La Costituzione è Legge fondamentale dello Stato italiano (art. XVIII disp. trans. e finali)

La Democrazia è Sovranità che appartiene al Popolo (art. 1 Cost.)... che la esercita nelle forme stabilite dalla stessa.

Tali forme comprendono la Democrazia Rappresentativa (art. 55 Cost.) esercitata dai cittadini eletti; e la Democrazia Diretta (artt. 50, 56, 58, 71, 75, 102 e 138) esercitata dai cittadini NON eletti.

Senza entrambe queste due forme non ci sarà mai nessuna Democrazia ma soltanto una Oligarchia.

22 dic 2010

Questione di opinioni: Cos'è la Democrazia Diretta

Alcuni sostengono ( v. commenti a questo video:http://www.youtube.com/watch?v=a_KA9OFli2I) che la nostra Costituzione non prevede reali strumenti di Democrazia Diretta con argomentazioni in un certo senso vere se si vuole cercare il cosiddetto "cavillo" ma se guardiamo le cose secondo la logica e secondo il concetto della Democrazia (sovranità che appartiene al popolo) dovremmo chiederci:

1) La Petizione popolare (art. 50 Cost.) prevede che i cittadini possano CHIEDERE ai rappresentanti eletti PROVVEDIMENTI LEGISLATIVI ed esporre COMUNI NECESSITA'.
A parte il fatto che c'è da domandarsi perché il legislatore in 63 anni dalla nascita della Costituzione italiana non abbia ancora applicato/regolamentato con Legge attuativa tale principio/diritto dei cittadini elettori... ci sarebbe da chiedersi per quale motivo l'Assemblea costituente avrebbe dovuto introdurre nella Legge fondamentale della Repubblica (art. XVIII disp. trans. e finali) un diritto dei cittadini elettori senza alcun valore.
La Petizione è una richiesta che può essere più o meno ricca di dettagli ma che palesi ovviamente una cognizione di causa o delle competenze. Se riconosciamo che i cittadini eletti (945) non possono essere competenti su tutto è più che ovvio aspettarsi da questi che diano esaustive risposte alle richieste presentate sotto forma di Petizione.
Se tali risposte non giungono dai rappresentanti eletti, o non sono esaustive, pare solo pretestuoso affermare che la Petizione non è uno strumento di Democrazia Diretta o non è vincolante.
Come si può affermare che non è vincolante una richiesta che proviene direttamente dal sovrano, prevista nella legge fondamentale del suo Paese? Ogni cosa che giunge dai cittadini elettori è esercizio di Democrazia Diretta, anche una semplice istanza... ciò che la rende vincolante o meno per gli eletti è soltanto "la competenza o la cognizione di causa su cui tale richiesta si basa". (per questo il legislatore ha previsto a livello locale che le Amministrazioni devono esaminare tempestivamente le istanze, le petizioni e le proposte dei cittadini elettori - art. 8 Dlgs 267/00).

La proposta di legge di iniziativa popolare (art. 71 Cost.) è un'azione consentita ai cittadini elettori identica a quella consentita e normalmente adottata dai cittadini eletti, se sostenuta da 50.000 altri cittadini. Va bene che alla fine la Legge deve essere realizzata dal Parlamento (esiste per quello) ma la precedenza alle discussioni sulle varie proposte di legge presentate alle opportune Commissioni parlamentari dovrebbe essere data PRIMA a quelle di iniziativa popolare e non parlamentare, per il semplice e logico fatto che è il popolo ad essere sovrano. Anche in questo caso la discussione dovrebbe anche prevedere la partecipazione di una delegazione dei proponenti e si dovrebbero dare esaustive risposte a quanto giunge DIRETTAMENTE dal sovrano. La proposta di legge popolare è quindi uno strumento di Democrazia Diretta perché giunge da cittadini (50.000) non eletti.

Il Referendum abrogativo (art. 75 Cost.) è un'azione consentita ai cittadini elettori che nella misura di 10 membri costituitisi in un Comitato promotore possono chiedere l'abrogazione parziale o totale di una legge fatta dai rappresentanti eletti, se la richiesta è legittima (supera il vaglio della commissione competente facente capo alla Corte di Cassazione) e raccoglie il sostegno di altri 500.000 cittadini elettori. Se gli aventi diritto al voto si recano alle urne nella misura della maggioranza (50%+1) e la maggioranza di chi ha votato ha detto SI all'abrogazione della Legge in questione, la Legge viene immediatamente abrogata senza il consenso di nessuno. Non si può negare che questo sia uno strumento di Democrazia Diretta con potere ancor più grande di quello esercitato dai rappresentanti eletti.

Il Referendum confermativo (art. 138 Cost.) è un'azione consentita ai cittadini elettori che nella misura di 10 membri costituitisi in un Comitato promotore possono chiedere la conferma o meno del popolo sull'integrazione o la modifica della Costituzione italiana se tale richiesta è sostenuta da 500.000 altri cittadini elettori. Anche questo è un innegabile strumento di Democrazia Diretta a prescindere da quanto previsto dalla Costituzione stessa che consente ai rappresentanti eletti di evitare il referendum confermativo se la Legge Costituzionale o di Revisione costituzionale fosse votata dai 2/3 dei rappresentanti di ciascuna delle due Camere.

In definitiva il buon senso degli elettori, per quanto chiedono o propongono, ed il buon senso degli eletti, nell'esaminare con onestà, umiltà e obiettività le richieste e le proposte sensate dei cittadini dovrebbe, per come previsto dalla nostra Costituzione, evitare di ricorrere al referendum popolare.
I Referendum: propositivo, deliberativo, consultivo, revocativo, abrogativo, confermativo si rendo necessari quando i rappresentanti eletti dimostrano di non sentirci e di dover essere necessariamente controllati e corretti con estremi rimedi dal popolo sovrano. Non è detto che se ne debba fare un frequente uso e sia necessario introdurli TUTTI.

DIPENDE SOLO DALL'ATTITUDINE DEI RAPPRESENTANTI ELETTI E DEI CITTADINI ELETTORI... i primi nel riconoscere che sono gestori ed esecutori di quanto chiesto dal popolo (se questo chiede e propone) e i secondi nel riconoscere che sono loro i controllori dei rappresentanti eletti ed i sovrani.

Siccome 63 anni di Costituzione italiana hanno ampiamente dimostrato l'attitudine tanto dei primi quanto dei secondi... SI RENDONO NECESSARI REFERENDUM DI OGNI TIPO, che a livello locale e che in ambito territoriale possono essere di QUALSIASI GENERE! A livello nazionale tali Referendum si possono introdurre soltanto con Legge Costituzionale ed è stato già presentato da 8 parlamentari un Disegno Di Legge molto valido ma... ATTENZIONE !!...

Chi garantirà che i nuovi principi introdotti da legge Costituzionale non saranno poi disattesi dal Parlamento con Leggi trappola (v. 352/70, 120/99, 270/05) o con il menefreghismo già dimostrato con la reintroduzione di Leggi abrogate dal popolo con Referendum ai sensi dell'art. 75 Cost. e della Legge 352/70?

Senza un attento controllo ed una palese e decisa richiesta dei CITTADINI SOVRANI continueranno a negare e ad ostacolare la Democrazia Diretta per il semplice fatto che la Democrazia compiuta disturba gli strani obiettivi (che personalmente non sono per nulla strani) di quei pochi cittadini che hanno scelto la politica come attività per contribuire al progresso della nazione.

La Democrazia Diretta è l'esercizio della sovranità popolare espressa al di fuori da ogni rappresentanza eletta e comprende TUTTO ciò che proviene dai cittadini NON eletti e i vincoli che gli attuali strumenti di Democrazia Diretta attribuiscono ai rappresentanti eletti non è dato dalla considerazione che questi ultimi dimostrano all'atto pratico... ma dalla LOGICA, dall' ONESTA' e dall' UMILTA' dei rappresentanti eletti.

Bruno Aprile - Locate Varesino (CO) - tel. 3472954867 - CCDD Comitato Cittadino Democrazia Diretta.

18 dic 2010

Associazioni e Comitati: Perché?


Il proliferare di Associazioni e Comitati di svariato genere dimostrano indubbiamente che qualcosa non funziona nel nostro Paese.
Perché mai dovrebbero nascere, esistere e moltiplicarsi gruppi di cittadini che si riuniscono in tutte le Associazioni e Comitati esistenti in Italia, sui più svariati temi?
La nostra Costituzione (Legge fondamentale della repubblica italiana - art. XVIII disp. trans. e finali) prevede tre fondamentali Organi di Stato che hanno il compito di FARE le Leggi, farle APPLICARE e PUNIRE chi le viola.
Ma se esistono Associazioni e Comitati che chiedono l' introduzione o la modifica di Leggi, chiedono l'applicazione ed il rispetto o la punizione di chi le viola è evidente che la macchina statale riguardante i principali Organi (Legislativo, Esecutivo e Giudiziario) NON FUNZIONA.
Le leggi se non sono applicabili ed applicate o non si fanno rispettare da TUTTI (art. 3 Cost.) non servono a NULLA se non ad arricchire avvocati e tutti coloro (categorie) che speculano su ingiustizie e malfunzionamenti.
Dall'evidente ed incontestabile situazione, che peggiora sempre più (non dimentichiamo che l'Italia ha, secondo alcune stime, un archivio legislativo incredibilmente spropositato rispetto a TUTTI gli altri Stati d'Europa poiché si stimano dalle 150.000 alle 200.000 leggi contro una media di 5.000/6.000 leggi degli altri Stati europei), l'apparente zelo che un così ricco archivio di leggi vorrebbe dimostrare non è invece altro che confusione e malcontento generalizzato.
Prendendo come riferimento l'attività del più importante dei tre Organi dello Stato, quello legislativo (Parlamento) poiché è l'Organo di Stato che ha il compito di fare le Leggi a cui TUTTI sono soggetti ed è l'unico Organo i cui membri sono eletti dai cittadini sovrani (da 5 anni non più a motivo della legge elettorale 270/05) occorre meditare su quanto segue:

  • Un buon legislatore dovrebbe essere costituito dai più sapienti cittadini, esperti su TUTTE le materie e le problematiche.
  • Un buon legislatore dovrebbe sapere stabilire delle priorità per non sovraccaricarsi di lavoro che non riuscirebbe a svolgere o che svolgerebbe male per la mole di lavoro che esso stesso si crea legiferando su tutto e con un metodo semplicemente assurdo.
In merito al primo punto è primariamente impensabile che solo 945 persone (scelte non certo per capacità o competenze) su 52.000.000 di aventi diritto al voto possano avere le conoscenze adeguate per legiferare al meglio sulle varie tematiche e secondariamente perché quando sono pochi a decidere e a detenere un potere assoluto su molti è molto facile che le leggi discusse ed introdotte riguardino interessi di chi può facilmente controllare e condizionare i pochi eletti o le ALTE cariche dello Stato con poteri influenti a livello legislativo, attuativo e giudiziario.

In sostanza senza il potere di controllo e di delibera distribuito a TUTTI i cittadini (Democrazia Diretta) oltre a non avere mai un popolo sovrano non si potranno mai avere leggi giuste e nell'interesse della popolazione.
Le Associazioni ed i Comitati farebbero bene, per prime/i, a considerare la Democrazia Diretta come indispensabile strumento per conseguire con maggiori probabilità i loro obiettivi coinvolgendo ad esempio per primi i loro stessi iscritti/associati.

Bruno Aprile - Locate Varesino (CO) - tel. 3472954867 - CCDD Comitato Cittadino Democrazia Diretta

15 dic 2010

Cosa vuole il CCDD

Cosa si prefigge il CCDD?
  • Nessun programma articolato in tematiche e proposte (ne esistono già a migliaia).
  • Un solo obiettivo (dare a TUTTI I CITTADINI potere di delibera).
Cosa significa?

In Italia dalla nascita della Costituzione italiana i cittadini più "furbi" (i furbi esistono fino a che esistono i fessi) hanno fatto uso di quanto stabilito all'art. 49 della Costituzione, ovvero del diritto di riunirsi in PARTITI politici per concorrere a determinare la politica del paese, per ottenere la preferenza dei cittadini elettori e vivere nel lusso soggiogando milioni di cittadini. Per ottenere tale preferenza hanno presentato vari programmi con vari punti di interesse collettivo (lavoro, sanità, giustizia, etc.).

In 63 anni pare evidente che tutti i punti dei vari programmi presentati da TUTTI siano stati disattesi.

E' demagogico e utopistico pensare, ORA, dopo 63 anni, che possano esistere persone più intelligenti dei politici al potere in grado di competere con loro all'interno del sistema politico/rappresentativo, come se i politici non fossero intelligenti o non fossero in grado di applicare i chiari principi esposti nella Costituzione, fra i quali il fondamentale è quello espresso all'art. 1 comma 2: "LA SOVRANITA' APPARTIENE AL POPOLO".
In secondo luogo è impensabile poter introdurre altre persone (anche le più intelligenti del mondo) creando nuovi partiti in grado di controllare i media o di avere accesso ai media come hanno sempre fatto i partiti esistenti perché oltre a ingenti capitali occorre scontrarsi con una Casta esistente e ben radicata che ignora e raggira regole, leggi e regolamenti anch'essi esistenti e chiari.
Tutti i condivisibili progetti presentati in tanti programmi da tanti movimenti e/o partiti comprendono punti essenziali ed importanti ma che non saranno mai applicabili e realizzabili per il semplice fatto che si scontrano con gli obiettivi di certe lobbies che hanno soltanto a cuore il loro esclusivo benessere prodotto dal sacrificio di milioni di persone (un padrone non sarebbe tale senza schiavi).

In sostanza non potrà mai esistere un partito che senza l'aiuto del popolo potrà cambiare l'attuale sistema basato solo ed esclusivamente sulla LEGGE DEL PROFITTO!!

Il sistema non permette, per come strutturato, ad alcuno di cambiare le regole! E questo per una semplice regola matematica: "Si approvano le leggi e i regolamenti a maggioranza dei voti".
Quale partito nascente potrebbe avere tanti voti da far passare leggi giuste, eque ed a favore della collettività?
Quindi tutte le problematiche essenziali e fondamentali racchiuse in tantissimi progetti o programmi già noti e presentati da partiti e politici esistenti non troveranno MAI alcuna soluzione se prima il POPOLO (nella totalità dei sui componenti) non potrà avere un reale potere deliberativo.

PRIMA OCCORRE CHE IL POPOLO DIVENTI REALMENTE SOVRANO e poi si potranno rivedere tutte le belle intenzioni, progetti, programmi esistenti o nascenti per essere, EVENTUALMENTE, sottoposti al giudizio del Popolo.
Fino a che il popolo non potrà contribuire ad una decisione finale... i pochi rappresentanti eletti potranno fare solo chiacchiere e saranno ben retribuiti per fare solo chiacchiere.

Quello che proponiamo noi del CCDD è chiaramente deducibile ed espresso in diverse note di questo Blog ed è il riconoscimento della Democrazia Diretta e l'utilizzo di questa per DELIBERARE al di fuori delle rappresentanze elette.

Non esistono soltanto in Svizzera strumenti referendari che consentono ai cittadini di DECIDERE ma anche in diversi paesi d'Europa e del mondo (anche in quei paesi da NOI ritenuti sottosviluppati o recentemente usciti da sistemi totalitari) e la nostra Costituzione e il Dlgs 267/00 (art. 8) permetterebbe ai cittadini di arrivare gradualmente a tutto ciò... ancor meglio se esistessero REALMENTE delle forze politiche all'interno del sistema rappresentativo disposte a sostenere e perseguire tale obiettivo.

Solo un partito o un movimento politico volto a tale obiettivo potrebbe essere ancora preso in considerazione.
Un esempio storico/biblico

Un personaggio di potere, Ponzio Pilato, fu chiamato in causa dai sacerdoti Giudei per condannare Gesù Cristo.


Pilato, lavandosene le mani, in realtà dimostrò la giusta umiltà nel non assumersi una responsabilità su ciò che non conosceva a fondo (non vedeva nessun motivo per cui Gesù dovesse essere condannato alla pena di morte) e lasciò al POPOLO la decisione finale.
Alla fine Gesù Cristo fu condannato non per volontà del Popolo che se ne infischiò (v. cittadini che non votano i referendum) ma per volontà della lobby sacerdotale che a quei tempi voleva mantenere, attraverso la religione giudaica (già distorta e manipolata), un controllo ed un potere sul popolo israelita.

La passività e disinteresse del popolo consentì ad una lobby di poche persone (seppur potenti) di condannare un uomo giusto!

15 dicembre 2010
Bruno Aprile – Locate Varesino (CO) – tel. 3472954867 – CCDD Comitato Cittadino Democrazia Diretta – http://comitatocittadinodemocraziadiretta.blogspot.com - http://brunoaprile.ucoz.com

09 dic 2010

La Democrazia Diretta e le Classi sociali deboli

La Democrazia Diretta è una delle forme mediante le quali il popolo può esercitare la sovranità che gli appartiene (art. 1 comma 2 Cost.).

La Democrazia Diretta è quella forma che permette ai cittadini elettori di ESERCITARE LA SOVRANITA' che gli appartiene al di fuori da ogni rappresentanza eletta e da ogni partito.

Coloro che si ritengono schierati dalla parte delle classi sociali più deboli o più sfortunate, e ancor più coloro che fanno parte di tali classi sociali, dovrebbero vedere nella Democrazia Diretta l'UNICA possibilità per vedere realmente applicati e considerati diritti come: uguaglianza, giustizia, meritocrazia, etc.

Coloro che in politica si ritengono in particolar modo sensibili alla condizione in cui versano gli appartenenti a tali classi sociali dovrebbero considerare che la stragrande maggioranza della popolazione è costituita da persone che detestano le lobbies e le minoranze che approfittano del loro potere economico per dettare legge, discriminare e colpire ancor più i meno abbienti o le classi sociali economicamente più deboli e, comunque, regnare su masse popolari o maggioranze.

Se è vero, o meglio, se siete d'accordo che la maggioranza della popolazione è soggetta ai voleri di potenti potentati (minoranze) ovvero è colpita dai poteri lobbistici e politici dovreste valutare attentamente se la Democrazia Diretta non possa essere l'unica soluzione in grado di contrastare in maniera pratica ed efficicace le suddette minoranze e lobbies (Casta compresa).

La Democrazia compiuta è " potere decisionale espresso da quante più persone si esprimono, propongono e vogliono esprimersi/decidere" e se è vero che la maggioranza degli italiani è colpita da minoranze che dettano legge sfruttando e discriminando il prossimo... sono convinto che se la maggioranza degli italiani facesse uso degli strumenti di Democrazia Diretta e gli fossero riconosciuti tali strumenti (anziché ostacolati o negati)... si potrebbe gradualmente risolvere veramente la crisi economica/politica/sociale di questo paese che, in mano ai partiti maggiori ed ai soli rappresentanti eletti, sta peggiorando sempre più (e molti se ne sono resi conto - indipendentemente dalle loro simpatie politiche/partitiche).

Partendo dai Comuni la Democrazia Diretta è perfettamente realizzabile, anche se ci vorrà del tempo per abituare una cittadinanza narcotizzata dalla disinformazione, dalla demagogia e dalla violenza dei politici e la nostra Costituzione e la Legge prevedono tutto questo.

Bisogna solo sforzarsi di LEGGERE ATTENTAMENTE tanto la Costituzione (art. IX disp. trans. e finali e gli artt. 5, 50, 71, 75, 138, 114, 117, 118 e 123 Cost.) e l'art. 8 del Dlgs 267/00, anziché pendere dalle labbra di chi ha tutto l'interesse a mantenere un potere assoluto su masse popolari attraverso la politica e la sola Democrazia rappresentativa.

Costoro hanno interesse a mantenere invariato il sistema... non certo chi rimane indifferente alla politica o a chi pende dalle labbra di chi ha soltanto la parlantina e un livello culturale usato per prendere in giro (quindi soggiogare) i cittadini sovrani.

Se invece volete continuare a sperare nelle sole rappresentanze elette, ovvero nei partiti e/o nei politici eletti e non eletti (specie in chi si DICE schierato dalla parte dei deboli)... o volete continuare a credere a ciò che diffondono per interesse a non cambiare l'attuale sistema fallimentare, basato sulla sola Democrazia Rappresentativa, fate conto di non avere letto questo appello.

Bruno Aprile - 21 maggio 2010 - Locate Varesino (CO) - CCDD - Comitato Cittadino Democrazia Diretta

07 dic 2010

Risposta a Giuseppina Cassini

Un botta e risposta alla referente CCDD Regione Sicilia, Giuseppina Cassini.
http://www.portadoccidente.it/MCMS/index.php/moduli/blogscontroller/viewarticle/690/9

Siamo alla frutta

Cari amici ed amiche
Desidero condividere con voi l'incertezza di questo periodo denso di problematiche che riguardano il nostro futuro di popolo italiano.
Siamo attanagliati dalla malapolitica che non ci permette di vivere sonni tranquilli nè per noi e tantomeno per i nostri figli e nipoti.
Siamo al decadimento più totale e se gli italiani non si svegliano dal loro torpore, sarà un bel problema.
Il malumore in giro è tanto e si avvicina sempre di più l'ombra nefasta di una rivoluzione civile che non porterà certo risultati positivi.
Destra, centro e sinistra ormai non ci rappresentano più nè tantomeno ci tutelano.
Votare il meno peggio? Seguire l'onda?
Non c'è nulla di più errato, vi assicuro.
E allora qual'è l'alternativa?
Io faccio parte di un Comitato, il CCDD che si ha assunto l'onere di informare più gente possibile sulla possibilità di portare un po' di ordine e di buona politica per gli italiani di buona volontà che sono arcistufi di questa malapolitica.
Non è questione di destra o di sinistra, ognuno può mantenere le simpatie per l'uno o per l'altro partito, ma noi sogniamo che chi ci governa siano persone oneste, serie e capaci che vogliano il bene del nostro popolo.
Il Comitato, che è a livello nazionale, non sarà mai un partito o lista civica e non concorrerà a nessuna consultazione elettorale infatti è un comitato apartitico che vuole operare al di là della partitocrazia in maniera semplice ma efficace.
Si propone di nominare tra gli iscritti, dei gruppi di cittadini di buona volontà che facciano azione di controllo sulle Amministrazioni Comunali, Provinciali e Regionali per evitare leggi anticostituzionali, ad personam e contro la volontà del popolo stesso.
Per avere una Democrazia vera dobbiamo arrivare alla soluzione dettata dalla Costituzione Italiana:
Democrazia Rappresentativa (eletti) implementata dalla Democrazia Diretta (Popolo sovrano)Questa sovranità non è mai stata tenuta in considerazione dalla partitocrazia che vuole il popolo ignorante, senza idee e senza strumenti.
Il popolo italiano non è ignorante, ha idee e soprattutto strumenti:Raccolta firme, petizioni e referendum.
Basta pretendere che i Comuni, Provincie e Regioni introducano negli Statuti e nei Regolamenti le forme di partecipazione popolare previste dall'art. 8 del Dlgs. 267/00 fra cui quelle referendarie.Alcuni Enti già hanno nei loro Statuti queste norme ma non le hanno mai applicate.
Vi chiedete il perchè?perchè la partitocrazia, la Casta vuole aricchirsi in privilegi, potere e soldi soggiogando il popolo anzicchè rappresentarlo.
E' mai venuto un politico a rendervi conto del suo mandato ottenuto con il Vostro voto?
Si fanno vedere solo in fase di propaganda elettorale e poi si dimenticano di voi e delle vostre problematiche.
Promettono, promettono e poi non solo non mantengono ma non si ricordano più di voi.
Ecco quale è il programma del CCDD :
Formare dei gruppi di cittadini in ogni Comune, iniziando quindi dalla base, per controllare l'operato dei nostri amministratori perchè sia privilegiato il bene del popolo tutto.
Naturalmente sarete sempre supportati dalla sede del Comitato stesso con suggerimenti atti a farvi operare efficacemente.
Noi facciamo informazione per il bene comune, quindi a voi la scelta:
rimanere popolo bue che si lamenta ma non fa niente di concreto rimanendo sudditi e servi dei partiti e dei politici o darsi da fare per il bene comune dedicando qualche ora alla settimana a questo progetto.

Giuseppina Cassini - Referente CCDD Regione Sicilia

13 nov 2010

Convegno del 12 novembre 2010 a Milano

Il 12 novembre 2010 a Milano al circolo della Stampa di C.so Venezia 16 dalle ore 20:30 fino alla mezzanotte si è tenuto un bel Convegno dal titolo "La Democrazia Perfetta: Democrazia Rappresentativa e Democrazia Diretta (v. programma).
Purtroppo non essendoci stato dibattito poiché ogni relatore ha soltanto esposto il proprio punto di vista, non è stato possibile approfondire e chiarire i vari punti di vista a secondo delle domande che dopo ogni intervento giungevano spontanee e non si è nemmeno potuto dare molto spazio all'uditorio.
Ci scusiamo per la diretta streaming che è fallita e ci auguriamo di poter recuperare la registrazione fatta da altri per renderla disponibile il prima possibile. Purtroppo è stato il primo esperimento di diretta streaming e nonostante avessimo registrato due video il sito che gestisce il nostro account (livestream) ne ha elaborato soltanto uno che non ha audio.
Dall'intento iniziale di collegare una videocamera al Computer si è dovuto rimediare all'ultimo momento utilizzando la webcam incorporata del Computer a discapito dell'audio ed anche della ripresa. Purtroppo il computer ha riconosciuto la videocamera inizialmente collegata ad esso ma non poteva utilizzarla per mancanza del driver e si è rimediato utilizzando quella interna del computer stesso che ha poi registrato e mandato in diretta streaming la serata.
Il risultato è stato quello che potete vedere dall'unico file (su due registrati) che livestream ci ha elaborato (il primo, e più lungo, con gli interventi dei relatori, non si sa che fine abbia fatto).
Ma temo che anch'esso sarebbe risultato senza audio.
Chiediamo ancora scusa e ci attrezzeremo per le future occasioni.

Siamo comunque soddisfatti per la presenza al Convegno che è stata di circa 60 persone... non capita spesso quando il tema include la Democrazia Diretta questa sconosciuta, osteggiata - da sempre tabù non solo dei rappresentanti eletti ma anche, purtroppo, dai cittadini stessi che dovrebbero esercitarla e rivendicarla per essere realmente sovrani.

L'importante è avere modo di parlarne e sicuramente organizzeremo anche dei dibattiti, che crediamo siano il miglior proseguo delle presentazioni descrittive.

Appuntamento quindi alla prossima occasione ricordando che stiamo organizzando assieme ad altri movimenti, gruppi e liste civiche "LA SETTIMANA DELLA DEMOCRAZIA DIRETTA" che si farà a giugno del 2011 e che comprenderà un tour di una settimana in alcune città da definirsi e che si articolerà in tre diversi momenti della giornata per sette giorni, mattina, pomeriggio e sera.

Per ora stiamo raccogliendo le adesioni di più gruppi sostenitori della Democrazia Diretta, per poi procedere con un programma di interventi.

A presto quindi!

27 ott 2010

Ma cos'è la Democrazia per molti?

Non si può continuare ad usare termini come "fascista" o "comunista", con il disprezzo che traspare nei modo di alcuni, dove si vorrebbe la Democrazia o si lamenta la mancanza di Democrazia... perché equivale a togliere il diritto deliberativo di ogni componente di una società democratica.

Ma la Democrazia cos'è in realtà? (per molti?).

Non esistono in un paese democratico (almeno non dovrebbero esistere) classificazioni degli individui con i termini "fascista" o "comunista" ma democratico o anti-democratico, suddito o sovrano.

Tutti i cittadini, in un paese davvero democratico, hanno diritto al voto decisionale e non solo elettivo.

Alle elezioni non votano tutti?

Quindi ognuno dovrebbe avere diritto o parte decisionale (esercitare quindi parte della sua sovranità) in ciò che riguarda il bene comune e la cosa pubblica.

Altrimenti che facciamo?

Chi si ritiene "comunista" non farebbe votare (nemmeno alle elezioni) chi ritiene "fascista" e viceversa?

Libero di crederlo e di farlo... ma che non vada poi a reclamare la mancanza di Democrazia perché lui negherebbe i diritti fondamentali che si dovrebbero avere in uno Stato REALMENTE democratico o tendente a diventarlo.

Bruno Aprile - Locate Varesino (CO) - tel. 3472954867 - CCDD Comitato Cittadino Democrazia Diretta - http://comitatocittadinodemocraziadiretta.blogspot.com/

23 ott 2010

Da un'amica pubblichiamo: IL SISTEMA CULTURALE DELLA CORRUZIONE

La corruzione non è un destino ineluttabile ma un sistema culturale: accettare il sistema corruzione significa barattare la cultura del giusto, del rispetto, della solidarietà partecipe, dei diritti e dei doveri con la cultura del privilegio e dell’arbitrio.

Il cerchio che inizia dalla corruzione porta ineluttabilmente alla violazione dei Diritti Umani. Laddove vengono elargiti e tollerati privilegi di qualsiasi genere, là è gettato il seme della corruzione che germoglia nell’animo dei violenti e degli intriganti e assoggetta gli animi pavidi.

Non deve mai essere dimenticato che le ingenti somme di denaro ottenute dalla corruzione sono spesso usate contro i cittadini leali e laboriosi per pagare il dispotismo e l’avidità di individui senza scrupoli che ipotecano la democrazia quando non la distruggono o la impediscono.

Le libertà poggiano sullo sviluppo del carattere morale, sul coraggio individuale e collettivo, sulle virtù e sui talenti. Dice de Sismondi scrivendo dell’Età dei Comuni:

“Non appena si entrava in uno Stato libero si poteva contare di trovarvi la lealtà nei negoziati e nei trattati, lo zelo per il bene di tutti nelle alleanze, il coraggio e la costanza nelle avversità, la liberalità dei più ricchi verso i più poveri nella calamità, l’energia del popolo per reprimere le ingiustizie e le violenze. Al contrario entrando negli Stati dei tiranni, vi si trovava un governo che si sosteneva mediante il crimine, la perfidia e la corruzione; delle spie sorvegliavano e denunciavano i sentimenti generosi, abusavano dei legami familiari e di vicinato per trasformarli in trappole, insegnavano che la prudenza del suddito consiste nel diffidare di tutti e nel non immischiarsi negli affari altrui. L’assassinio, l’avvelenamento e la corruzione lì erano mezzi comuni di governo”.

Cinquecento anni dopo abbiamo eliminato- non dovunque- l’assassinio e l’avvelenamento ma non la corruzione. Ricordo sempre con raccapriccio un grande commis dello stato, tuttora in sella e delle cui opinioni viene tenuto gran conto, che consigliò di “comprare” un movimento nascente per eliminarlo dal “libero mercato politico”. Quel “comprateli!” è stata una dichiarazione palese quanto vergognosa che la cultura della corruzione veniva accettata dalle istituzioni. E’ stata invece una sferzata dolorosa per i cittadini retti che avevano creduto nello Stato di diritto.

Con il Nobel Oscar Arias Sanchez proviamo ad elencare alcune tra le molteplici forme di corruzione, oltre a quella venale e grezza per ciò stesso più facilmente identificabile e perseguibile. Queste, spesso tollerate o non rilevate in quanto tali, sono più subdole e aprono la strada alla corruzione sistemica o ambientale:

· Corruzione è distribuire privilegi e sinecure per far dimenticare i principi morali o “comprare” l’avversario.

· Corruzione è premiare i vizi anziché incentivare le virtù.

· Corruzione è non fare giustizia in tempi brevi.

· Corruzione è tollerare le illegalità senza tollerare i cittadini inermi.

· Corruzione è partecipare alla vita politica senza averne i talenti e le virtù necessarie, né la volontà di mettersi a servizio dei cittadini.

· Corruzione è votare un politico corrotto per ottenere privilegi.

· Corruzione è votare irresponsabilmente senza accertarsi dell’onestà morale e intellettuale del candidato.

· Corruzione è fornire informazioni falsate o partigiane.

· Corruzione è non chiamare le cose col proprio nome per confondere gli animi.

· Corruzione è usare i servizi pubblici mediatici facendo apparire trasmissioni per i cittadini e con i cittadini, programmi costruiti per precisi fini che non rappresentino l’interesse comune.

Esistono situazioni politico-ambientali che favoriscono la diffusione della corruzione sistemica:

· Alta concentrazione di potere senza adeguata responsabilizzazione.

· Basso coinvolgimento della gente e delle loro associazioni nelle decisioni pubbliche.

· Burocrazia potente e non responsabilizzata.

· Pesante influenza dei governi nei processi economici.


Situazioni di monopolio/oligopolio o comunque situazioni di privilegio all’interno del sistema economico.

· Sistemi governativi accentrati.

· Limitata indipendenza della Magistratura o di altre Istituzioni super partes.

· Conformismo culturale epidemico.

· Conformismo nell’informazione.

Regolamenti oscuri e complicati.

Imposizioni ingiustificate o non pertinenti all’interesse primario dei cittadini.


L’esperienza insegna che ci sono comunque delle regole base a smantellare la corruzione impedendo la contaminazione della Società.

· Insegnare i vantaggi sociali di comportamenti onesti e gli svantaggi dei comportamenti corrotti sin dall’inizio della scolarizzazione.

· Evidenziare il minor costo per la società intiera quando il comportamento onesto è l’atteggiamento abituale.

· Evidenziare il costo dei privilegi e il peso delle ingiustizie sui cittadini.

· Condannare pubblicamente e vigorosamente la corruzione e il privilegio a tutti i livelli, rendendone evidenti i costi materiali e morali.

· Ridurre l’apparato pubblico e lo Stato quanto più snello possibile e quanto più vicino ai cittadini.

· Evitando sempre e comunque che lo Stato sia contemporaneamente controllore e controllato.

E’ stato provato scientificamente che dovunque vi è un’estensione della sfera pubblica si creano nuove opportunità e incentivi alla corruzione.* Se la corruzione non viene aspramente combattuta e condannata essa tende a contaminare la società: gli onesti si sentiranno abbandonati e frustrati dallo Stato a cui avevano affidato la loro tutela e i loro diritti e la piovra della corruzione diventerà pervasiva. A questo punto le porte sono aperte alle forze peggiori della società. I migliori cittadini: i coraggiosi, i competenti, i colti, i generosi non potranno che abbandonare il Paese (territorio) impoverendo del loro talento tutta la collettività.

La migliore assicurazione contro la corruzione è rendere la collettività cosciente degli svantaggi e dei costi enormi della corruzione. Occorre quindi diffondere l’idea che l’illegalità ed i comportamenti illeciti comportano costi incalcolabili alla società civile e debbono essere sanzionati nell’interesse di tutti.

Vivere in una società onesta è più bello e costa molto, molto meno: tra il vivere in una società trasparente e il vivere in una società corrotta c’è la stessa differenza che fare una scampagnata con gli amici cari in una giornata di sole ed essere prigioniero di banditi in una grotta buia.

Non dobbiamo disperare di arrestare il cancro della corruzione perché si sta sviluppando tra i cittadini e in modo particolarmente acuto tra gli intelletti impegnati e sensibili, una richiesta globale di buongoverno che dobbiamo tenere viva e proteggere con l’aiuto dei “vigili eterni”, come chiamava Jefferson: la libertà di stampa e la libertà della magistratura e la libertà (non l’arbitrio) dei cittadini.

Noi non disperiamo! Per questo abbiamo acceso una fiammella e ci auguriamo che molti si uniranno a noi per formare quelle isole di integrità che sapranno attrarre e formare la cultura delle pari opportunità, dei pari diritti e doveri e del vivere insieme in una società giusta, come cittadini consapevoli e non come sudditi.

(appello 2008 contro la corruzionedda me inviato alle PA locali con allegate indagini IT)
di Mary Mancinelli
____

Ecco perché le Democrazie sono le migliori forme di governo... perché dove non esistono capi assoluti e dove tutti hanno un voto decisionale la corruzione si può limitare (impossibile corrompere milioni di persone)... a condizione che siano Democrazie vere però.

23 ottobre 2010
CCDD - Comiatto Cittadino Democrazia Diretta

Democrazia e Libertà di espressione

Democrazia = libertà di espressione?...
Sbagliato!
Democrazia = Potere del popolo. Sovranità del Popolo.

La libertà di espressione è una componente di un sistema democratico ma non include la libertà di prendere in giro la gente, specie attraverso la politica, perché la menzogna e la truffa sono reati perseguibili anche penalmente!

la Democrazia Rappresentativa italiana - un'autentica TRUFFA

In un sistema unicamente rappresentativo come è stato strutturato quello italiano dai nostri politici, dove si va avanti a colpi di maggioranza parlamentare è sufficiente che:

i pochi eletti si mettano d'accordo su chi deve fare la parte del cattivo e chi la parte del buono e quando alternarsi a governare ed il gioco è fatto.

Il cattivo farà le leggi peggiori ed il buono sarà in minoranza per non poterle contrastare.
Quando governerà il buono le leggi fatte dal cattivo restano comunque.
Non è ora di svegliarsi?

23 ottobre 2010

Bruno Aprile - Locate varesino (CO) - tel. 3472954867 - CCDD Comitato Cittadino Democrazia Diretta - http://comitatocittadinodemocraziadiretta.blogspot.com/

17 ott 2010

Noi non facciamo concorrenza a nessuno

A buon intenditor poche parole...

Noi del CCDD non facciamo concorrenza a nessuno.

Siamo dell'idea che:

1) Per combattere un sistema che si è creato all'interno occorra farlo dall'esterno.

2) Per realizzare un progetto occorrano progettisti e manodopera... di progettisti ce ne sono fin troppi, di manodopera ZERO.

3) La Democrazia Diretta, in effetti, si esercita stando fuori dal sistema rappresentativo e la esercitano i cittadini elettori.

In sostanza siamo ben disposti a collaborare con chi è dentro il sistema ma con molta cautela perché la poltrona fa gola a tutti... in Italia.

15 ott 2010

LETTERA APERTA AL PARLAMENTO ITALIANO

Egregi Onorevoli tutti,

dopo ormai 63 anni di Costituzione italiana non potete negare che la sola Democrazia Rappresentativa, che non potrà mai essere una Democrazia compiuta, non ha portato i frutti sperati.

Crediamo che con un poco di umiltà, da parte di tutto il Parlamento, potreste riconoscere che non è possibile risanare questo paese e che non è possibile governare una popolazione di 60.000.000 di anime attraverso le decisioni prese e/o le soluzioni proposte da pochi.

E' un dato di fatto che non si può nascondere o continuare a negare.

Un popolo dotato di una Costituzione che recita:

Art. 3.
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

- Non può vedere ricchi diventare sempre più ricchi e poveri diventare sempre più poveri
- Non può vedere più avvantaggiato, davanti alla legge, chi può permettersi di sostenere le spese legali e processuali previste.
- Non può vedersi sempre più discriminato per idee religiose e politiche, gusti sessuali, e condizioni fisiche e sociali.

Sarebbe il caso, quindi, di favorire la Democrazia Diretta anziché ostacolarla e cercare, assieme ai cittadini responsabili, consapevoli ed attivi di trovare più soluzioni e confrontare più proposte possibili provenienti da tutti, rendendo partecipi, propositivi e deliberativi tutti coloro che vogliono partecipare, proporre e deliberare.

A livello locale, senza nulla togliere all'unità d'Italia, tutto ciò si può fare, come si fa in varie parti del mondo.

Speranzosi della Vostra comprensione attendiamo fiduciosi che si esamini il Disegno Di Legge Costituzionale presentato dal Sen. Oskar Peterlini e firmato da altri 7 parlamentari, giacente in Commissione Affari Costituzionali da ormai un anno:
http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00410179.pdf

Con osservanza

15 ottobre 2010

CCDD Comitato Cittadino Democrazia Diretta - http://comitatocittadinodemocraziadiretta.blogspot.com/

10 ott 2010

Similitudini

L'ingegnere dice al muratore: "Guarda che io... ho studiato per fare il progetto di una casa!!"

Il muratore dice all'ingegnere: "Si ma io so leggere il tuo progetto e costruirla... la casa".

Similmente, il rappresentante eletto potrebbe dire: "Guarda che io ho studiato la Costituzione per governare" e il cittadino potrebbe rispondere: " Anch'io l'ho studiata ed ho capito che tu non l'hai saputa/voluta applicare... forse potremmo farlo insieme :-)

06 ott 2010

Pillole di Democrazia Diretta - Avete mai pensato perché?

Art. 50 Costituzione:
"Tutti i cittadini possono rivolgere petizioni alle Camere per chiedere provvedimenti legislativi o esporre comuni necessità."
N.B.
Dopo 63 anni questo principio non è ancora stato applicato con Legge.
Perché? Se è il popolo ad essere Sovrano?

Art. 71 Costituzione - comma 2:
"Il popolo esercita l'iniziativa delle leggi, mediante la proposta, da parte di almeno cinquantamila elettori, di un progetto redatto in articoli".
N.B.
Il Parlamento ha ritenuto dare la precedenza alle proposte dei parlamentari, attraverso i Regolamenti interni di camera e Senato.
Perché? Se è il popolo ad essere Sovrano?

Art. 75 Costituzione:
"È indetto referendum popolare per deliberare l'abrogazione, totale o parziale, di una legge o di un atto avente valore di legge, quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali".
N.B.
Bastano solo 10 cittadini per proporre un quesito referendario abrogativo di legge per poter raccogliere le 500.000 firme per andare alle urne e votare il Referendum. Il Parlamento, con la Legge 352/70, ha ostacolato tale potere ai 10 cittadini proponenti il quesito imponendo l'autenticazione delle 500.000 firma da consegnarsi in soli 3 mesi di tempo... pena la nullità di tutto il lavoro/raccolta firme svolto.
Perché? Se è il popolo ad essere Sovrano?
E perché non viene mai indetto dai 5 consigli regionali, ma quasi sempre dai parlamentari? Se è il popolo ad essere Sovrano?

Decreto legislativo n. 267 del 18 agosto 2000 - "Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali"
Articolo 8 - Partecipazione popolare:

"1. I comuni, anche su base di quartiere o di frazione, valorizzano le libere forme associative e promuovono organismi di partecipazione popolare all'amministrazione locale. I rapporti di tali forme associative sono disciplinati dallo statuto.

2. Nel procedimento relativo, all'adozione di atti che incidono su situazioni giuridiche soggettive devono essere previste forme di partecipazione degli interessati secondo le modalita' stabilite dallo statuto, nell'osservanza dei principi stabiliti dalla legge 7 agosto 1990, n. 241.

3. Nello statuto devono essere previste forme di consultazione della popolazione nonche' procedure per l'ammissione di istanze, petizioni e proposte di cittadini singoli o associati dirette a promuovere interventi per la migliore tutela di interessi collettivi e devono essere, altresi', determinate le garanzie per il loro tempestivo esame. Possono essere, altresi', previsti referendum anche su richiesta di un adeguato numero di cittadini.

4. Le consultazioni e i referendum di cui al presente articolo devono riguardare materie di esclusiva competenza locale e non possono avere luogo in coincidenza con operazioni elettorali provinciali, comunali e circoscrizionali.

5. Lo statuto, ispirandosi ai principi di cui alla legge 8 marzo 1994, n. 203, e al decreto legislativo 25 luglio 1999, n. 286, promuove forme di partecipazione alla vita pubblica locale dei cittadini dell'Unione europea e degli stranieri regolarmente soggiornanti."

N.B.
E' una Legge esistente da 10 anni ancora inapplicata dalle amministrazioni locali. Chi l'ha vagamente applicata, solo negli Statuti ma non nei Regolamenti, l'ha fatto parzialmente e con molti ostacoli:
Perché? Se è il popolo ad essere Sovrano?

Concludendo:
Qualcuno sa' se qualche parlamentare, rispettoso della Costituzione e della Sovranità popolare (se ne parla spesso ultimamente) abbia presentato un Disegno Di Legge volto ad applicare, con Legge, il principio costituzionale della Petizione?


CCDD Comitato Cittadino Democrazia Diretta - http://comitatocittadinodemocraziadiretta.blogspot.com/
http://www.facebook.com/pages/Comitato-Cittadino-Democrazia-Diretta-CCDD/279152377228

03 ott 2010

Sondaggio - Referendum popolare ai sensi dell'art. 75 della Costituzione italiana

Lo scopo del sondaggio consiste nel capire e nel far capire come è stato applicato, con legge (L.352/70), il principio costituzionale di cui all'art. 75 della Costituzione italiana che prevede lo strumento di Democrazia Diretta che è il Referendum popolare abrogativo di legge ordinaria, attraverso il quale il popolo, secondo la procedura indicata dalla citata legge, può abrogare le leggi ordinarie fatte dal Parlamento, ovvero dai rappresentanti eletti dal popolo, a livello nazionale.

Il Sondaggio servirà anche al CCDD per portare avanti una campagna informativa, coinvolgendo anche i media, riguardo ad uno dei punti del nostro Programma:

https://docs.google.com/fileview?id=0B4Rq-OLHcxbRNzY4NTBmYWQtMWFiYi00YWVjLWI0MDEtNzBkYjZiZWQ0NTAz&hl=it
per l'esattezza il punto 3.
_______


Per meglio comprendere la procedura referendaria, affinché si comprenda anche come votare il Sondaggio, ecco di seguito le informazioni:
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Per indire Referendum popolare abrogativo di legge ordinaria fatta dal Parlamento:

1) 10 cittadini muniti di certificato elettorale (aventi quindi diritto al voto elettivo), costituitisi in Comitato promotore del referendum, possono redigere un "quesito referendario" da presentare alla "suprema Corte di Cassazione" attraverso il quale si richiede di abrogare totalmente o parzialmente una legge ordinaria dello Stato, indicandone le motivazioni e gli articoli di legge da abrogare, nel caso si richieda l'abrogazione parziale della legge.

2) la Suprema Corte di Cassazione valuta (attraverso la Corte Costituzionale) la legittimità del quesito (se anti-costituzionale viene dichiarato inammissibile e respinto) dopodiché, se il quesito è ritenuto ammissibile, comunica al Comitato promotore l'ammissibilità del quesito ed ordina la pubblicazione del quesito referendario sulla Gazzetta Ufficiale.

3) Dalla pubblicazione del quesito referendario sulla Gazzetta Ufficiale, il Comitato promotore (i 10 cittadini) deve fare stampare, a sue spese, i moduli di raccolta delle 500.000 firme occorrenti per fissare, in caso di validazione delle firme necessarie (500.000 almeno), la data in cui il popolo voterà il referendum, ovvero per andare tutti alle urne.

4) Il Comitato promotore (10 cittadini) potrà consegnare i moduli nei vari Comuni d'Italia affinché i cittadini residenti in quel Comune possano firmare e/o tenerli con se per farli firmare ai cittadini come meglio crede.

5) Il Comitato promotore (1o cittadini) deve provvedere, a sue spese, all'autenticazione delle firme che in linea di massima si possono fare autenticare dai cancellieri dei Tribunali o dai Notai, al costo medio di 75 euro all'ora. Sono anche abilitati i consiglieri e gli assessori comunali e provinciali ma è meglio ricorrere ai cancellieri dei Tribunali per ridurre i rischi di opposizioni legati a conflitto di interessi - se si chiede referendum per ridurre i privilegi dei politici - ad esempio - difficilmente i consiglieri si renderanno disponibili, essendo esponenti di partiti all'interno della Casta).

6) I moduli con le firme raccolte devono essere vidimati dal Segretario comunale al costo medio di 2,58 euro cadauno e dalla data del timbro apposto sul primo modulo di raccolta firme autenticate parte il termine di consegna delle 500.000 firme che, come stabilito dalla legge 352/70, è di tre mesi.

Tralasciando le procedure successive, che non chiamano più in causa il Comitato promotore del referendum, che ha già consegnato le firme,

riassumendo:

- 10 cittadini propongono quesito referendario;

- provvedono alla stampa di tanti moduli per raccogliere almeno 500.000 firme, a loro spese;

- provvedono a raccogliere le firme ed a farle autenticare, a loro spese;

- provvedono al pagamento dei diritti di segreteria dei comuni per la vidimazione dei moduli con le firme raccolte;

- provvedono al pagamento dei compensi previsti per gli autenticatori (cancellieri dei Tribunali e/o Notai);

- consegnano i moduli con le firme raccolte alla Suprema Corte di Cassazione entro tre mesi dalla data del timbro del Segretario comunale apposto sul primo modulo con le firme raccolte.

Siete invitati, ora, a votare il sondaggio:

RingraziandoVi della collaborazione un cordiale saluto a tutti.

N.B. Il Sondaggio si trova in un riquadro a destra della pagina verso la parte bassa

28 set 2010

Una affettuosa lettrice scrive nella nostra pagina Facebook

Riportiamo una osservazione di una lettrice della nostra pagina Facebook: http://www.facebook.com/pages/Comitato-Cittadino-Democrazia-Diretta-CCDD/279152377228

Sono sicura che quello che fate è giusto,
sono sicura che ci si debba muovere,
sono sicura che siamo talmente "ignorantizzati"
che non abbiamo neanche la certezza che quello che leggiamo è giusto,

sono altresì convinta che nonostante quello che subiamo, le apparenze ci piacciono di più,
sono avvilentemente convinta che la sicurezza di fare la cosa giusta manca a molti e manca il coraggio di esporsi.

Si è perso il gusto di capire, di farsi rispettare, di proteggere ciò che è giusto, di sapere, di non farsi prendere in giro, di mettersi contro le persone sbagliate.
La gente non ha voglia di applicarsi, e non si discute neanche più... tanto non serve.
Ci hanno proprio soggiogato.
La mia generazione è andata a scuola con la convinzione che si diventava tutti manager, gente che contava e comandava... e invece la maggior parte pascola. Ci hanno disabituato ad usare il cervello. E continuano a farlo sempre più creando un futuro di ignoranti con una scuola sempre più carente... fatta da ignoranti per ignoranti.

Dovremmo tutti studiare ed essere in grado di sapere ciò che è giusto e cosa no, ribattere ogni sopruso e mettere la parola fine a tutto questo schifo.

Mi piacerebbe tanto regalare un futuro PULITO ai miei figli!

27 settembre 2010

25 set 2010

Questa! Secondo un'amministrazione comunale sarebbe l'applicazione dell'art. 8 Dlgs 267/00

Di seguito riporto una parte di Statuto comunale di un Comune d'Italia con il quale l'Amministrazione comunale pensa, forse, di avere adempiuto al Dlgs 267/00 riguardante la PARTECIPAZIONE POPOLARE (Democrazia Diretta?) dimostrando, forse, di riconoscere la sovranità dei cittadini (art. 1 Cost.)

N.B.
Tutti gli Statuti dei Comuni che ho finora avuto modo di esaminare, che hanno debolmente applicato tale legge (esistente da ben 10 anni), si sono comportati allo stesso modo.
_____

ARTICOLO 6
INIZIATIVA POPOLARE

1. I soggetti di cui al precedente articolo 3 esercitano l’iniziativa degli atti di
competenza del Consiglio comunale presentando una proposta di
deliberazione accompagnata da una relazione illustrativa sottoscritta con
le firme di trecento elettori raccolte nei tre mesi precedenti il deposito.

2. Il Consiglio comunale delibera nel merito della proposta di iniziativa
popolare nei tempi stabiliti dalla Conferenza dei capigruppo e comunque
non oltre tre mesi dal deposito del testo, sottoscritto presso la Segreteria
generale.

3. Un rappresentante dei sottoscrittori ha facoltà di illustrare la proposta alla
Commissione consiliare competente.

4. Le proposte di cui al precedente comma 1 sono equiparate alle proposte di
deliberazione ai fini dei pareri previsti dalle normative vigenti.

ARTICOLO 7
CONSULTAZIONE DELLA POPOLAZIONE

1. Il Comune può consultare la popolazione, o parti di questa, e comunque
limitatamente su materia di esclusiva competenza locale in ragione
dell’oggetto della consultazione medesima, secondo modalità idonee allo
scopo, che vengono disciplinate dal regolamento. Lo stesso può prevedere
l’utilizzo dei mezzi informatici e telematici e deve, comunque, prevedere
adeguate forme di pubblicità.

2. La consultazione è indetta dal Consiglio Comunale su proposta di un
quarto dei suoi componenti o della Giunta Comunale e non può avere
luogo in coincidenza con scadenze elettorali politiche, comunali e
circoscrizionali.

3. Il Sindaco provvede a che le risultanze della consultazione siano
tempestivamente trasmesse al Presidente del Consiglio Comunale
affinché vengano prontamente esaminate dal Consiglio stesso secondo le
modalità individuate dal regolamento. Alle valutazioni consiliari delle
risultanze ed agli eventuali atti consequenziali viene data adeguata
pubblicità.

ARTICOLO 8
REFERENDUM CONSULTIVO

1. Il Sindaco indice il referendum consultivo su richiesta dei due terzi del
Consiglio Comunale o su richiesta di 500 cittadini iscritti nelle liste
elettorali del Comune su questioni di rilevanza generale attinente alla
competenza comunale.
Il Sindaco indice, altresì, il referendum propositivo quando lo richiedano
500 cittadini iscritti nelle liste elettorali del Comune. La richiesta deve
essere proposta da un comitato promotore composto da almeno 20
cittadini iscritti nelle liste elettorali del Comune.

2. Il quesito, illustrato nella proposta, con riferimento al quale deve avvenire
la raccolta delle firme in un arco di tempo non superiore a tre mesi deve
essere formulato in modo chiaro ed univoco.

3. I Referendum devono riguardare materie di esclusiva competenza locale,
non possono essere sottoposti a referendum:
a) lo statuto, i regolamenti del Consiglio comunale;
b) il bilancio preventivo e il conto consuntivo;
c) i provvedimenti concernenti tributi e tariffe (rette, contributi ed altri
prelievi);
d) i provvedimenti inerenti l’assunzione di mutui o l’emissione di
prestiti;
e) i provvedimenti di nomina, designazione o revoca dei
rappresentanti del Comune presso Enti, aziende o istituzioni
(provvedimenti inerenti elezioni, nomine, designazioni, revoche o
decadenze o, comunque, persone);
f) gli atti relativi al personale del Comune;
g) gli oggetti sui quali il consiglio deve esprimersi entro termini
stabiliti dalla legge;
h) i provvedimenti relativi ad acquisti ed alienazioni di immobili,
permute, appalti o concessioni;
i) gli atti inerenti la tutela di minoranze etniche o religiose.

4. Quando il referendum sia stato indetto, il Consiglio comunale sospende
l’attività deliberativa sul medesimo oggetto salvo che, con delibera
adottata a maggioranza dei due terzi dei consiglieri assegnati, non decida
altrimenti per ragioni di particolare necessità ed urgenza.

5. La proposta, prima della raccolta delle firme, è sottoposta al giudizio di
ammissibilità di un comitato di garanti. Se la proposta viene giudicata
ammissibile, il Comitato giudicherà, dopo la raccolta delle firme, sulla
regolarità delle sottoscrizioni. Il Comitato è presieduto dal Segretario
Generale, ed è composto da due membri in possesso di Laurea in
Giurisprudenza con esperienza nell’esercizio della professione di
Avvocato designati a votazione palese dal Consiglio Comunale di cui
uno espressione della minoranza.

6. Il Consiglio comunale deve pronunciarsi sull’oggetto del referendum
entro 30 giorni dalla data di proclamazione dei risultati se ha partecipato
al voto almeno il cinquanta per cento dei cittadini iscritti nelle liste
elettorali del Comune.

7. Non è consentito lo svolgimento di più di una tornata referendaria in un
anno e su non più di sei quesiti. I referendum non possono essere indetti
nei dodici mesi precedenti la scadenza del mandato amministrativo né
possono svolgersi in concomitanza con altre operazioni di voto.

8. La consultazione relativa a tutte le richieste di referendum presentate nel
corso dell’anno solare sono effettuate in un unico turno e nella stessa
giornata, nei primi tre mesi dell’anno successivo.

9. Non possono essere presentati quesiti referendari su materie che abbiano
già formato oggetto di referendum negli ultimi tre anni.

10. Se, prima dello svolgimento del referendum di iniziativa popolare, il
Consiglio comunale abbia deliberato sul medesimo oggetto e nel senso
richiesto dal comitato promotore, il referendum non ha più corso.

11. Il regolamento determina i criteri di formulazione del quesito, le modalità
per la raccolta e l’autenticazione delle firme e per lo svolgimento delle
operazioni di voto. Il regolamento determina, altresì, le modalità per
l’informazione dei cittadini sul referendum e per lo svolgimento della
campagna referendaria.
____

Commento all'art. 8 (Referendum consultivo):

comma 3, estrapolo:

I Referendum devono riguardare materie di esclusiva competenza locale,
non possono essere sottoposti a referendum:
a) lo statuto, i regolamenti del Consiglio comunale;
b) il bilancio preventivo e il conto consuntivo;
c) i provvedimenti concernenti tributi e tariffe (rette, contributi ed altri
prelievi);
d) i provvedimenti inerenti l’assunzione di mutui o l’emissione di
prestiti;
e) i provvedimenti di nomina, designazione o revoca dei
rappresentanti del Comune presso Enti, aziende o istituzioni
(provvedimenti inerenti elezioni, nomine, designazioni, revoche o
decadenze o, comunque, persone);
f) gli atti relativi al personale del Comune;
g) gli oggetti sui quali il consiglio deve esprimersi entro termini
stabiliti dalla legge;
h) i provvedimenti relativi ad acquisti ed alienazioni di immobili,
permute, appalti o concessioni;
i) gli atti inerenti la tutela di minoranze etniche o religiose.

Commento:

Praticamente i 20 cittadini del Comune di Noto, proponenti all'amministrazione un Referendum consultivo, che avranno raccolto le 500 firme previste degli altri cittadini di Noto, su cosa potranno chiedere di essere consultati?... sull'aria fritta?
____

comma 4, estrapolo:

"Quando il referendum sia stato indetto, il Consiglio comunale sospende
l’attività deliberativa sul medesimo oggetto salvo che, con delibera
adottata a maggioranza dei due terzi dei consiglieri assegnati, non decida
altrimenti per ragioni di particolare necessità ed urgenza."

Commento:

Che significa?
Se i 20 proponenti il referendum hanno raccolto le 500 firme necessarie, ritenute valide, ed è stato indetto quindi Referendum, questo può essere poi sospeso se i 2/3 dei consiglieri comunali o della Giunta comunale delibera in via provvisoria ed urgente quello che vuole?
_______

comma 6, estrapolo:

"Il Consiglio comunale deve pronunciarsi sull’oggetto del referendum
entro 30 giorni dalla data di proclamazione dei risultati se ha partecipato
al voto almeno il cinquanta per cento dei cittadini iscritti nelle liste
elettorali del Comune."

Commento:

Il Consiglio deve pronunciarsi... ma... in maniera vincolante al risultato del referendum? Non è specificato. Il referendum consultivo è una consultazione e basta... se i cittadini non hanno modo di chiedere una nuova azione deliberativa da solo non serve a un cazzo... può trasformarsi in una semplice presa in giro che da appunto la parvenza ai cittadini di poter contare qualcosa... nulla più.
______

comma 10, estrapolo:

"Se, prima dello svolgimento del referendum di iniziativa popolare, il
Consiglio comunale abbia deliberato sul medesimo oggetto e nel senso
richiesto dal comitato promotore, il referendum non ha più corso."

Commento:
Che potere hanno i cittadini rispetto a quello degli amministratori se questi ultimi deliberano diversamente PRIMA di dar luogo al Referendum?
_____

comma 11, estrapolo:

"Il regolamento determina i criteri di formulazione del quesito, le modalità
per la raccolta e l’autenticazione delle firme e per lo svolgimento delle
operazioni di voto. Il regolamento determina, altresì, le modalità per
l’informazione dei cittadini sul referendum e per lo svolgimento della
campagna referendaria."

Commento:

Il Regolamento cosa dice in merito? E' ancora da modificare :-)

CONCLUSIONI:

Ma stiamo scherzando? La partecipazione dei cittadini è una cosa... la sovranità dei cittadini è un'altra cosa.

Bruno Aprile - Locate Varesino (CO) - tel. 3472954867 - CCDD Comitato Cittadino Democrazia Diretta - http://comitatocittadinodemocraziadiretta.blogspot.com/

16 set 2010

Plebiscito - Populismo - Democrazia Diretta

Chi è contrario alla Democrazia Diretta la associa spesso ai termini Plebiscito e Populismo. Cosa significano e in cosa si differenziano in realtà?

Ora siccome io sono abituato ad attingere informazioni ed elaborarle poi con la mia testa... spesso e volentieri quanto assimilato lo traduco con la mia personale opinione ed interpretazione... deciderà poi chi legge:

Plebiscito: E' l'espressione del popolo pilotata da chi è al potere... in questo caso è il personaggio di potere che spinge il popolo ad esprimersi... gli da il permesso di esprimersi dopo avere cercato di convincerlo e di averlo condotto dalla propria parte.

Populismo: E' l'espressione spontanea del popolo ma dettata da disinformazione ed ignoranza, spesso istintiva ed impulsiva, quindi sconsiderata e quindi senza cognizione di causa.

Democrazia Diretta: E' l'espressione consapevole e spontanea del popolo... non concessa quindi da uomini di potere ma intrinseca alla Democrazia compiuta. E' l'espressione del popolo di diritto e non per concessione di chi è al potere... dove non tutti sono obbligati ad esprimersi ma solo chi è consapevole di ciò che sente di dover proporre o decidere (chi è ignorante o non si documenta o non è consapevole su ciò in cui deve esprimersi difficilmente si esprime).

Il Populismo ed il Plebiscito sono sicuramente pericolosi ma.
NON HANNO NULLA A CHE FARE con la Democrazia Diretta.


Chi li associa alla DD lo fa solo ed esclusivamente per ostacolare l'unica forma di governo mediante la quale il popolo è in grado di controllare e limitare eventuali abusi dei pochi rappresentanti eletti al potere.

16 settembre 2010
Bruno Aprile - Locate Varesino (CO) - tel. 3472954867 - CCDD Comitato Cittadino Democrazia Diretta

14 set 2010

Bipolarismo - Partiti Maggiori e partiti minori - Crisi di governo e conflitti interni alle coalizioni

Dalla nascita della nostra Costituzione italiana lo scenario politico e dei partiti politici è mutato notevolmente in continuazione nel corso dei 63 anni ormai trascorsi, la situazione di vita della stragrande maggioranza della popolazione invece è mutata molto meno.

Siamo giunti al bipolarismo dove tanti partiti e partitelli si coalizzano in due schieramenti contrapposti per amministrare la res-pubblica (cosa pubblica ed il bene comune) una al governo (maggioranza) e l'altra all'opposizione (per chi crede ancora che esista).

Per avere una maggioranza solitamente un grosso partito ha bisogno del sostegno di piccoli partiti che tutti insieme consentono al/ai grosso/i partito/i di avere più seggi.
Ovviamente l'alleanza con i grossi partiti i piccoli partiti la offrono in cambio di qualcosa... che molto spesso non viene concessa. (perché?... ma perché, forse, i piccoli partiti sono appunto piccoli :-)

Il piccolo partito che vede disattese le promesse ricevute si trova quindi nella condizione di dovere scegliere se:

Pur ritenendosi preso in giro continuare a stare al gioco e giungere a fine legislatura.
Ritenendosi preso in giro uscire dalla coalizione facendo cadere il governo col rischio di porre fine anche alla legislatura... e portare il paese a nuove elezioni (il che comporta una bella spesa di denaro pubblico - che non è mai abbastanza per far funzionare istituzioni e servizi).

Ora io mi domando:
Un piccolo partito che si presta al gioco del grosso partito in cambio di promesse che può immaginare disattese (dalla storia ed esperienze passate) cosa si allea a fare col grosso partito?
Cosa ottiene facendo cadere un governo?... se non favorire la coalizione di opposizione?

L'unica cosa che questo produce è un pessimo nome agli occhi di altri Stati cui l'Italia ha voluto unirsi (Comunità Europea) e siccome l'Italia attinge spesso a fondi Europei e si indebita con altri Stati... un'instabilità politica non offre certo una garanzia agli Stati che prestano soldi o altro genere di risorse (è un po come le banche che non danno crediti senza garanzie di riavere indietro i propri "soldi" - le virgolette aprirebbero un parentesi che è meglio non aprire).

A conclusione c'è da domandarsi:
Ma questi partiti minori traggono vantaggi dalla politica? I cittadini che li votano quali vantaggi traggono?

14 settembre 2010

Bruno Aprile - Locate Varesino (CO) - tel. 3472954867 - CCDD Comitato Cittadino Democrazia Diretta
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10 set 2010

Proviamo ad uscire dagli schemi usando la fantasia - Mafia e politica

Cosa si conosce del mondo della mafia o delle grandi associazioni a delinquere organizzate?

Hanno sempre insegnato, attraverso stampa, televisione, radio, film realizzati da fatti realmente accaduti, che esistono due distinte categorie di individui che fanno parte di organizzazioni mafiose o a delinquere.

1) Mandanti (capi)
2) Esecutori (galoppini)

I mandanti gestiscono tutto e danno ordini e direttive agli esecutori.
Gli esecutori realizzano i piani dei mandanti all'atto pratico.

Generalmente si scoprono solo gli esecutori, che sono disposti a correre i rischi maggiori perché più esposti... fra cui la carcerazione, la perdita di familiari o della propria stessa vita. Sono disposti a metterci la faccia (v. anche i pentiti o chi si fingono tali).

Quelli che non si scoprono quasi mai sono i mandanti, perché non si espongono, si riuniscono in segreto, discutono in segreto ed hanno il potere economico per corrompere chiunque (salvo qualche eccezione), proteggere e retribuire gli esecutori.

Analizziamo con la fantasia un organizzazione che usa il sistema politico/governativo di una nazione basata sulla sola Democrazia Rappresentativa, per fare i propri ed esclusivi interessi:

1) Mandanti (lobbies al di fuori della politica)
2) Esecutori (chi è all'interno della politica)

Il mandante deve tutelare i propri interessi (brame egoistiche) e per fare questo deve soggiogare molti sottoponendoli a delle regole attraverso le quali alimenta e soddisfa le proprie brame.

Per rendere fattibile questo occorre qualcuno (esecutore) che stabilisca le regole che soddisfino le brame del mandante.

Nelle organizzazioni mafiose chi da fastidio deve essere eliminato ed il mandante commissiona l'omicidio di chi da fastidio all'esecutore, al quale offre un lauto compenso.

Nel nostro esempio fantasioso chi vuole soddisfare le proprie brame egoistiche ha bisogno di commissionare delle leggi che gli consentano di sottomettere masse popolari, e soddisfare le proprie brame, agli esecutori (politici).

Chi è al di fuori del sistema politico/rappresentativo (Lobby) finanzia la formazione di partiti politici, scegliendo chi dovrà farne parte e che dovrà entrare nel sistema politico/rappresentativo, comprese le loro campagne elettorali.
Una volta introdotti nel sistema tali personaggi i mandanti ordinano e gli esecutori attuano... ovvero fanno leggi ingiuste, inique, inapplicabili, applicabili per alcuni, a volte rispettate a volte no. etc. etc.

Se così fosse... pensare di creare con i propri mezzi una forza politica in grado di contrastare tali lobbies o organizzazione (Casta) è semplicemente ridicolo oltre che utopistico.

Il sistema mafioso e politico lo possono combattere soltanto i cittadini uniti... specialmente quando la loro Costituzione (legge fondamentale) glielo consente.

La Democrazia Diretta è l'UNICO strumento di controllo e correttivo delle attività dei pochi eletti e, in senso lato, dei pochi potenti che vogliono dominare le masse popolari
_____

P.S.
Il quadro descritto è fantasioso ma supponiamo che un fondo di verità e realtà ci fosse... fa paura un simile quadro della situazione vero?...
Ma un popolo di milioni di persone che ha paura di un manipolo di individui cosa può sperare? Quale futuro? Quale miglioramento?


10 settembre 2010 - Bruno Aprile - Locate Varesino (CO) - tel. 3472954867

CCDD Comitato Cittadino Democrazia Diretta - http://www.facebook.com/pages/Comitato-Cittadino-Democrazia-Diretta-CCDD/279152377228
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25 ago 2010

Mentre voi cittadini

- Mentre voi vi compiacete della politica fatta dai politici più onesti di altri
- Mentre voi leggete i giornali che accusano i politici disonesti
- Mentre voi guardate le trasmissioni televisive che accusano i politici più disonesti
- Mentre voi dibattete in casa vostra, al bar, nei luoghi di lavoro sulle questioni parlamentari - nazionali: elezioni, legge bavaglio, scudi fiscali, legge elettorale, etc. etc.
- Mentre voi sostenete un partito piuttosto di una altro per tutto quanto è oggetto mediatico attuale a livello nazionale/parlamentare
- Mentre voi create gruppi, pagine, eventi su piattaforma Facebook dove discutete delle solite cose, litigate, censurate, etc.
- Mentre voi continuate ad ascoltare tutto ciò che vi propinano per distogliere la vostra attenzione dai veri problemi e dall'unica alternativa a questa fallimentare Democrazia Rappresentativa....

1) Crollano i tetti delle scuole dei Comuni dove vanno i vostri figli
2) Si consumano scippi, furti, stupri, violenze, nelle strade che frequentate ogni giorno
3) Vi costruiscono davanti a casa una piazza, una cava, uno stabilimento, una rotonda che non servono ad un cazzo se non a far guadagnare soldi a qualcuno che se ne fotte di voi
4) I vostri cari muoiono negli ospedali
5) I vostri anziani soffrono dei loro acciacchi di cui tutti se ne fottono in case di cura abbandonate a se stesse
6) I vostri figli sono rapiti da assistenti sociali che di tutto fanno fuorché assistere
7) Le scuole dove vanno i vostri figli insegnano loro quello che il sistema impone

Mentre voi sperate che qualcuno cambi la politica nazionale italiana... cosa IMPOSSIBILE con la sola Rappresentanza eletta che detta legge.

RINUNCIATE ALLA SOVRANITA' ED ALLA SOLUZIONE DEI PROBLEMI PIU' IMMEDIATI CHE POTRESTE RIDURRE INTERESSANDOVI DI PIU' DI CIO' CHE ACCADE A LIVELLO LOCALE!

D'ora in poi l'articolo di legge che segue... INAPPLICATO da un decennio ormai dai vostri amministratori comunali che VOI avete eletto (non c'entra il Parlamento e nemmeno il Partito qui)... lo posterò in ogni commento fino a farvi stancare di me e cancellarmi dai vostri contatti.
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Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267
"Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali"
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 227 del 28 settembre 2000 - Supplemento Ordinario n. 162

Articolo 8 Partecipazione popolare

1. I comuni, anche su base di quartiere o di frazione, valorizzano le libere forme associative e promuovono organismi di partecipazione popolare all'amministrazione locale. I rapporti di tali forme associative sono disciplinati dallo statuto.

2. Nel procedimento relativo, all'adozione di atti che incidono su situazioni giuridiche soggettive devono essere previste forme di partecipazione degli interessati secondo le modalita' stabilite dallo statuto, nell'osservanza dei principi stabiliti dalla legge 7 agosto 1990, n. 241.

3. Nello statuto devono essere previste forme di consultazione della popolazione nonche' procedure per l'ammissione di istanze, petizioni e proposte di cittadini singoli o associati dirette a promuovere interventi per la migliore tutela di interessi collettivi e devono essere, altresi', determinate le garanzie per il loro tempestivo esame. Possono essere, altresi', previsti referendum anche su richiesta di un adeguato numero di cittadini.

4. Le consultazioni e i referendum di cui al presente articolo devono riguardare materie di esclusiva competenza locale e non possono avere luogo in coincidenza con operazioni elettorali provinciali, comunali e circoscrizionali.

5. Lo statuto, ispirandosi ai principi di cui alla legge 8 marzo 1994, n. 203, e al decreto legislativo 25 luglio 1999, n. 286, promuove forme di partecipazione alla vita pubblica locale dei cittadini dell'Unione europea e degli stranieri regolarmente soggiornanti.
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Bruno Aprile - tel. 3472954867 - Locate Varesino (CO) - CCDD - Comitato Cittadino Democrazia Diretta

06 ago 2010

Sistema elettorale e Costituzione italiana - Comunicato Stampa

Spettabile redazione,
ieri 5 agosto 2010, in seconda serata su Rai tre, ho assistito malvolentieri al "Tg3 Linea Notte" dove un esponente di cui non sono riuscito a leggere il nome e nemmeno il partito di appartenenza, ha espresso cose assolutamente inesatte e fuorvianti riguardo all'attuale legge elettorale e quanto stabilito dalla nostra Legge fondamentale, la Costituzione italiana, che dovrebbe essere rispettata soprattutto dagli organi dello Stato (artt.28 e 54 Cost. e art. XVIII disp. trans. e finali) o quanto meno insegnata come si deve!
Ma la cosa che più mi ha infastidito è stata la solita recidiva prontezza dei media nel divulgare le falsità dei politici senza concedere un contraddittorio a chi è parte dell'elettorato attivo.... che non si invita mai in trasmissioni politiche.
E' quindi necessario dare le corrette informazioni all'elettorato attivo su ciò che recita la Costituzione in materia elettorale:
- I deputati sono eletti in maniera DIRETTA dai cittadini e non in maniera indiretta, ovvero attraverso i capi partito (art. 56 Cost.)
- I senatori idem come sopra (art. 58 Cost.)
- Il presidente del Consiglio è nominato dal Presidente della Repubblica dopo il voto di fiducia del Parlamento e non è pertanto scelto dal popolo (artt. 92 e 94 Cost.).

Se poi si vuole legiferare arbitrariamente in contrasto con la Costituzione o secondo progetti di riforma costituzionali non ancora in vigore, come se l'avessero ugualmente modificata si spera che con la dovuta informazione il popolo prenda coscienza e determinazione a non votare più nessuno fino a che si continua a fare disinformazione ed a ignorare i principi costituzionali.

Bruno Aprile - CCDD - Comitato Cittadino Democrazia Diretta - tel. 3472954867


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