La Costituzione è Legge fondamentale dello Stato italiano (art. XVIII disp. trans. e finali)

La Democrazia è Sovranità che appartiene al Popolo (art. 1 Cost.)... che la esercita nelle forme stabilite dalla stessa.

Tali forme comprendono la Democrazia Rappresentativa (art. 55 Cost.) esercitata dai cittadini eletti; e la Democrazia Diretta (artt. 50, 56, 58, 71, 75, 102 e 138) esercitata dai cittadini NON eletti.

Senza entrambe queste due forme non ci sarà mai nessuna Democrazia ma soltanto una Oligarchia.

27 ott 2010

Ma cos'è la Democrazia per molti?

Non si può continuare ad usare termini come "fascista" o "comunista", con il disprezzo che traspare nei modo di alcuni, dove si vorrebbe la Democrazia o si lamenta la mancanza di Democrazia... perché equivale a togliere il diritto deliberativo di ogni componente di una società democratica.

Ma la Democrazia cos'è in realtà? (per molti?).

Non esistono in un paese democratico (almeno non dovrebbero esistere) classificazioni degli individui con i termini "fascista" o "comunista" ma democratico o anti-democratico, suddito o sovrano.

Tutti i cittadini, in un paese davvero democratico, hanno diritto al voto decisionale e non solo elettivo.

Alle elezioni non votano tutti?

Quindi ognuno dovrebbe avere diritto o parte decisionale (esercitare quindi parte della sua sovranità) in ciò che riguarda il bene comune e la cosa pubblica.

Altrimenti che facciamo?

Chi si ritiene "comunista" non farebbe votare (nemmeno alle elezioni) chi ritiene "fascista" e viceversa?

Libero di crederlo e di farlo... ma che non vada poi a reclamare la mancanza di Democrazia perché lui negherebbe i diritti fondamentali che si dovrebbero avere in uno Stato REALMENTE democratico o tendente a diventarlo.

Bruno Aprile - Locate Varesino (CO) - tel. 3472954867 - CCDD Comitato Cittadino Democrazia Diretta - http://comitatocittadinodemocraziadiretta.blogspot.com/

23 ott 2010

Da un'amica pubblichiamo: IL SISTEMA CULTURALE DELLA CORRUZIONE

La corruzione non è un destino ineluttabile ma un sistema culturale: accettare il sistema corruzione significa barattare la cultura del giusto, del rispetto, della solidarietà partecipe, dei diritti e dei doveri con la cultura del privilegio e dell’arbitrio.

Il cerchio che inizia dalla corruzione porta ineluttabilmente alla violazione dei Diritti Umani. Laddove vengono elargiti e tollerati privilegi di qualsiasi genere, là è gettato il seme della corruzione che germoglia nell’animo dei violenti e degli intriganti e assoggetta gli animi pavidi.

Non deve mai essere dimenticato che le ingenti somme di denaro ottenute dalla corruzione sono spesso usate contro i cittadini leali e laboriosi per pagare il dispotismo e l’avidità di individui senza scrupoli che ipotecano la democrazia quando non la distruggono o la impediscono.

Le libertà poggiano sullo sviluppo del carattere morale, sul coraggio individuale e collettivo, sulle virtù e sui talenti. Dice de Sismondi scrivendo dell’Età dei Comuni:

“Non appena si entrava in uno Stato libero si poteva contare di trovarvi la lealtà nei negoziati e nei trattati, lo zelo per il bene di tutti nelle alleanze, il coraggio e la costanza nelle avversità, la liberalità dei più ricchi verso i più poveri nella calamità, l’energia del popolo per reprimere le ingiustizie e le violenze. Al contrario entrando negli Stati dei tiranni, vi si trovava un governo che si sosteneva mediante il crimine, la perfidia e la corruzione; delle spie sorvegliavano e denunciavano i sentimenti generosi, abusavano dei legami familiari e di vicinato per trasformarli in trappole, insegnavano che la prudenza del suddito consiste nel diffidare di tutti e nel non immischiarsi negli affari altrui. L’assassinio, l’avvelenamento e la corruzione lì erano mezzi comuni di governo”.

Cinquecento anni dopo abbiamo eliminato- non dovunque- l’assassinio e l’avvelenamento ma non la corruzione. Ricordo sempre con raccapriccio un grande commis dello stato, tuttora in sella e delle cui opinioni viene tenuto gran conto, che consigliò di “comprare” un movimento nascente per eliminarlo dal “libero mercato politico”. Quel “comprateli!” è stata una dichiarazione palese quanto vergognosa che la cultura della corruzione veniva accettata dalle istituzioni. E’ stata invece una sferzata dolorosa per i cittadini retti che avevano creduto nello Stato di diritto.

Con il Nobel Oscar Arias Sanchez proviamo ad elencare alcune tra le molteplici forme di corruzione, oltre a quella venale e grezza per ciò stesso più facilmente identificabile e perseguibile. Queste, spesso tollerate o non rilevate in quanto tali, sono più subdole e aprono la strada alla corruzione sistemica o ambientale:

· Corruzione è distribuire privilegi e sinecure per far dimenticare i principi morali o “comprare” l’avversario.

· Corruzione è premiare i vizi anziché incentivare le virtù.

· Corruzione è non fare giustizia in tempi brevi.

· Corruzione è tollerare le illegalità senza tollerare i cittadini inermi.

· Corruzione è partecipare alla vita politica senza averne i talenti e le virtù necessarie, né la volontà di mettersi a servizio dei cittadini.

· Corruzione è votare un politico corrotto per ottenere privilegi.

· Corruzione è votare irresponsabilmente senza accertarsi dell’onestà morale e intellettuale del candidato.

· Corruzione è fornire informazioni falsate o partigiane.

· Corruzione è non chiamare le cose col proprio nome per confondere gli animi.

· Corruzione è usare i servizi pubblici mediatici facendo apparire trasmissioni per i cittadini e con i cittadini, programmi costruiti per precisi fini che non rappresentino l’interesse comune.

Esistono situazioni politico-ambientali che favoriscono la diffusione della corruzione sistemica:

· Alta concentrazione di potere senza adeguata responsabilizzazione.

· Basso coinvolgimento della gente e delle loro associazioni nelle decisioni pubbliche.

· Burocrazia potente e non responsabilizzata.

· Pesante influenza dei governi nei processi economici.


Situazioni di monopolio/oligopolio o comunque situazioni di privilegio all’interno del sistema economico.

· Sistemi governativi accentrati.

· Limitata indipendenza della Magistratura o di altre Istituzioni super partes.

· Conformismo culturale epidemico.

· Conformismo nell’informazione.

Regolamenti oscuri e complicati.

Imposizioni ingiustificate o non pertinenti all’interesse primario dei cittadini.


L’esperienza insegna che ci sono comunque delle regole base a smantellare la corruzione impedendo la contaminazione della Società.

· Insegnare i vantaggi sociali di comportamenti onesti e gli svantaggi dei comportamenti corrotti sin dall’inizio della scolarizzazione.

· Evidenziare il minor costo per la società intiera quando il comportamento onesto è l’atteggiamento abituale.

· Evidenziare il costo dei privilegi e il peso delle ingiustizie sui cittadini.

· Condannare pubblicamente e vigorosamente la corruzione e il privilegio a tutti i livelli, rendendone evidenti i costi materiali e morali.

· Ridurre l’apparato pubblico e lo Stato quanto più snello possibile e quanto più vicino ai cittadini.

· Evitando sempre e comunque che lo Stato sia contemporaneamente controllore e controllato.

E’ stato provato scientificamente che dovunque vi è un’estensione della sfera pubblica si creano nuove opportunità e incentivi alla corruzione.* Se la corruzione non viene aspramente combattuta e condannata essa tende a contaminare la società: gli onesti si sentiranno abbandonati e frustrati dallo Stato a cui avevano affidato la loro tutela e i loro diritti e la piovra della corruzione diventerà pervasiva. A questo punto le porte sono aperte alle forze peggiori della società. I migliori cittadini: i coraggiosi, i competenti, i colti, i generosi non potranno che abbandonare il Paese (territorio) impoverendo del loro talento tutta la collettività.

La migliore assicurazione contro la corruzione è rendere la collettività cosciente degli svantaggi e dei costi enormi della corruzione. Occorre quindi diffondere l’idea che l’illegalità ed i comportamenti illeciti comportano costi incalcolabili alla società civile e debbono essere sanzionati nell’interesse di tutti.

Vivere in una società onesta è più bello e costa molto, molto meno: tra il vivere in una società trasparente e il vivere in una società corrotta c’è la stessa differenza che fare una scampagnata con gli amici cari in una giornata di sole ed essere prigioniero di banditi in una grotta buia.

Non dobbiamo disperare di arrestare il cancro della corruzione perché si sta sviluppando tra i cittadini e in modo particolarmente acuto tra gli intelletti impegnati e sensibili, una richiesta globale di buongoverno che dobbiamo tenere viva e proteggere con l’aiuto dei “vigili eterni”, come chiamava Jefferson: la libertà di stampa e la libertà della magistratura e la libertà (non l’arbitrio) dei cittadini.

Noi non disperiamo! Per questo abbiamo acceso una fiammella e ci auguriamo che molti si uniranno a noi per formare quelle isole di integrità che sapranno attrarre e formare la cultura delle pari opportunità, dei pari diritti e doveri e del vivere insieme in una società giusta, come cittadini consapevoli e non come sudditi.

(appello 2008 contro la corruzionedda me inviato alle PA locali con allegate indagini IT)
di Mary Mancinelli
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Ecco perché le Democrazie sono le migliori forme di governo... perché dove non esistono capi assoluti e dove tutti hanno un voto decisionale la corruzione si può limitare (impossibile corrompere milioni di persone)... a condizione che siano Democrazie vere però.

23 ottobre 2010
CCDD - Comiatto Cittadino Democrazia Diretta

Democrazia e Libertà di espressione

Democrazia = libertà di espressione?...
Sbagliato!
Democrazia = Potere del popolo. Sovranità del Popolo.

La libertà di espressione è una componente di un sistema democratico ma non include la libertà di prendere in giro la gente, specie attraverso la politica, perché la menzogna e la truffa sono reati perseguibili anche penalmente!

la Democrazia Rappresentativa italiana - un'autentica TRUFFA

In un sistema unicamente rappresentativo come è stato strutturato quello italiano dai nostri politici, dove si va avanti a colpi di maggioranza parlamentare è sufficiente che:

i pochi eletti si mettano d'accordo su chi deve fare la parte del cattivo e chi la parte del buono e quando alternarsi a governare ed il gioco è fatto.

Il cattivo farà le leggi peggiori ed il buono sarà in minoranza per non poterle contrastare.
Quando governerà il buono le leggi fatte dal cattivo restano comunque.
Non è ora di svegliarsi?

23 ottobre 2010

Bruno Aprile - Locate varesino (CO) - tel. 3472954867 - CCDD Comitato Cittadino Democrazia Diretta - http://comitatocittadinodemocraziadiretta.blogspot.com/

17 ott 2010

Noi non facciamo concorrenza a nessuno

A buon intenditor poche parole...

Noi del CCDD non facciamo concorrenza a nessuno.

Siamo dell'idea che:

1) Per combattere un sistema che si è creato all'interno occorra farlo dall'esterno.

2) Per realizzare un progetto occorrano progettisti e manodopera... di progettisti ce ne sono fin troppi, di manodopera ZERO.

3) La Democrazia Diretta, in effetti, si esercita stando fuori dal sistema rappresentativo e la esercitano i cittadini elettori.

In sostanza siamo ben disposti a collaborare con chi è dentro il sistema ma con molta cautela perché la poltrona fa gola a tutti... in Italia.

15 ott 2010

LETTERA APERTA AL PARLAMENTO ITALIANO

Egregi Onorevoli tutti,

dopo ormai 63 anni di Costituzione italiana non potete negare che la sola Democrazia Rappresentativa, che non potrà mai essere una Democrazia compiuta, non ha portato i frutti sperati.

Crediamo che con un poco di umiltà, da parte di tutto il Parlamento, potreste riconoscere che non è possibile risanare questo paese e che non è possibile governare una popolazione di 60.000.000 di anime attraverso le decisioni prese e/o le soluzioni proposte da pochi.

E' un dato di fatto che non si può nascondere o continuare a negare.

Un popolo dotato di una Costituzione che recita:

Art. 3.
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

- Non può vedere ricchi diventare sempre più ricchi e poveri diventare sempre più poveri
- Non può vedere più avvantaggiato, davanti alla legge, chi può permettersi di sostenere le spese legali e processuali previste.
- Non può vedersi sempre più discriminato per idee religiose e politiche, gusti sessuali, e condizioni fisiche e sociali.

Sarebbe il caso, quindi, di favorire la Democrazia Diretta anziché ostacolarla e cercare, assieme ai cittadini responsabili, consapevoli ed attivi di trovare più soluzioni e confrontare più proposte possibili provenienti da tutti, rendendo partecipi, propositivi e deliberativi tutti coloro che vogliono partecipare, proporre e deliberare.

A livello locale, senza nulla togliere all'unità d'Italia, tutto ciò si può fare, come si fa in varie parti del mondo.

Speranzosi della Vostra comprensione attendiamo fiduciosi che si esamini il Disegno Di Legge Costituzionale presentato dal Sen. Oskar Peterlini e firmato da altri 7 parlamentari, giacente in Commissione Affari Costituzionali da ormai un anno:
http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00410179.pdf

Con osservanza

15 ottobre 2010

CCDD Comitato Cittadino Democrazia Diretta - http://comitatocittadinodemocraziadiretta.blogspot.com/

10 ott 2010

Similitudini

L'ingegnere dice al muratore: "Guarda che io... ho studiato per fare il progetto di una casa!!"

Il muratore dice all'ingegnere: "Si ma io so leggere il tuo progetto e costruirla... la casa".

Similmente, il rappresentante eletto potrebbe dire: "Guarda che io ho studiato la Costituzione per governare" e il cittadino potrebbe rispondere: " Anch'io l'ho studiata ed ho capito che tu non l'hai saputa/voluta applicare... forse potremmo farlo insieme :-)

6 ott 2010

Pillole di Democrazia Diretta - Avete mai pensato perché?

Art. 50 Costituzione:
"Tutti i cittadini possono rivolgere petizioni alle Camere per chiedere provvedimenti legislativi o esporre comuni necessità."
N.B.
Dopo 63 anni questo principio non è ancora stato applicato con Legge.
Perché? Se è il popolo ad essere Sovrano?

Art. 71 Costituzione - comma 2:
"Il popolo esercita l'iniziativa delle leggi, mediante la proposta, da parte di almeno cinquantamila elettori, di un progetto redatto in articoli".
N.B.
Il Parlamento ha ritenuto dare la precedenza alle proposte dei parlamentari, attraverso i Regolamenti interni di camera e Senato.
Perché? Se è il popolo ad essere Sovrano?

Art. 75 Costituzione:
"È indetto referendum popolare per deliberare l'abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge, quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali".
N.B.
Bastano solo 10 cittadini per proporre un quesito referendario abrogativo di legge per poter raccogliere le 500.000 firme per andare alle urne e votare il Referendum. Il Parlamento, con la Legge 352/70, ha ostacolato tale potere ai 10 cittadini proponenti il quesito imponendo l'autenticazione delle 500.000 firma da consegnarsi in soli 3 mesi di tempo... pena la nullità di tutto il lavoro/raccolta firme svolto.
Perché? Se è il popolo ad essere Sovrano?
E perché non viene mai indetto dai 5 consigli regionali, ma quasi sempre dai parlamentari? Se è il popolo ad essere Sovrano?

Decreto legislativo n. 267 del 18 agosto 2000 - "Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali"
Articolo 8 - Partecipazione popolare:

"1. I comuni, anche su base di quartiere o di frazione, valorizzano le libere forme associative e promuovono organismi di partecipazione popolare all'amministrazione locale. I rapporti di tali forme associative sono disciplinati dallo statuto.

2. Nel procedimento relativo, all'adozione di atti che incidono su situazioni giuridiche soggettive devono essere previste forme di partecipazione degli interessati secondo le modalita' stabilite dallo statuto, nell'osservanza dei principi stabiliti dalla legge 7 agosto 1990, n. 241.

3. Nello statuto devono essere previste forme di consultazione della popolazione nonche' procedure per l'ammissione di istanze, petizioni e proposte di cittadini singoli o associati dirette a promuovere interventi per la migliore tutela di interessi collettivi e devono essere, altresi', determinate le garanzie per il loro tempestivo esame. Possono essere, altresi', previsti referendum anche su richiesta di un adeguato numero di cittadini.

4. Le consultazioni e i referendum di cui al presente articolo devono riguardare materie di esclusiva competenza locale e non possono avere luogo in coincidenza con operazioni elettorali provinciali, comunali e circoscrizionali.

5. Lo statuto, ispirandosi ai principi di cui alla legge 8 marzo 1994, n. 203, e al decreto legislativo 25 luglio 1999, n. 286, promuove forme di partecipazione alla vita pubblica locale dei cittadini dell'Unione europea e degli stranieri regolarmente soggiornanti."

N.B.
E' una Legge esistente da 10 anni ancora inapplicata dalle amministrazioni locali. Chi l'ha vagamente applicata, solo negli Statuti ma non nei Regolamenti, l'ha fatto parzialmente e con molti ostacoli:
Perché? Se è il popolo ad essere Sovrano?

Concludendo:
Qualcuno sa' se qualche parlamentare, rispettoso della Costituzione e della Sovranità popolare (se ne parla spesso ultimamente) abbia presentato un Disegno Di Legge volto ad applicare, con Legge, il principio costituzionale della Petizione?


CCDD Comitato Cittadino Democrazia Diretta - http://comitatocittadinodemocraziadiretta.blogspot.com/
http://www.facebook.com/pages/Comitato-Cittadino-Democrazia-Diretta-CCDD/279152377228

3 ott 2010

Sondaggio - Referendum popolare ai sensi dell'art. 75 della Costituzione italiana

Lo scopo del sondaggio consiste nel capire e nel far capire come è stato applicato, con legge (L.352/70), il principio costituzionale di cui all'art. 75 della Costituzione italiana che prevede lo strumento di Democrazia Diretta che è il Referendum popolare abrogativo di legge ordinaria, attraverso il quale il popolo, secondo la procedura indicata dalla citata legge, può abrogare le leggi ordinarie fatte dal Parlamento, ovvero dai rappresentanti eletti dal popolo, a livello nazionale.

Il Sondaggio servirà anche al CCDD per portare avanti una campagna informativa, coinvolgendo anche i media, riguardo ad uno dei punti del nostro Programma:

https://docs.google.com/fileview?id=0B4Rq-OLHcxbRNzY4NTBmYWQtMWFiYi00YWVjLWI0MDEtNzBkYjZiZWQ0NTAz&hl=it
per l'esattezza il punto 3.
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Per meglio comprendere la procedura referendaria, affinché si comprenda anche come votare il Sondaggio, ecco di seguito le informazioni:
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Per indire Referendum popolare abrogativo di legge ordinaria fatta dal Parlamento:

1) 10 cittadini muniti di certificato elettorale (aventi quindi diritto al voto elettivo), costituitisi in Comitato promotore del referendum, possono redigere un "quesito referendario" da presentare alla "suprema Corte di Cassazione" attraverso il quale si richiede di abrogare totalmente o parzialmente una legge ordinaria dello Stato, indicandone le motivazioni e gli articoli di legge da abrogare, nel caso si richieda l'abrogazione parziale della legge.

2) la Suprema Corte di Cassazione valuta (attraverso la Corte Costituzionale) la legittimità del quesito (se anti-costituzionale viene dichiarato inammissibile e respinto) dopodiché, se il quesito è ritenuto ammissibile, comunica al Comitato promotore l'ammissibilità del quesito ed ordina la pubblicazione del quesito referendario sulla Gazzetta Ufficiale.

3) Dalla pubblicazione del quesito referendario sulla Gazzetta Ufficiale, il Comitato promotore (i 10 cittadini) deve fare stampare, a sue spese, i moduli di raccolta delle 500.000 firme occorrenti per fissare, in caso di validazione delle firme necessarie (500.000 almeno), la data in cui il popolo voterà il referendum, ovvero per andare tutti alle urne.

4) Il Comitato promotore (10 cittadini) potrà consegnare i moduli nei vari Comuni d'Italia affinché i cittadini residenti in quel Comune possano firmare e/o tenerli con se per farli firmare ai cittadini come meglio crede.

5) Il Comitato promotore (1o cittadini) deve provvedere, a sue spese, all'autenticazione delle firme che in linea di massima si possono fare autenticare dai cancellieri dei Tribunali o dai Notai, al costo medio di 75 euro all'ora. Sono anche abilitati i consiglieri e gli assessori comunali e provinciali ma è meglio ricorrere ai cancellieri dei Tribunali per ridurre i rischi di opposizioni legati a conflitto di interessi - se si chiede referendum per ridurre i privilegi dei politici - ad esempio - difficilmente i consiglieri si renderanno disponibili, essendo esponenti di partiti all'interno della Casta).

6) I moduli con le firme raccolte devono essere vidimati dal Segretario comunale al costo medio di 2,58 euro cadauno e dalla data del timbro apposto sul primo modulo di raccolta firme autenticate parte il termine di consegna delle 500.000 firme che, come stabilito dalla legge 352/70, è di tre mesi.

Tralasciando le procedure successive, che non chiamano più in causa il Comitato promotore del referendum, che ha già consegnato le firme,

riassumendo:

- 10 cittadini propongono quesito referendario;

- provvedono alla stampa di tanti moduli per raccogliere almeno 500.000 firme, a loro spese;

- provvedono a raccogliere le firme ed a farle autenticare, a loro spese;

- provvedono al pagamento dei diritti di segreteria dei comuni per la vidimazione dei moduli con le firme raccolte;

- provvedono al pagamento dei compensi previsti per gli autenticatori (cancellieri dei Tribunali e/o Notai);

- consegnano i moduli con le firme raccolte alla Suprema Corte di Cassazione entro tre mesi dalla data del timbro del Segretario comunale apposto sul primo modulo con le firme raccolte.

Siete invitati, ora, a votare il sondaggio:

RingraziandoVi della collaborazione un cordiale saluto a tutti.

N.B. Il Sondaggio si trova in un riquadro a destra della pagina verso la parte bassa

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