La Costituzione è Legge fondamentale dello Stato italiano (art. XVIII disp. trans. e finali)

La Democrazia è Sovranità che appartiene al Popolo (art. 1 Cost.)... che la esercita nelle forme stabilite dalla stessa.

Tali forme comprendono la Democrazia Rappresentativa (art. 55 Cost.) esercitata dai cittadini eletti; e la Democrazia Diretta (artt. 50, 56, 58, 71, 75, 102 e 138) esercitata dai cittadini NON eletti.

Senza entrambe queste due forme non ci sarà mai nessuna Democrazia ma soltanto una Oligarchia.

25 feb 2010

Democrazia Diretta per limitare le pressioni mafiose sulle amministrazioni locali

Molte amministrazioni locali sono soggette a pressioni mafiose. Un modo per limitare la corruzione (e quindi anche per proteggere le amministrazioni dalle pressioni mafiose) è quello di evitare che il potere sia concentrato in poche persone, per far ciò gli strumenti di Democrazia Diretta aiutano.

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L’art. 1 della legge fondamentale della Repubblica italiana afferma che: “La sovranità appartiene al POPOLO, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.”

Fra le forme e i limiti della Costituzione sono previsti l’espressione del Parlamento - art. 55 (Democrazia Rappresentativa - DR) e l’espressione del popolo al di fuori delle rappresentanze elette - artt. 50, 56, 58, 71, 75 e 138 Cost. (Democrazia Diretta - DD).

La Democrazia si ha solo dall’insieme di queste due forme (DR e DD). Non può esistere nessuna Democrazia senza l’intervento e l’ultima parola del popolo in quanto esso è SOVRANO, ed ha quindi il diritto/potere di scegliere quando delegare le decisioni alle rappresentanze elette e quando invece decidere da sé (non avrebbero senso altrimenti i citati artt. 50, 56, 58, 71, 75 e 138 della Costituzione).

La sola DR è una falsa democrazia perché la sovranità appartiene a pochi (ovvero alla Oligarchia dei partiti politici).

Il Parlamento, che ha il potere legislativo, è un ORGANO DELLO STATO e ha l'obbligo di rispettare e attuare la Costituzione italiana, che infatti recita all’Art. XVIII delle disposizioni transitorie e finali: “La Costituzione dovrà essere fedelmente osservata come Legge fondamentale della Repubblica da tutti i cittadini e dagli ORGANI DELLO STATO”.


Esiste forse un Sovrano sottomesso al suo scudiero?


I Comuni hanno l'obbligo di inserire negli Statuti e nei Regolamenti forme e strumenti di partecipazione popolare, anche referendari (quindi di Democrazia Diretta), spesso disattesi dalla stragrande maggioranza dei Comuni. (Legge 265/99 e Dlgs 267/00).


I cittadini DEVONO esprimersi, partecipare alla vita politica e pretendere che i rappresentanti eletti rispettino ed applichino per primi la Legge, specialmente se questa, in armonia con i suesposti principi Costituzionali che riguardano la Democrazia Diretta, è volta a dare più potere al popolo/cittadinanza piuttosto che ai rappresentanti eletti (esponenti dei partiti politici).

I cittadini che partecipano alla vita politica oltre a dimostrare di volere essere realmente sovrani tolgono ogni alibi ai rappresentanti eletti di dichiarare: “Noi decidiamo perché Voi cittadini, seppur sovrani, non volete decidere nulla”.

In Armonia quindi con gli artt. 114 e seguenti della Costituzione (Regioni, Province e Comuni), gli enti locali devono rendere partecipi i cittadini prima di ogni delibera.

Democrazia è anche trasparenza e controllo da parte dei cittadini sulla pubblica amministrazione.

Con il controllo dei cittadini sulle attività e le probabili delibere delle amministrazioni locali e l'espressione della volontà cittadina effettuata attraverso gli strumenti di Democrazia Diretta stabiliti dalla Costituzione e dalla legge... gli amministratori saranno anche protetti da pressioni mafiose o della criminalità organizzata poiché a decidere non saranno soltanto i pochi eletti ma i cittadini.

Chi ricatteranno o minacceranno tutta una cittadinanza?



Articolo 8 Dlgs 267/2000
Partecipazione popolare.

1. I comuni, anche su base di quartiere o di frazione, valorizzano le libere forme associative e promuovono(1) organismi di partecipazione popolare all’amministrazione locale. I rapporti di tali forme associative sono disciplinati dallo statuto.
2. Nel procedimento relativo all’adozione di atti che incidono su situazioni giuridiche soggettive devono(2) essere previste forme di partecipazione degli interessati secondo le modalità stabilite dallo statuto, nell’osservanza dei principi stabiliti dalla legge(3) 7 agosto 1990, n. 241
3. Nello statuto devono(2) essere previste forme di consultazione della popolazione nonché procedure per l’ammissione di istanze, petizioni e proposte di cittadini singoli o associati dirette a promuovere interventi per la migliore tutela di interessi collettivi e devono(2) essere, altresì, determinate le garanzie per il loro tempestivo esame. Possono essere, altresì, previsti referendum anche su richiesta di un adeguato numero di cittadini.
4. Le consultazioni e i referendum di cui al presente articolo devono riguardare materie di esclusiva competenza locale e non possono avere luogo in coincidenza con operazioni elettorali, provinciali, comunali e circoscrizionali.



(1) Il verbo usato non indica facoltà ma obbligo.
(2) Il verbo usato non indica facoltà ma obbligo.
(3) Legge sulla trasparenza fra Ente pubblico e cittadino.

15 feb 2010

Per fare un tavolo ci vuole il legno... per fare il legno ci vuole l'albero... etc. etc.

Supponete di avere in cucina un coltello ormai poco affilato e che non taglia più bene.
Vi recate al negozio di articoli casalinghi più vicino a comprarne uno nuovo ma non trovate quello che fa al caso vostro.
Allora andate a cercare in un altro negozio più lontano e non lo trovate neanche lì.
Continuate a girare per negozi ma nulla da fare.
Cosa fate a questo punto?... aspettate che il/i negozio/i se ne rifornisca/no oppure continuate ad usare quello che avete (anche se non taglia bene?).

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Per esercitare la sovranità popolare al di fuori delle rappresentanze elette (Democrazia Diretta) ci sono degli strumenti previsti niente meno che dalla principale Legge dello Stato italiano, la Costituzione italiana. E sono: Petizioni, Proposte di legge con 50.000 firme di cittadini elettori e Referendum abrogativi di legge ordinarie e costituzionali, con 500.000 firme di cittadini elettori.

Forse non saranno il massimo, ma sono quelli!
Forse si possono migliorare o, meglio, rafforzare, ma intanto sono quelli!
Forse saranno più deboli di quelli previsti da altre Costituzioni ma non si può negare della loro esistenza :-)
Le domande che converrebbe invece che ci ponessimo sono semplicemente queste:
1) Li abbiamo usati?
2) Come li abbiamo usati? (ammesso di rispondere sì alla prima domanda)
3) Con che frequenza li abbiamo usati? (sempre se rispondiamo si alla prima domanda)
4) Quanto ed in che modo li abbiamo sostenuti? (idem come sopra)

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Abbiamo già sperimentato e pagato partiti e movimenti politici che da dentro alla Casta (o al sistema rappresentativo) hanno promosso e promesso (si voglia scusare il gioco di parole) ogni cosa, alcuni in perfetta buona fede, ma i risultati sono davanti agli occhi di tutti.
Dobbiamo pur comprendere che le regole della Casta non permettono a pochi individui (quindi ad un solo partito o movimento che sia) di promuovere leggi a favore del popolo che la Casta intende mantenere suddito... .
Le leggi e le proposte se non sono votate con la maggioranza dei voti degli eletti rimarranno carta inchiostrata dimenticata nei cassetti dei vari Palazzi.
In definitiva le leggi a favore del popolo devono essere volute/sostenute/spinte dal popolo e non solo dai rappresentanti eletti... senza la voce ed il pressing del popolo gli eletti, se sono in minoranza potranno solo spartirsi la torta e BASTA!
Se quindi serve l'azione e l'espressione del popolo non serve costituire altri movimenti politici per entrare a far parte della Casta... perché al popolo è consentito esercitare la sovranità anche fuori dalla Casta... lo dice la Costituzione... non lo diciamo noi :-)

Con questo noi non intendiamo stigmatizzare chi vuole entrare in politica ma vogliamo evidenziare il concetto che servono entrambe le componenti per determinarla ovvero chi dentro alla Casta (Democrazia Rappresentativa) e chi fuori dalla Casta (Democrazia Diretta).
Occorre quindi aprire occhi ed orecchi ed armarsi di tanta buona volontà... che a moltissimi italiani non manca (viste le miriadi di manifestazioni e proteste di piazza cui abbiamo assistito in oltre 40 anni.

Per dirla in breve: per fare un edificio ci vogliono ingegneri e muratori... con i soli ingegneri l'edificio non si costruirà mai.

Come più volte ribadito i nemici non sono soltanto dentro... ma sono anche fuori dalla Casta (purtroppo).

Bruno Aprile - Comitato Cittadino Democrazia Diretta (CCDD) - 15 febbraio 2010

10 feb 2010

La Democrazia è questa! Non ci sono storie

La Democrazia, dal greco, è:

δῆμος (démos) = popolo e κράτος (cràtos) = potere

Tradotto letteralmene = Potere del Popolo.

"La sovranità appartiene al popolo" (art. 1 Costituzione italiana - Legge fondamentale).
"che la esercita nelle forme della Costituzione" ovvero attraverso rappresentanti eletti (Democrazia Rappresentativa - art. 55 Cost.) e al di fuori delle rappresentanze (Democrazia Diretta - artt. 50, 56, 58, 71, 75 e 138 Cost.).

In sostanza:

Caso A:
1) I Rappresentanti eletti propongono, informando dovutamente e accuratamente i cittadini elettori.
2) I Cittadini elettori decidono (se si esprimono).
3) I rappresentanti eletti attuano e deliberano le decisioni dei cittadini elettori.

Caso B:
1) I cittadini elettori propongono ai rappresentanti eletti (attraverso Petizioni, Proposte di legge, Richieste di Referendum)
2) I rappresentanti eletti attuano e deliberano le proposte dei cittadini elettori

Quindi non si vogliono eliminare né i partiti politici e nemmeno i rappresentanti eletti... si vuole solo portare ognuno al proprio esatto ruolo.

Il rappresentante (delegato con voto) rappresenta e non decide (tanto meno in sordina);
Il sovrano è sovrano ed ha facoltà di scegliere quando delegare e quando invece decidere da sè

NON C'E' DA FILOSOFARE NIENTE!!! E' CHIARISSIMO IL CONCETTO!!

07 feb 2010

Referendum popolare abrogativo di legge e art. 75 Cost.

L'art. 75 della Costituzione italiana, Legge fondamentale del nostro Paese (v. art. XVIII disp. transitorie e finali) che, come tutti gli altri articoli della Costituzione, deve essere rispettato da TUTTI gli organi dello Stato, fra cui Il Parlamento e la Corte Costituzionale (Corte di Cassazione compresa) recita;

al comma 1:
"È indetto referendum popolare per deliberare l'abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge, quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali."

Al comma 4 invece:
"La legge determina le modalità di attuazione del referendum".

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Dal comma 1 si evince che tale strumento (Referendum abrogativo di legge), in armonia con il concetto di "Sovranità che appartiene al Popolo" (art. 1 Cost.), che la esercita nelle forme stabilite dalla Costituzione (Democrazia rappresentativa + Democrazia Diretta ovvero attraverso Rappresententi eletti e dai cittadini elettori al di fuori delle rappresentanze elette)...

è principalmente desitinato a 5 Consigli Regionali ed a 500.000 cittadini elettori (NON AI CITTADINI ELETTI FACENTI PARTE DEI PARTITI IN PARLAMENTO).

I referendum proposti ed effettuati in Italia dal 1970 in poi sono stati proposti ed indetti su iniziativa degli eletti in Parlamento ( paradossalmente gli stessi che fanno le leggi propongono di abrogarle :-).

I Parlamentari sembrano essersi impossessati quindi dell'unico strumento del popolo (500.000 elettori) per contrastare eventuali trucchi legislativi emanati dagli eletti (il nostro ordinamento legislativo e STRACOLMO di tali trucchi).

Dal comma 4 si evince che il legislatore ha limitato, con Legge 352/1970, tale diritto/potere dei cittadini imponendo le firme autenticate in soli 3 mesi di tempo per dar luogo al referendum.

Questo atteggiamento oltre ad essere palesemente illegittimo conferma il rigetto da parte degli eletti della Democrazia Diretta, poiché, come in effetti è stato ed è tuttora, il Referendum abrogativo di legge è solo ed esclusivamente nelle loro mani (per farne anche spesso un uso propagandisctico).

Come farebbero infatti i 10 cittadini elettori che propongono richiesta di referendum a raccogliere e far autenticare 500.000 firme (che dovranno essere molte di più - contando quelle non valide o che annullerebbero gli addetti ai lavori) in soli 3 mesi di tempo?

Solo i partiti hanno una simile capacità organizzativa ed economica per portare a termine l'impresa! E con i soldi dei cittadini elettori fra l'altro - BELLA FATICA!! (v. rimborsi delle campagne elettorali e finanziamento pubblico ai partiti, quest'ultimo già abrogato col 93,5% dei voti del popolo votante il referendum del 1993 e reintrodotto in sordina dal Parlamento nel 1999).

Una proposta spontanea di un cittadino che se ne infischia (dato l'andazzo trascorso ed attuale) dei partiti è stata proposta a livello telematico con Petizione Online all'indirizzo:

http://www.petizionionline.it/petizione/a-sostegno-della-sovranita-cittadina-e-della-democrazia/205

Vediamo se qualche partito o politico riterranno opportuno proporre tale referendum e, quindi, un sostanziale e reale interesse alla Democrazia Diretta, fra cui Luigi De Magistris (IDV), come da lui stesso dichiarato in un articolo su "Il Fatto"... ovviamente il testo della Petizione si può migliorare... chi l'ha scritta non è avvocato ma un semplice autodidatta... anche se attento su certe questioni legislativo/giudiziarie.

Comitato Cittadino Democrazia Diretta - CCDD - 7 febbraio 2010

Vogliamo essere sovrani? Cominciamo dai rapporti con i Partiti politici

Vogliamo essere sovrani? Cominciamo allora dai rapporti con i partiti politici.

Innanzitutto cosa sono i Partiti politici? Sono gruppi di persone che si riuniscono per determinare la politica del Paese (art. 49 Cost.).

In sostanza all'interno dei Partiti politici ci sono le persone che governano la popolazione.

In sessant'anni di Costituzione abbiamo appurato, noi cittadini elettori, che la democrazia prefigurata nella Costituzione è ben lontana mentre si rafforza sempre di più l'Oligarchia (governo di pochi - ovvero degli esponenti eletti all'interno dei partiti).

E' sempre più diffuso fra la gente il concetto di "Partitocrazia" (sovranità-potere dei partiti).

Per mantenere tale potere, e diffondere alla popolazione il concetto che soltanto attraverso di essi il popolo può/deve esprimersi, usano strumentalizzare ogni problema sociale, ogni caso singolo eclatante ed ogni cosa che susciti scandalo e interesse collettivo per pura propaganda politico/elettorale. Praticamente fanno propaganda elettorale non solo al momento delle elezioni ma bensì 365 giorni all'anno. Perché? pare più che evidente no? Consensi che portano a voti, voti che portano a poltrone, poltrone che portano a privilegi... o c'è qualcuno che vi rinuncia? O che ritiene di avere cambiato qualcosa a favore del cittadino per meritarli (nella misura in cui decidono di assegnarseli?)

Sembrano apparentemente interessati ai problemi ed ai singoli casi eclatanti ma in realtà non è così... basta vedere infatti come in ambito legislativo/giudiziario accade che non cambia nulla, a volte al contrario, il mutamento (leggi e sentenze) sono ancor più a favore del sistema.

Un primo passo da fare, per evitare il perpetrarsi di simili situazioni, è pretendere ed agire in assoluta autonomia ed indipendenza da essi... a cominciare dalle manifestazioni e proteste di piazza.

Bisogna invertire la tendenza finora emergente, che torna solo a vantaggio esclusivo dei partiti, che debbano essere i cittadini, con le loro proteste spontanee su temi come malgoverno o disservizi a rivolgersi o chiedere aiuto ai partiti!

Bisogna cominciare a dire chiaramente ai partiti che devono rivedere il loro ruolo ed il concetto di rappresentanza, quando sono i cittadini ad esprimersi ed a proporre.

Ma per invertire tale tendenza non occorre protestare e basta, scendere in piazza e manifestare il dissenso... occorre proporre soluzioni (attraverso petizioni, proposte di legge e referendum) ovvero avvalendosi degli strumenti di Democrazia Diretta previsti dalla Costituzione e dalla Legge.

Il Comitato Cittadino Democrazia Diretta è intenzionato ad invertire l'usuale tendenza descritta e se un partito è veramente intenzionato a sostenere e rappresentare il popolo lo dovrà dimostrare PRIMA e con azioni concrete e tale dimostrazione la può dare in maniera tangibile da come mobiliterà i mezzi di informazione (cosa che può fare con estrema facilità), informando la gente delle mozioni, dei disegni di legge che presenterà e, soprattutto, inviterà il popolo a spingere e sostenere tali azioni dopo averlo dovutamente informato.

A tale scopo le Associazioni ed i Comitati cittadini sono ottimi strumenti di mediazione fra cittadini e politici, fra cittadini ed istituzioni.

Noi ci siamo! E confidiamo nella partecipazione attiva dei cittadini di quei Comuni dove formeremo gradualente e speriamo velocemente i nostri gruppi.

Comitato Cittadino Democrazia Diretta - CCDD - 5 febbraio 2010

05 feb 2010

Da che parte la verita? In ciò che è comunemente accettato o in ciò che è impopolare?

La Storia è ricca di testimonianze riguardo alla tendenza delle masse a ridere delle idee o delle interpretazioni diverse su ciò che veniva comunemente accettato per convenzione e divulgato alle masse da pochi potenti. Era sufficiente, per chi avesse potere o fama, mettersi d'accordo su come interpretare un concetto o un insegnamento, e quello poteva/doveva essere l'unico concetto.

Galileo Galilei, perseguitato dalla Chiesa, perché quello che poi si scopri sacrosanta verità, ovvero che la Terra ruotasse intorno al Sole, non veniva creduto da nessuno... perché la Chiesa, che allora costituiva un grande potere, insegnava tutt'altro alle masse.

Martin Lutero, che diede origine al protestantesimo, dovette penare parecchio (fu ritenuto pazzo e fu scomunicato) per dimostrare che alcune interpretazioni delle Sacre Scritture, che dava e che divulgava la Chiesa Cattolica, non erano in armonia con quanto scritto nelle stesse.

Tutto ciò che uomini di potere divulgavano alle masse per dominarle, veniva comunemente accettato da tutti ed era verità assoluta ed intoccabile. Guai a contrastarlo o cambiarne l'interpretazione! Oltre alla persecuzione operata dai potenti c'era l'indifferenza e l'incredulità delle masse.

Eppure c'era un parametro di confronto... di paragone... c'erano le Sacre scritture, la Bibbia. La gente non poteva tenerne copia in casa perché veniva uccisa. Più avanti, in ogni paese del mondo, non poteva leggerla tradotta nella propria lingua ed i sacerdoti recitavano alle messe i passi biblici in latino, lingua che nessuno conosceva.

Vuoi per la tendenza della maggior parte delle persone che costituivano la massa popolare a non approfondire e a non documentarsi di persona, i pochi potenti finivano col sottomettere un' intera popolazione raccontandole ciò che volevano... pur disponendo, la popolazione, degli stessi parametri di paragaone e di confronto che gli stessi pochi potenti inneggiavano e additavano.

Anche da noi, nel nostro tempo, esiste un parametro che palesa chiaramente quale è il giusto concetto di democrazia, o meglio, quale società democratica aveva in mente che si formasse nel tempo l'assemblea costituente. Questo parametro è il frutto che diede detta assemblea, cioè la Costituzione italiana.

Cosa ci hanno insegnato della Costituzione italiana, da quando nacque ad oggi, i pochi potenti che regnano indisturbati e addirittura sostenuti da gran parte della popolazione? I tutori ed esecutori dei principi in essa racchiusi e meticolosamente preparati dai suoi artefici e padri?

Cosa ci hanno insegnato e cosa dimostrano, i nostri rappresentanti eletti (partiti politici), riguardo al principio fondamentale della democrazia? ovvero "La Sovranità appartiene al popolo"?

Ci hanno insegnato che solo attraverso loro (i partiti poltici) il popolo è sovrano, e siccome questo è ciò che ci hanno sempre insegnato, questo è ciò che ormai è convenzione, ciò che è comunemente e passivamente accettato.

Se giunge qualcuno a cantare una versione diversa, tale versione è sicuramente ridicola o non veritiera perché impopolare, non convenzionale, non comunemente accettata.

Ma per forza non è comunemente accettata! Non è popolare e non convenzionale... perché insegnata come faceva comodo a chi, come nei tempi antichi e nei due esempi citati, voleva soggiogare le masse e mantenere su di esse un potere assoluto.

La Costituzione italiana dice molto chiaramente che la sovranità è esercitata dal popolo in maniera INDIRETTA (attraverso quindi dei rappresentanti eletti dal popolo - ora non più con l'attuale legge elettorale) ed in maniera DIRETTA, quindi Democrazia RAPPRESENTATIVA e Democrazia DIRETTA.

Gli articoli 50, 71, 75 e 138 della Costituzione italiana non lasciano molte vie di interpretazione, sono chiarissimi! La Democrazia Rappresentativa complementata dalla Democrazia Diretta è quanto aveva sicuramente in mente l'assemblea costituente quando stabiliva all'articolo 1 che "la sovranità appartiene al popolo"... che la esercita appunto con ENTRAMBE le forme citate sopra.

E' più che logico e giusto che un SOVRANO possa decidere quando lasciare ogni decisione a colui che delega ad amministrare i suoi averi e quando invece decidere da se.

Il problema è che la convenzione, o quanto comunemente accettato, col trascorrere del tempo radica nelle persone apatia e pigrizia, e la disinformazione e la confusione generata volutamente dalla classe dominante al potere distoglie le persone dalla corretta visione di quanto è chiaramente scritto nella Costituzione.

Noi confidiamo che col tempo la gente comprenda che per uscire dalla schiavitù a cui sottoposta dai partiti politici e dai vari loro galoppini, deve soltanto mettere in pratica quello che è chiaramente ed inequivocabilmente scritto nella principale Legge del nostro Paese (art. XVIII disposizioni transitorie e finali della Costituzione).

Se il popolo ha i mezzi per esercitare la sovranità anche non essendo eletto, o al di fuori delle rappresentanze elette, e non li usa... sarà sempre deriso, vessato, schiacciato inesorabilmente da quei pochi eletti che hanno chiaramente dimostrato, in 60 anni, di non avere coscienza, ritegno e capacità di costruire una società democratica come i nostri padri immaginavano diventasse il popolo italiano.

Ora che tali principi sono stati applicati con Legge (art. 8 Dlgs 267/00) il popolo ha ancor più il diritto/dovere di usarli e/o di pretendere dagli eletti che vengano rispettate le scelte e le proposte del popolo stesso.

Se questo non lo si vuol comprendere o è meglio non comprenderlo perché impegnativo... allora inutile lamentarsi e scendere ogni tanto in piazza ad urlare ed accusare una volta una maggioranza ed una volta un'altra maggioranza.

Le manifestazioni non sono validi strumenti costituzionalmente e legalmente vincolanti per chi è al potere... sono solo manifestazioni di dissenso ed espressione di pensiero e di parola.

Gli strumenti assai più validi sono quelli previsti dalla Costituzione e dalle Leggi (petizioni, proposte di legge, referendum) che giungono direttamente dal popolo, senza la mano o la partecipazione dei partiti che costituiscono le rappresentanze elette, poiché con la loro presenza vengono prontamente criminalizzati e strumentalizzati dalle rappresentanze politiche di colore opposto.

02 feb 2010

MILANO GRANDE SERATA in COMPAGNIA dell'ACQUA ! Impressioni personali dopo il Convegno

Ho voluto buttare via una serata per farmi due risate e ci sono riuscito!! (in entrambe le cose).
Dopo 40 minuti però me ne sono andato... visto che non ho potuto proporre, pur avendo chiesto agli organizzatori di fare un intervento, ciò che non hanno proposto coloro che hanno parlato fino a quel momento. Sono allergico oltre che alle bandiere di parrtito anche alle cazzate. Di questa esperienza mi sono rimasti impressi tre punti.

1) Qualcuno ha detto dal podio: Forza cittadini... prima che diventi legge (?)

Ma è già Legge l'intervento Governativo incriminato:

24-11-2009 Supplemento ordinario n. 215/L alla GAZZETTA UFFICIALE Serie generale - n. 274
TESTI COORDINATI E AGGIORNATI
Testo del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 135 (in Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 223 del 25 settembre 2009) , coordinato con la legge di conversione 20 novembre 2009, n. 166 (in questo stesso supplemento ordinario alla pag. 1) , recante: «Disposizioni urgenti per l’attuazione di obblighi
comunitari e per l’esecuzione di sentenze della Corte di giustizia delle Comunità europee».

Art. 15.
Adeguamento alla disciplina comunitaria in materia di servizi pubblici locali di rilevanza economica

«2. Il conferimento della gestione dei servizi pubblici locali avviene, in via ordinaria:
a) a favore di imprenditori o di società in qualunque forma costituite individuati mediante procedure
competitive ad evidenza pubblica, nel rispetto dei principi del Trattato che istituisce la Comunità europea e dei principi generali relativi ai contratti pubblici e, in particolare, dei principi di economicità, effi cacia, imparzialità, trasparenza, adeguata pubblicità, non discriminazione, parità di trattamento, mutuo riconoscimento e proporzionalità;

b) a società a partecipazione mista pubblica e privata, a condizione che la selezione del socio avvenga
mediante procedure competitive ad evidenza pubblica, nel rispetto dei principi di cui alla lettera a) , le quali abbiano ad oggetto, al tempo stesso, la qualità di socio e l’attribuzione di specifi ci compiti operativi connessi alla gestione del servizio e che al socio sia attribuita una partecipazione non inferiore al 40 per cento.

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2) Qualcun altro ha detto dal podio: "Il popolo non può continuare a subire!"... e poi: "il popolo deve reagire!"... e poi ancora "il popolo deve ribellararsi!". (?)

Sì ma come? Che deve fare il popolo? Scendere ancora e sempre in piazza? Ma questa gente non ha sperperato denaro pubblico a sufficienza in manifestazioni che si consumano dal 1970 senza avere mai concluso nulla? Con i soldi spesi in manifestazioni inconcludenti (v. a che punto siamo arrivati) si sarebbero potuti sfamare bambini che muoiono di fame, curare persone ammalate, dare casa ai senza tetto o agli sfrattati, aiutare famiglie con disoccupati. Questa gente sperpera centinaia di migliaia di euro in manifestazioni che paghiamo noi cittadini (v. rimborso spese elettorali ai partiti e finanziamento pubblico ai partiti) per dare un po di sfogo e poche ore di felicità a gente insoddisfatta e nulla più! Ma non conoscono mezzi più incisivi?... da supportare semmai con manifestazioni? Evidentemente no... perché il gioco di certi furboni è sempre quello! Sfruttare il malcontento della gente stufa di essere presa per il culo dai governanti facendo i tirapiedi dei governanti stessi. Fare casino apposta, e sempre a cose fatte (mai prima) per non cambiare mai nulla! Illudere gli eterni e poveri illusi... che a quanto pare non diminuiscono mai!

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3) Qualcun altro ha detto dal podio: "Firmate la petizione che c'è sul banco, non è impegnativa non serve neanche il documento... poi andrà al sindaco di Milano, Letizia Moratti"

Una petizione senza dati di identificazione dei sottoscrittori/sostenitori della petizione???? Ma cosa se ne fanno? Manco per pulirsi il culo andrebbe bene quella carta.
Che consegneranno al sindaco???? Ma che c'entra il sindaco? Cosa può fare il sindaco?... Ma perché non all'usciere di Palazzo Marino... che poi lui la consegnerà al consigliere comunale, questi all'assessore, questi al sindaco, questi al consigliere regionale, questi... FINALMENTE... al Presidente del Consiglio Regionale!! Perché caso mai a questo andrà consegnata una petizione per... ma per fare poi? Non ho neanche letto il testo perché è già una pagliacciata di per se il fatto che non contenga i dati del documento di identità dei sottoscrittori/sostenitori della petizione.

Credo che una Legge dello Stato abbia valenza maggiore di una Legge regionale e comunale... e se questa non prevede espressamente agli enti locali facoltà di applicarne o meno alcune parti ci vuole solo un referendum per toglierla di mezzo! A meno che non ci sia sospetto di illegittimità (dove interverrebbe la Corte Costituzionale).

Ma per un referendum, se vogliamo evitare le firme autenticate di 500.000 cittadini elettori da consegnarsi in tre mesi di tempo, possiamo chiederlo semmai a 5 Consigli Regionali... cosa può fare il sindaco?
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Conclusioni:
I casi sono due:
1) I tre di cui ai punti sopra sono imbecilli
2) I tre di cui ai punti sopra hanno preso per il culo (per interesse personale ovviamente) tutta la gente che ha riempito l'auditorio

Quale membro e Presidente del Comitato Cittadino Democrazia Diretta (CCDD) estraneo totalmente la partecipazione ed il sostegno del CCDD a tale evento organizzato da altri, dal momento in cui, partecipando al Convegno, ho appreso quanto sopra. Ovvero che è stata una buffonata (una delle solite manovre di interesse e di carattere politico).

01 feb 2010

Perché il CCDD non si candiderà a nessuna elezione?

Il progetto del CCDD consiste principalmente nel creare delle rappresentanze locali, sotto un'unica direttiva, (stesso nome e stesso Comitato), di cittadini elettori (elettorato attivo), parallele alle rappresentanze di cittadini eletti (elettorato passivo) con lo scopo di controllare ed eventualmente correggere l'operato dei cittadini eletti all'interno delle amministrazioni comunali, provinciali e regionali che si scontra con la sovranità popolare e con la Costituzione italiana, utilizzando gli strumenti di Democrazia Diretta ATTUALMENTE ESISTENTI (se poco usati o snobbati dagli eletti non significa che non esistono).

Premesso che non tutti i cittadini sono informati di ciò che avviene all'interno delle amministrazioni comunali (sono pochissimi quelli che si interessano di politica cittadina), siamo convinti che occorra una rappresentanza di cittadini (Comitato) che stia al di fuori della melma politica, e da tutto ciò che la inquina, che informi la cittadinanza di ciò che avviene all'interno (quindi una rappresentanza parallela di cittadini elettori a quella di cittadini eletti).

Coloro che si candidano e vengono eletti membri dei vari Consigli Comunali (CC), dall'interno quindi, possono/devono proporre in CC la DD e l'applicazione degli strumenti di DD senza troppi ostacoli ai cittadini, informando e coinvolgendo la cittadinanza sugli sviiluppi di tali proposte (questo lo si comprenderà dalle bozze dei regolamenti e degli Statuti che proporranno in CC).

Questa a nostro avviso deve essere la collaborazione auspicabile fra chi è dentro e chi sta fuori e siamo fermamente convinti ed irremovibili sulla necessità di entrambe queste rappresentanze.
Ovviamente, per quello che ci riguarda, il tutto a cose compiute, ovvero la collaborazione fra chi sta fuori e chi sta dentro... DOPO... avere avuto prova da parte di chi è dentro che intende valorizzare ed introdurre senza trabocchetti la DD nell'amministrazione comunale di cui è rappresentante eletto.

Purtroppo la storia insegna, ai più attenti, che troppa gente ha cercato in vari modi la poltrona per interesse personale e, sempre a nostro avviso, non è più il caso di dare fiducia a nessuno senza avere una minima garanzia che chi si candida e sarà eletto, manterrà fede alle promesse fatte in campagnia elettorale.

Il CCDD se ne starà fuori... e collaborerà molto volentieri con chi è dentro dopo che questi avranno dato prova che intendono fare quanto sopra...

e questo lo si capirà molto facilmente da come redigeranno/proporranno gli Statuti ed i Regolamenti comunali e da come spingeranno in CC tali proposte, nonché da come e quanto informeranno la cittadinanza locale coinvolgendola quindi alla partecipazione.

Bruno Aprile - 31 gennaio 2010

Qual'è il vero senso della Democrazia?

di Bruno Aprile e Niccolò Disperati [30/01/2010]

Democrazia = Sovranità che appartiene al popolo... che la esercita indirettamente (attraverso Rappresentanti eletti) e direttamente (al di fuori delle rappresentanze elette), quindi :
Democrazia = Democrazia Rappresentativa + Democrazia Diretta.

Ovviamente la democrazia è espressione di tutti i cittadini che vogliono esercitare la sovranità e che la esercitano attraverso gli strumenti di Democrazia Diretta (DD) previsti dalla Costituzione italiana che... anche se più limitati di quelli di altri paesi (ad es. la Svizzera) sono comunque strumenti di DD (petizioni, proposte di legge 50.000 elettori, referendum abrogativi e confermativi 500.000 elettori).

E' il popolo quindi, come si deduce dal contesto generale della Costituzione, in quanto SOVRANO (quindi non i suoi soli rappresentanti) che ha facoltà di decidere quando lasciare decidere a chi ha delegato col voto (alla Rappresentanza) e/o quando decidere da sè (con gli strumenti di Democrazia Diretta).
Democrazia solo Rappresentativa = Oligarchia (dei partiti politici).

Ovviamente gli ostacoli che impediscono il realizzarsi della democrazia prefigurata dall'Assemblea Costituente sono:
- l'informazione (che non informa) manipolata dalla Casta;
- la Casta stessa.

Vedi ad esempio alcuni gravi ostacoli agli strumenti di DD posti dalla Casta con Legge 352/70 (in contrasto con gli artt. 71, 75 e 138 Cost.); con Legge 120/99 (in contrasto con gli artt. 49 Cost.) e con Legge 270/05 (in contrasto con gli artt. 56 e 58 Cost.).

Se quindi non si ha una Democrazia, in un Paese che si dichiara democratico, è perché tanto i Rappresentanti eletti, quanto i cittadini elettori, non stanno applicando i principi costituzionali che l'Assemblea Costituente aveva, con tanta attenzione e cura, lasciato in eredità al popolo che amava.

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