Varesino (CO) - tel. 3472954867 - CCDD Comitato Cittadino Democrazia Diretta - http://comitatocittadinodemocraziadiretta.blogspot.com/

16 set 2010

Plebiscito - Populismo - Democrazia Diretta

Chi è contrario alla Democrazia Diretta la associa spesso ai termini Plebiscito e Populismo. Cosa significano e in cosa si differenziano in realtà?

Ora siccome io sono abituato ad attingere informazioni ed elaborarle poi con la mia testa... spesso e volentieri quanto assimilato lo traduco con la mia personale opinione ed interpretazione... deciderà poi chi legge:

Plebiscito: E' l'espressione del popolo pilotata da chi è al potere... in questo caso è il personaggio di potere che spinge il popolo ad esprimersi... gli da il permesso di esprimersi dopo avere cercato di convincerlo e di averlo condotto dalla propria parte.

Populismo: E' l'espressione spontanea del popolo ma dettata da disinformazione ed ignoranza, spesso istintiva ed impulsiva, quindi sconsiderata e quindi senza cognizione di causa.

Democrazia Diretta: E' l'espressione consapevole e spontanea del popolo... non concessa quindi da uomini di potere ma intrinseca alla Democrazia compiuta. E' l'espressione del popolo di diritto e non per concessione di chi è al potere... dove non tutti sono obbligati ad esprimersi ma solo chi è consapevole di ciò che sente di dover proporre o decidere (chi è ignorante o non si documenta o non è consapevole su ciò in cui deve esprimersi difficilmente si esprime).

Il Populismo ed il Plebiscito sono sicuramente pericolosi ma.
NON HANNO NULLA A CHE FARE con la Democrazia Diretta.


Chi li associa alla DD lo fa solo ed esclusivamente per ostacolare l'unica forma di governo mediante la quale il popolo è in grado di controllare e limitare eventuali abusi dei pochi rappresentanti eletti al potere.

16 settembre 2010
Bruno Aprile - Locate Varesino (CO) - tel. 3472954867 - CCDD Comitato Cittadino Democrazia Diretta

14 set 2010

Bipolarismo - Partiti Maggiori e partiti minori - Crisi di governo e conflitti interni alle coalizioni

Dalla nascita della nostra Costituzione italiana lo scenario politico e dei partiti politici è mutato notevolmente in continuazione nel corso dei 63 anni ormai trascorsi, la situazione di vita della stragrande maggioranza della popolazione invece è mutata molto meno.

Siamo giunti al bipolarismo dove tanti partiti e partitelli si coalizzano in due schieramenti contrapposti per amministrare la res-pubblica (cosa pubblica ed il bene comune) una al governo (maggioranza) e l'altra all'opposizione (per chi crede ancora che esista).

Per avere una maggioranza solitamente un grosso partito ha bisogno del sostegno di piccoli partiti che tutti insieme consentono al/ai grosso/i partito/i di avere più seggi.
Ovviamente l'alleanza con i grossi partiti i piccoli partiti la offrono in cambio di qualcosa... che molto spesso non viene concessa. (perché?... ma perché, forse, i piccoli partiti sono appunto piccoli :-)

Il piccolo partito che vede disattese le promesse ricevute si trova quindi nella condizione di dovere scegliere se:

Pur ritenendosi preso in giro continuare a stare al gioco e giungere a fine legislatura.
Ritenendosi preso in giro uscire dalla coalizione facendo cadere il governo col rischio di porre fine anche alla legislatura... e portare il paese a nuove elezioni (il che comporta una bella spesa di denaro pubblico - che non è mai abbastanza per far funzionare istituzioni e servizi).

Ora io mi domando:
Un piccolo partito che si presta al gioco del grosso partito in cambio di promesse che può immaginare disattese (dalla storia ed esperienze passate) cosa si allea a fare col grosso partito?
Cosa ottiene facendo cadere un governo?... se non favorire la coalizione di opposizione?

L'unica cosa che questo produce è un pessimo nome agli occhi di altri Stati cui l'Italia ha voluto unirsi (Comunità Europea) e siccome l'Italia attinge spesso a fondi Europei e si indebita con altri Stati... un'instabilità politica non offre certo una garanzia agli Stati che prestano soldi o altro genere di risorse (è un po come le banche che non danno crediti senza garanzie di riavere indietro i propri "soldi" - le virgolette aprirebbero un parentesi che è meglio non aprire).

A conclusione c'è da domandarsi:
Ma questi partiti minori traggono vantaggi dalla politica? I cittadini che li votano quali vantaggi traggono?

14 settembre 2010

Bruno Aprile - Locate Varesino (CO) - tel. 3472954867 - CCDD Comitato Cittadino Democrazia Diretta
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10 set 2010

Proviamo ad uscire dagli schemi usando la fantasia - Mafia e politica

Cosa si conosce del mondo della mafia o delle grandi associazioni a delinquere organizzate?

Hanno sempre insegnato, attraverso stampa, televisione, radio, film realizzati da fatti realmente accaduti, che esistono due distinte categorie di individui che fanno parte di organizzazioni mafiose o a delinquere.

1) Mandanti (capi)
2) Esecutori (galoppini)

I mandanti gestiscono tutto e danno ordini e direttive agli esecutori.
Gli esecutori realizzano i piani dei mandanti all'atto pratico.

Generalmente si scoprono solo gli esecutori, che sono disposti a correre i rischi maggiori perché più esposti... fra cui la carcerazione, la perdita di familiari o della propria stessa vita. Sono disposti a metterci la faccia (v. anche i pentiti o chi si fingono tali).

Quelli che non si scoprono quasi mai sono i mandanti, perché non si espongono, si riuniscono in segreto, discutono in segreto ed hanno il potere economico per corrompere chiunque (salvo qualche eccezione), proteggere e retribuire gli esecutori.

Analizziamo con la fantasia un organizzazione che usa il sistema politico/governativo di una nazione basata sulla sola Democrazia Rappresentativa, per fare i propri ed esclusivi interessi:

1) Mandanti (lobbies al di fuori della politica)
2) Esecutori (chi è all'interno della politica)

Il mandante deve tutelare i propri interessi (brame egoistiche) e per fare questo deve soggiogare molti sottoponendoli a delle regole attraverso le quali alimenta e soddisfa le proprie brame.

Per rendere fattibile questo occorre qualcuno (esecutore) che stabilisca le regole che soddisfino le brame del mandante.

Nelle organizzazioni mafiose chi da fastidio deve essere eliminato ed il mandante commissiona l'omicidio di chi da fastidio all'esecutore, al quale offre un lauto compenso.

Nel nostro esempio fantasioso chi vuole soddisfare le proprie brame egoistiche ha bisogno di commissionare delle leggi che gli consentano di sottomettere masse popolari, e soddisfare le proprie brame, agli esecutori (politici).

Chi è al di fuori del sistema politico/rappresentativo (Lobby) finanzia la formazione di partiti politici, scegliendo chi dovrà farne parte e che dovrà entrare nel sistema politico/rappresentativo, comprese le loro campagne elettorali.
Una volta introdotti nel sistema tali personaggi i mandanti ordinano e gli esecutori attuano... ovvero fanno leggi ingiuste, inique, inapplicabili, applicabili per alcuni, a volte rispettate a volte no. etc. etc.

Se così fosse... pensare di creare con i propri mezzi una forza politica in grado di contrastare tali lobbies o organizzazione (Casta) è semplicemente ridicolo oltre che utopistico.

Il sistema mafioso e politico lo possono combattere soltanto i cittadini uniti... specialmente quando la loro Costituzione (legge fondamentale) glielo consente.

La Democrazia Diretta è l'UNICO strumento di controllo e correttivo delle attività dei pochi eletti e, in senso lato, dei pochi potenti che vogliono dominare le masse popolari
_____

P.S.
Il quadro descritto è fantasioso ma supponiamo che un fondo di verità e realtà ci fosse... fa paura un simile quadro della situazione vero?...
Ma un popolo di milioni di persone che ha paura di un manipolo di individui cosa può sperare? Quale futuro? Quale miglioramento?


10 settembre 2010 - Bruno Aprile - Locate Varesino (CO) - tel. 3472954867

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25 ago 2010

Mentre voi cittadini

- Mentre voi vi compiacete della politica fatta dai politici più onesti di altri
- Mentre voi leggete i giornali che accusano i politici disonesti
- Mentre voi guardate le trasmissioni televisive che accusano i politici più disonesti
- Mentre voi dibattete in casa vostra, al bar, nei luoghi di lavoro sulle questioni parlamentari - nazionali: elezioni, legge bavaglio, scudi fiscali, legge elettorale, etc. etc.
- Mentre voi sostenete un partito piuttosto di una altro per tutto quanto è oggetto mediatico attuale a livello nazionale/parlamentare
- Mentre voi create gruppi, pagine, eventi su piattaforma Facebook dove discutete delle solite cose, litigate, censurate, etc.
- Mentre voi continuate ad ascoltare tutto ciò che vi propinano per distogliere la vostra attenzione dai veri problemi e dall'unica alternativa a questa fallimentare Democrazia Rappresentativa....

1) Crollano i tetti delle scuole dei Comuni dove vanno i vostri figli
2) Si consumano scippi, furti, stupri, violenze, nelle strade che frequentate ogni giorno
3) Vi costruiscono davanti a casa una piazza, una cava, uno stabilimento, una rotonda che non servono ad un cazzo se non a far guadagnare soldi a qualcuno che se ne fotte di voi
4) I vostri cari muoiono negli ospedali
5) I vostri anziani soffrono dei loro acciacchi di cui tutti se ne fottono in case di cura abbandonate a se stesse
6) I vostri figli sono rapiti da assistenti sociali che di tutto fanno fuorché assistere
7) Le scuole dove vanno i vostri figli insegnano loro quello che il sistema impone

Mentre voi sperate che qualcuno cambi la politica nazionale italiana... cosa IMPOSSIBILE con la sola Rappresentanza eletta che detta legge.

RINUNCIATE ALLA SOVRANITA' ED ALLA SOLUZIONE DEI PROBLEMI PIU' IMMEDIATI CHE POTRESTE RIDURRE INTERESSANDOVI DI PIU' DI CIO' CHE ACCADE A LIVELLO LOCALE!

D'ora in poi l'articolo di legge che segue... INAPPLICATO da un decennio ormai dai vostri amministratori comunali che VOI avete eletto (non c'entra il Parlamento e nemmeno il Partito qui)... lo posterò in ogni commento fino a farvi stancare di me e cancellarmi dai vostri contatti.
____________

Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267
"Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali"
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 227 del 28 settembre 2000 - Supplemento Ordinario n. 162

Articolo 8 Partecipazione popolare

1. I comuni, anche su base di quartiere o di frazione, valorizzano le libere forme associative e promuovono organismi di partecipazione popolare all'amministrazione locale. I rapporti di tali forme associative sono disciplinati dallo statuto.

2. Nel procedimento relativo, all'adozione di atti che incidono su situazioni giuridiche soggettive devono essere previste forme di partecipazione degli interessati secondo le modalita' stabilite dallo statuto, nell'osservanza dei principi stabiliti dalla legge 7 agosto 1990, n. 241.

3. Nello statuto devono essere previste forme di consultazione della popolazione nonche' procedure per l'ammissione di istanze, petizioni e proposte di cittadini singoli o associati dirette a promuovere interventi per la migliore tutela di interessi collettivi e devono essere, altresi', determinate le garanzie per il loro tempestivo esame. Possono essere, altresi', previsti referendum anche su richiesta di un adeguato numero di cittadini.

4. Le consultazioni e i referendum di cui al presente articolo devono riguardare materie di esclusiva competenza locale e non possono avere luogo in coincidenza con operazioni elettorali provinciali, comunali e circoscrizionali.

5. Lo statuto, ispirandosi ai principi di cui alla legge 8 marzo 1994, n. 203, e al decreto legislativo 25 luglio 1999, n. 286, promuove forme di partecipazione alla vita pubblica locale dei cittadini dell'Unione europea e degli stranieri regolarmente soggiornanti.
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Bruno Aprile - tel. 3472954867 - Locate Varesino (CO) - CCDD - Comitato Cittadino Democrazia Diretta

6 ago 2010

Sistema elettorale e Costituzione italiana - Comunicato Stampa

Spettabile redazione,
ieri 5 agosto 2010, in seconda serata su Rai tre, ho assistito malvolentieri al "Tg3 Linea Notte" dove un esponente di cui non sono riuscito a leggere il nome e nemmeno il partito di appartenenza, ha espresso cose assolutamente inesatte e fuorvianti riguardo all'attuale legge elettorale e quanto stabilito dalla nostra Legge fondamentale, la Costituzione italiana, che dovrebbe essere rispettata soprattutto dagli organi dello Stato (artt.28 e 54 Cost. e art. XVIII disp. trans. e finali) o quanto meno insegnata come si deve!
Ma la cosa che più mi ha infastidito è stata la solita recidiva prontezza dei media nel divulgare le falsità dei politici senza concedere un contraddittorio a chi è parte dell'elettorato attivo.... che non si invita mai in trasmissioni politiche.
E' quindi necessario dare le corrette informazioni all'elettorato attivo su ciò che recita la Costituzione in materia elettorale:
- I deputati sono eletti in maniera DIRETTA dai cittadini e non in maniera indiretta, ovvero attraverso i capi partito (art. 56 Cost.)
- I senatori idem come sopra (art. 58 Cost.)
- Il presidente del Consiglio è nominato dal Presidente della Repubblica dopo il voto di fiducia del Parlamento e non è pertanto scelto dal popolo (artt. 92 e 94 Cost.).

Se poi si vuole legiferare arbitrariamente in contrasto con la Costituzione o secondo progetti di riforma costituzionali non ancora in vigore, come se l'avessero ugualmente modificata si spera che con la dovuta informazione il popolo prenda coscienza e determinazione a non votare più nessuno fino a che si continua a fare disinformazione ed a ignorare i principi costituzionali.

Bruno Aprile - CCDD - Comitato Cittadino Democrazia Diretta - tel. 3472954867


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31 lug 2010

Stimolo alla riflessione per una conseguente chiara e decisa presa di posizione

Ricapitolando dopo 63 anni di Costituzione italiana:

Pare evidente a milioni e milioni di cittadini italiani che la politica, come usata da pochi rappresentanti eletti, non abbia saputo fare granché. Quindi ragioniamo per gradi:

1) - La Costituzione italiana è legge fondamentale che deve essere rispettata anche dagli organi dello Stato (art. XVIII disp. transitorie e finali) fra i quali il principale è il Parlamento perché i suoi membri sono eletti dal popolo sovrano (tralasciamo l'attuale sistema elettorale).

2 - La Costituzione italiana è un insieme di principi che devono essere gradualmente applicati e regolamentati con le Leggi (che devono essere fatte dal Parlamento) purché in armonia con i principi della Costituzione (v. legittimità delle leggi - artt. 134 e 136 Cost.).

3 - Dall'entrata in vigore della Costituzione il Parlamento ha applicato e regolamentato gradualmente con legge i principi costituzionali ed è tuttora al lavoro (Sono stati applicati tutti i principi costituzionali? In che modo? Con quali priorità?).

4 - I principi costituzionali di Democrazia Diretta (potere di controllo dei cittadini NON eletti sui cittadini eletti) di cui agli artt. 50, 56, 58, 71, 75 e 138 Cost. sono stati in parte applicati e regolamentati ed in maniera ambigua/tendenziosa (poiché il Parlamento ha posto dei paletti che di fatto limitano l'azione di controllo del popolo sugli eletti - Leggi 352/70, 120/99, 270/05).

5 - In applicazione dei principi costituzionali di autonomia degli Enti Locali (artt. 114 e segg. Cost.) lo Stato (attraverso il Parlamento) ha delegato agli amministratori locali il compito di applicare i principi di Democrazia Diretta (di cui ai citati artt. 50, 56, 58, 71, 75 e 138) con Dlgs 267/00 - art. 8 - a livello locale... compresi i principi non ancora applicati a livello nazionale (non c'è nessuna legge che regolamenta la Petizione popolare - art. 50 Cost.)

6- Se andate a leggere attentamente l'articolo 8 del Dlgs 267/00 (non è molto lungo) vi accorgerete che a livello teorico è tutto stabilito secondo una logica perfetta. Il problema è che tale logica SI PERDE a livello pratico. Perchè? Cosa può fare il popolo sovrano?

L'art. 8 Dlgs 267/00 recita quanto segue:

Partecipazione popolare

1. I comuni, anche su base di quartiere o di frazione, valorizzano le libere forme associative e promuovono organismi di partecipazione popolare all'amministrazione locale. I rapporti di tali forme associative sono disciplinati dallo statuto.

2. Nel procedimento relativo, all'adozione di atti che incidono su situazioni giuridiche soggettive devono essere previste forme di partecipazione degli interessati secondo le modalita' stabilite dallo statuto, nell'osservanza dei principi stabiliti dalla legge 7 agosto 1990, n. 241.

3. Nello statuto devono essere previste forme di consultazione della popolazione nonche' procedure per l'ammissione di istanze, petizioni e proposte di cittadini singoli o associati dirette a promuovere interventi per la migliore tutela di interessi collettivi e devono essere, altresi', determinate le garanzie per il loro tempestivo esame. Possono essere, altresi', previsti referendum anche su richiesta di un adeguato numero di cittadini.

4. Le consultazioni e i referendum di cui al presente articolo devono riguardare materie di esclusiva competenza locale e non possono avere luogo in coincidenza con operazioni elettorali provinciali, comunali e circoscrizionali.

5. Lo statuto, ispirandosi ai principi di cui alla legge 8 marzo 1994, n. 203, e al decreto legislativo 25 luglio 1999, n. 286, promuove forme di partecipazione alla vita pubblica locale dei cittadini dell'Unione europea e degli stranieri regolarmente soggiornanti.
___

L'art. 70 dello stesso Decreto legislativo recita:

Azione popolare

1. La decadenza dalla carica di sindaco, presidente della provincia, consigliere comunale, provinciale o circoscrizionale puo' essere promossa in prima istanza da qualsiasi cittadino elettore del comune, o da chiunque altro vi abbia interesse davanti al tribunale civile, con ricorso da notificare all'amministratore ovvero agli amministratori interessati, nonche' al sindaco o al presidente della provincia.

2. L'azione puo' essere promossa anche dal prefetto.

3. Per tali giudizi si osservano le norme di procedura ed i termini stabiliti dall'articolo 82 del decreto del Presidente della Repubblica 16 maggio 1960, n. 570.

4. Contro la sentenza del Tribunale, sono ammesse le impugnazioni ed i ricorsi previsti dagli articoli 82/2 e 82/3 del decreto del Presidente della Repubblica 16 maggio 1960, n. 570.
_________

Provate a fare lo sforzo di leggervi tutti i riferimenti legislativi citati (attraverso la rete internet si può scaricare di tutto) perché non sono tanti e nel loro insieme non costituiscono nemmeno un decimo di tutte le cose meno importanti che molte persone leggono attraverso libri, romanzi e quotidiani... e riflettere durante la lettura.

Credo non sia difficile, alla fine, farsi il quadro generale della situazione per individuare la posizione che il POPOLO SOVRANO dovrebbe assumere d'ora in poi (anche se gravemente in ritardo).

Bruno Aprile - Locate Varesino - tel. 3472954867 - CCDD - Comitato Cittadino Democrazia Diretta
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29 lug 2010

Come gli amministratori pubblici giustificano ai cittadini gli aumenti dei loro stipendi

Come avevo già comunicato il Sindaco e la Giunta di Locate Varesino si sono aumentati gli stipendi: http://www.facebook.com/note.php?saved&&suggest¬e_id=115758525119814&id=116023561758210

Gli amministratori di Locate Varesino scrivono nel loro giornalino trimestrale di informazione "Locate Informa", in risposta ai cittadini che hanno lamentato l'aumento degli stipendi del sindaco e degli assessori, quanto di seguito riportato:
A pagina 21 del numero II di luglio 2010 leggo:

1) "Già intendevamo chiarire e spiegare la scelta effettuata per l'anno finanziario in corso e il dott. Coronetti ha solo amplificato le motivazioni che ci hanno condotto alla decisione di APPLICARE anche nel nostro Comune il Decreto n. 119 del 4 aprile 2000, in applicazione della legge Bassanini, la n. 265 del 3/08/99 che norma le indennità di funzione mensile dei Sindaci, come da tabella ...omissis... " (etc. etc. e più avanti si legge):

2) "I nostri Amministratori dedicano al Comune dalle 12 alle 24 ore a settimana. Il Sindaco e alcuni di essi sono presenti quotidianamente in Municipio e lavorano strettamente con i dipendenti per occuparsi al meglio dei problemi di Locate. Inoltre settimanalmente il Sindaco o un suo delegato si reca in Provincia o in Regione o presso Enti con i quali l'Amministrazione comunale ha relazioni per risolvere problematiche o per richiedere interventi specifici. Tutto questo è avvenuto sempre a spese proprie. Nel quinquennio precedente tutti abbiamo potuto constatare che il nostro Sindaco si è sempre speso per Locate senza riserve, ma tutti sappiamo anche che per essere presenti in Comune occorre tralasciare in parte l'impegno lavorativo personale, quello che da da vivere, anche alla propria famiglia."

_________

In merito al punto 1 mi sembra di capire che:
Praticamente l'Amministrazione sta applicando una legge dello Stato inapplicata, a quanto pare, da 10 anni. Ma tale legge non credo che imponga un OBBLIGO alle amministrazioni - cioè di adeguare gli stipendi degli amministratori eletti - come da tabella riportata nella legge. Credo che la citata Legge serva per delimitare i loro compensi, per evitare che esagerino, e che l'Amministrazione, in coscienza, possa anche decidere (se le casse sono povere) di rimandare o non aumentarsi i compensi fino a tempi migliori. L'amministrazione del Comune di Ottone (PC), ad esempio, ha deciso di rinunciarvi completamente (è forse fuorilegge?).
Se l'Amministrazione di Locate Varesino è comunque così premurosa di applicare Leggi esistenti da così tanti anni, c'è anche il Dlgs 267/00 - art. 8 - Partecipazione popolare - da applicare (anch'esso legge esistente da 10 anni), che, a differenza del Decreto citato dall'Amministrazione di Locate Varesino (che non impone obbligo), impone invece OBBLIGO di adeguare Statuto e Regolamento comunali prevedendo strumenti di Partecipazione Popolare (Democrazia Diretta).

In merito al punto 2 invece osservo che:
Quando uno decide di candidarsi per amministrare un paese, sappia molto bene, prima ancora di essere eventualmente eletto, a cosa va incontro. E' una scelta che deve valutare prima di decidere di candidarsi alla carica di Sindaco o di Consigliere... scelta che soltanto lui può valutare in base alla propria situazione lavorativa e familiare. Se uno svolge un'attività lavorativa che lo impegna molto o ha particolari esigenze familiari non sceglie la carriera politico/amministrativa perché sa bene che dovrà sacrificare o una o l'altra cosa. Aumentandosi inoltre lo stipendio adducendo a tali motivazioni significa dare poco valore alla famiglia... che con qualche spicciolo in più può fare a meno di un supporto costante ed importante sia in senso affettivo e sia in senso educativo. Si dice spesso che i soldi non sostituiscono gli affetti no?

Bruno Aprile - Locate varesino - tel. 3472954867 - Comitato Cittadino Democrazia Diretta
http://comitatocittadinodemocraziadiretta.blogspot.com/

23 lug 2010

Art. 8 Dlgs 267/00 - PARTECIPAZIONE POPOLARE

Lo avete letto?...
Lo avete meditato?...
E' stato applicato nel vostro Comune di residenza?...

Sicuramente no!...

Allora che aspettate?
Per cosa scendete in piazza?
Per sostenere le propagande dei politici che vi ignorano?

Sveglia ITALIANI!!!!!

il testo è qui... nel nostro volantino ufficiale:
http://docs.google.com/fileview?id=0B4Rq-OLHcxbRNzg5N2ZkNzgtNGM0Ny00N2EwLTk0MTctYTYwNWYzNzYwMGNh&hl=it&pli=1

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