La Costituzione è Legge fondamentale dello Stato italiano (art. XVIII disp. trans. e finali)

La Democrazia è Sovranità che appartiene al Popolo (art. 1 Cost.)... che la esercita nelle forme stabilite dalla stessa.

Tali forme comprendono la Democrazia Rappresentativa (art. 55 Cost.) esercitata dai cittadini eletti; e la Democrazia Diretta (artt. 50, 56, 58, 71, 75, 102 e 138) esercitata dai cittadini NON eletti.

Senza entrambe queste due forme non ci sarà mai nessuna Democrazia ma soltanto una Oligarchia.

30 apr 2010

LA LEGGE NON E' FRUTTO DI UNA SOLA PERSONA

Sarebbe bene leggere prima il materiale informativo da questo link: http://it.wikipedia.org/wiki/Procedimento_legislativo

____________

Per riassumere ed aggiungere:

1) L'Organo legislatore è il Parlamento (che ha il Potere Legislativo - ovvero di FARE le Leggi).

2) Il Parlamento è formato da due camere (la Camera dei Deputati e il Senato della Repubblica).

3) La Camera è formata da 630 deputati ed il Senato da 315 senatori (totale 945 parlamentari).

4) L'iniziativa legislativa parlamentare parte con la presentazione di una Proposta Di Legge (pdl) o Disegno Di Legge (ddl) da parte di un qualsiasi membro del Parlamento che viene prima esaminata da apposite Commissioni parlamentari, i cui membri possono proporre modifiche entro certi termini (Emendamenti). Queste Commissioni votano poi il DDL (o PDL) articolo per articolo e DOPO sottopongono alla Camera dei deputati il DDL per la votazione finale con la maggioranza dei voti dei suoi componenti, dopodichè il DDL votato dalla Camera passa al Senato che farà la stessa cosa.

Il DDL votato dalle due Camere a MAGGIORANZA DEI VOTI (almeno 945/2+1 = 473 voti) passa al Presidente della Repubblica per la Promulgazione. Il Presidente può rinviare UNA SOLA VOLTA alle Camere il DDL se nota irregolarità o illegittimità e se queste lo rivotano anche SENZA ALCUNA MODIFICA il DDL ritorna al Presidente della repubblica che è OBBLIGATO a Promulgarlo.

Dopo la promulgazione del Presidente della Repubblica il DDL diventa LEGGE, la quale diventa effettiva normalmente dopo 15 giorni dalla sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

CONCLUSIONI:

Una Legge, giusta o ingiusta, legittima o illegittima (anti-costituzionale) è il frutto della volontà di ALMENO 473 parlamentari e NON SOLO DA CHI LA PROPONE!!

Questo è l'iter legislativo parlamentare... quello Governativo è altra cosa, anche se il Parlamento DOVREBBE avere l'ultima parola (Conversione in Legge di un Decreto Legge di iniziativa governativa).

______________________

Ora capirete che quando si sentono o si leggono titoli o lamentele del tipo: Tizio è un Dittatore, Tizio ha fatto la Legge, ha voluto la Legge, ha abolito la Legge, ha modificato la Legge, etc. etc. viene da piangere, per quanto sia disinformante l'informazione che ci trasmettono i media asserviti ai politici.

Perchè il Presidente del Consiglio, ad esempio, chiunque esso sia, NON FA LE LEGGI e perchè è fin troppo evidente che chi propone titoli o lamentele del genere o indica una sola persona come responsabile dei mali dell'Italia (Leggi ingiuste, illegittime, etc.)... sia egli di destra, di centro o di sinistra;

E' DI PARTE!!

E siccome il CCDD ritiene il Parlamento un'insieme di individui che avrebbero la pretesa di fare gli interessi del popolo... ma che invece se ne fregano altamente del popolo... escluso forse qualcuno che, contro una maggioranza di strane persone, potrà fare solo una cosa: ovvero NULLA!

NON VOGLIAMO ESSERE PRESO PIU' IN GIRO NE' DAI PARTITI - NE' TANTO MENO

DA CITTADINI CHE FANNO IL LORO GIOCO SENZA avere ancora afferrato bene il perchè lo facciano... Viene a loro in tasca qualcosa?

Se così fosse è meglio che si cerchino altri polli (v. commento dal titolo: Nuovi Partiti e Movimenti... etc.)

Cordiali saluti agli onesti, obiettivi, riflessivi e sovrani cittadini.

CCDD - Comitato Cittadino Democrazia Diretta - 27 aprile 2010

Nuovi Partiti e Movimenti alle elezioni - E' veramente quello che ci vuole?

Se siamo tutti d'accordo sul fatto che un Disegno Di Legge (DDL) per diventare Legge deve essere approvato (votato) dalla maggioranza dei parlamentari (almeno 473). Per maggiori info vedere Nota:

http://www.facebook.com/notes/comitato-cittadino-democrazia-diretta-ccdd/la-legge-non-e-frutto-di-una-sola-persona-ad-es-berlusconi-o-casini-o-bersani/401223384216

Ci sarebbe da domandarsi come può un nuovo arrivato, sia esso un Partito o sia esso un Movimento, pensare di fare meglio di quelli esistenti, ovvero far passare Disegni Di Legge giusti, equi e senza trappole, ed inoltre come pensa di risolvere i problemi che esulano la Rappresentanza e che riguardano invece il terzo potere (Magistratura)... strane sentenze in cui vincono sempre i Potenti.

Rimanendo nel mondo politico/rappresentativo:
quanti parlamentari pensa di piazzare a Palazzo quel Partito o Movimento? E quindi, quanti voti pensa di prendere quel Partito o Movimento per piazzare quel numero di parlamentari necessario a far discutere ed approvare un buon Disegno Di Legge?

A livello amministrativo locale le cose non cambiano per nulla:
Quanti consiglieri comunali, o provinciali o regionali pensa di piazzare una Lista Civica appena creata? Per far sì che mozioni e proposte vengano deliberate?

In sostanza... senza la volontà espressa del Popolo... ogni minoranza rimarrà IN minoranza (scusate il gioco di parole) e non potrà altro che dividere la torta assieme ai Grandi (anzi prendere le briciole - che pur sempre sono qualcosa - per chi è eletto).

Quindi per realizzare quello che realmente si dichiara di voler realizzare... è necessario che chi è eletto, o chi aspira a diventarlo, si CONSULTI o chieda il SOSTEGNO del popolo... ma non soltanto attraverso il voto ogni 5 anni o anche meno... ma ogni qualvolta il Popolo lo chiede o si debbano prendere decisioni importanti!

La Democrazia VERA si avrà con uno stretto legame fra rappresentanti eletti (DR) e rappresentati non eletti (DD).
Questo implica che chi è eletto non deve/devono decidere LUI/LORO quando consultarsi coi cittadini ma bensì DEVE/DeVONO accogliere, esaminare e rispondere alle richieste di consultazione con i cittadini non eletti anche quando provengono da questi ultimi.

Questa intenzione la si comprende dai "Programmi" che i neo-gruppi candidandi propongono fuori e dentro alle campagne elettorali.

Se si vogliono introdurre strumenti di partecipazione popolare - DI QUALSIASI TIPO - per poi ostracizzarne l'uso, come fatto dal Parlamento a partire dal 1970 (legge n. 352) ad oggi COSA CAMBIA?

Per evitare quindi che nuovi Furbi imitino i vecchi furbi occorrono due categorie di cittadini ben distinte con stessi poteri Eletti ed Elettori ma che collaborino INSIEME.

N.B.
Con questo non si vuole sminuire o mettere in dubbio la buona fede di chi vuole presentarsi come un tocco di aria pura... ma occorre stare attenti perchè... si sa... la politica è sempre vista da molti come la Gallina dalle uova d'oro.

Chi è in buona fede e non vuole essere guardato con sospetto proporrà un "Programma chiaro e completo".

Comitato Cittadino Democrazia Diretta - 30 aprile 2010

25 apr 2010

Abbatere il Quorum dai Referendum - PRECISAZIONI IMPORTANTI

Innanzitutto cos'è il Quorum?
Il Quorum è in sostanza: IL NUMERO MINIMO DI VOTI (quindi di gente che vota) CHE RENDE LEGALMENTE VALIDA UNA VOTAZIONE.
Per quanto riguarda il solo Referendum abrogativo, in Italia, è previsto un Quorum pari al 50+1% dei voti perchè il Referendum sia ritenuto valido.
Su 48.000.000 di aventi diritto al voto occorrono 24.000.001 voti (persone che votano il referendum) per far sì che il Referendum sia valido.


Per i restanti Refrendum non c'è Quorum


Come per ogni cosa che riguardi la politica occorre sempre fare dei distinguo:


1) Chi sostiene opinioni in mala fede (per non cambiare nulla o per agire per conto dei partiti)
2) Chi sostiene opinioni in buona fede (temendo un peggioramento della situazione)


Escludendo i primi, che non ci interessano minimamente e con i quali riteniamo inutile discutere, ci rivolgiamo ai secondi per elencare gli aspetti fondamentali che giustificano l'abbattimento del Quorum in qualsiasi genere di Referendum.


1) Abrogativo (art. 75 Cost.)
2) Confermativo (art. 138 Cost.)
3) Consultivo (non previsto dalla nostra Costituzione)
4) Propositivo (non previsto dalla nostra Costituzione)
5) Deliberativo (non previsto dalla nostra Costituzione)
6) Revocativo (non previsto dalla nostra Costituzione)


Parentesi:
In merito ai Referendum di cui ai punti 3, 4, 5 e 6 ci sarebbe da discutere facendo riferimento all'Autonomia degli Enti locali (artt. 114 e segg. Cost.), poichè introdurli a livello locale sarebbe solo migliorativo e non peggiorativo ovvero illegittimo (o anti costituzionale). Infatti in alcune Regioni ed in alcuni Comuni sono stati introdotti tanto il Referendum Consultivo, quanto il Referendum Propositivo (in alcuni casi senza quorum).
Chiusa parentesi.


Alcuni vedono delle perplessità nell'abbattimento del Quorum perchè vedrebbero in alcune proposte insensate, presentate da rappresentanti eletti e/o da cittadini non eletti, dei GRAVI PERICOLI.


Queste preoccupazioni sono infondate per i seguenti motivi:


1) La Costituzione italiana è sempre la Legge fondamentale che tutti devono rispettare (art. XVIII disp. transitorie e finali).


2) Esiste un'organo garante della Costituzione italiana (artt. 136 e 134 Cost.) che deve anche valutare la legittimità di ogni richiesta di Referendum (da qualsiasi parte essa provenga), ovvero la Corte Costituzionale. Un Referendum proposto passa al vaglio di un organo preposto che ne dichiara quindi la legittimità ed anche l'ammissibilità (Ufficio Centrale del Referendum istituito presso la Corte di Cassazione). Se qualcuno dovesse proporre un Referendum in contrasto con la Costituzione italiana questo verrebbe dichiarato INAMMISSIBILE. Anche a livello comunale, provinciale e regionale esistono apposite Commissioni per il referendum, che hanno il compito di valutarne la legittimità e l'ammissibilità.


Dal punto di vista tecnico inoltre:


3) L'abbattimento del Quorum eliminerebbe il fenomeno dell'astensionismo (N.B. da non confondere con l'astensionismo al voto per la scelta dei rappresentanti eletti... che è tutt'altra cosa). Se la gente sa che il Referendum andrà a buon fine perché non "invalidato" per mancato raggiungimento del Quorum... molte più persone andranno a votarlo.


4) Chi lo propone (fra i rappresentanti eletti) ha maggior interesse a chiarire ed informare la popolazione o la cittadinanza locale sul quesito referendario perchè sa che molte più persone andranno a votarlo ed anche chi è contrario dovrà informare riguardo al suo punto di vista. Ci sarebbe più informazione a vantaggio dei cittadini che, con maggiori informazioni in possesso, andranno a votarlo con più probabilità.


5) Ammesso che la proposta insensata passasse il vaglio dell'organo preposto a dichiararne l'ammissibilità, la gente, sapendo che non esiste Quorum, andrebbe a votare con maggior convinzione, tantopiù se sa' di dover votare su una proposta insensata, per evitare che minoranze possano far passare la proposta insensata.


6) Dove esiste il quorum? In Europa esiste un quorum del 50% in Slovenia, Ungheria, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e quasi tutte le repubbliche dell’ex blocco comunista. Esiste inoltre il quorum del 40% in Danimarca.
Dove non esiste il Quorum? I referendum non prevedono il quorum in paesi con lunga storia democratica come Francia,  Gran Bretagna, Irlanda, Paesi Bassi, Islanda, Spagna, Malta, Lussemburgo, Finlandia, Austria, oltre che ovviamente nella patria dei referendum, la Svizzera e il Lichtenstein.
Negli USA non esiste il referendum a livello federale, ma i 27 stati USA che lo prevedono, hanno quorum zero. Anche in Nuova Zelanda, altra nazione che ricorre frequentemente alla consultazione referendaria, non è previsto quorum.

7) Altre informazioni sulle ragioni per abolire il Quorum dai referendum sono esposte nel Blog di Paolo Michelotto al seguente link: http://www.paolomichelotto.it/blog/2011/05/23/13-motivi-per-abolire-il-quorum-dai-referendum/


Dal punto di vista opinionistico invece personalmente dico:


Perchè devo pagare io, che voglio esercitare parte della mia sovranità con cognizione di causa, per colpa di gente che se ne frega di come gli eletti gestiscono la mia vita, il futuro mio e dei miei figli e nipoti, delle mie energie e delle mie risorse fisiche ed economiche... perchè non vota nemmeno i Referendum Popolari? (preferendo lamentarsi sempre dei politici, discutere solo di sport, di calcio o della vita privata dei vip, etc.?).
In sostanza è giusto che le decisioni vengano prese da chi partecipa, da chi si esprime, da chi vota, da chi è attivo.
Chi si astiene è giusto che prenda quello che passa il convento (e senza lamentarsi).


Dal punto di vista Democratico:
Non tutti coloro che si astengono sono favorevoli al No (alla NON abrogazione della legge) poiché c'è gente che non può votare i referendum perché lontana dal proprio comune di residenza, perché impossibilitata per motivi di salute, perché disinteressata alla politica o sfiduciata nei confronti dei politici, perché per ignoranza preferisce astenersi pur di fare scelte errate.
Un breve esempio:
Gli aventi diritto al voto sono 48.000.000 e si recano a votare un referendum solo 24.000.000 di essi, e fra i  24.000.000 di votanti 23.999.999 hanno votano SI ed 1 solo cittadino vota NO... il referendum sarebbe nullo e la legge non verrebbe abrogata pur avendo espresso NO un solo cittadino. sarebbe democrazia questa? In questo caso vince una ristretta minoranza.


Bruno Aprile - tel. 3472954867 - Locate Varesino (CO) - CCDD Comitato Cittadino Democrazia Diretta

23 apr 2010

Ciò che molti non sanno sul Referendum abrogativo popolare (con raccolta delle 500.000 firme)

Premessa IMPORTANTE:

Quale fervente sostenitore della Democrazia Diretta non intendo sminuire il valore del Referendum popolare abrogativo di legge ordinaria (art. 75 Cost.) poichè è un importantissimo strumento di Democrazia Diretta.

Il problema è nato dal lontano 1970 (come osservato in altre note, fra cui questa: http://www.facebook.com/note.php?note_id=306344314216), ovvero quando il Parlamento ha pensato di renderlo impraticabile ai cittadini elettori, ponendo degli ostacoli con lìLegge n. 352/70.

Ha fatto sì, in sostanza, che di tale strumento di Democrazia Diretta, se ne impossessassero i partiti, perchè potessero essere sempre gli eletti a scegliere quali leggi abrogare e quali leggi invece mantenere (mica scemi i nostri rappresentanti eletti :-). Oltre a questo (della serie prendiamo due piccioni con una fava) ne hanno fatto, specie negli ultimi anni, delle mere campagne propagandistico/elettorali.

Un'ulteriore dimostrazione di quanto questo sia assai probabile è data dal fatto che non c'è mai stato NESSUNO che abbia fatto indire Referendum abrogativo di legge, attraverso i 5 consigli regionali (v. art. 75 Cost.).

Ma perchè?

1) I partiti che imbandiscono banchetti per le raccolte firme non si farebbero la pubblicità/propaganda che si fanno con la raccolta delle 500.000 firme
2) Immaginatelo da voi leggendo questo articolo: http://www.vita.it/news/viewprint/46231

Al di là di ogni cosa, quello che dovrebbere fare riflettere, anche a rischio di andare in netta contro tendenza ed impopolarità, è l'aspetto economico.

Un referendum indetto attraverso i 5 Consigli regionali costerebbe MOLTO MENO DENARO PUBBLICO.

Poichè alla fine i partiti usano sempre i NOSTRI soldi per organizzare la raccolta delle 500.000 firme (v. finanziamento pubblico ai partiti e rimborsi campagne elettorali + il premio di cui all'articolo leggibile al link sopra indicato).

Iniziamo ad essere impopolari quindi... sperimentiamo prima la via dei 5 consigli regionali e, caso mai, DOPO quella delle 500.000 firme.

Bruno Aprile - 23 aprile 2010 - Comitato Cittadino Democrazia Diretta

20 apr 2010

Il Progetto del CCDD - Comitato Cittadino Democrazia Diretta

Il Progetto del CCDD consiste nel formare gruppi di cittadini in ogni comune, coordinati e facenti parte di un unico Comitato nazionale con stesso nome e stessa sigla (CCDD – Comitato Cittadino Democrazia Diretta) che non si candiderà mai a nessun tipo di elezione, poiché i suoi obiettivi principali sono:

1) Chiedere che le amministrazioni locali adeguino gli Statuti ed i Regolamenti all’ attuale Legge ed alla Costituzione italiana per quanto riguarda la partecipazione cittadina alla vita politica del paese (Democrazia Diretta). Far si, quindi, che gli amministratori eletti coinvolgano e rendano partecipi i cittadini, attraverso consultazioni cittadine, petizioni, proposte e referendum, prima di ogni decisione (delibera).

2) Chiedere la massima trasparenza amministrativa agli enti pubblici ed alle amministrazioni ogni volta che i cittadini ne facciano richiesta. Ogni spesa sostenuta con denaro pubblico deve essere motivata e descritta nei minimi particolari ai cittadini che ne faranno richiesta.

3) Chiedere, insomma, che si applichi nella realtà il principio di cui all’art. 1 della Costituzione italiana, ovvero che il POPOLO è sovrano e quindi l’ultimo ad esprimersi, e che i rappresentanti sono delegati e subalterni. I rappresentanti possono decidere solo quando i cittadini non si esprimono.

Per noi la Democrazia si potrà avere realmente con la Democrazia Diretta a complemento della Democrazia rappresentativa.

Comitato Cittadino Democrazia Diretta - 3 gennaio 2010
http://www.facebook.com/pages/Comitato-Cittadino-Democrazia-Diretta-CCDD/279152377228

15 apr 2010

E-mail certificata al Sindaco di Locate Varesino

From: "Bruno Aprile"
To: "Luca Castiglioni"
Cc: "LocateInforma"
Subject: Gruppo di lavoro per modifiche al regolamento comunale
Date: Thu, 15 Apr 2010 02:58:38

Egregio Signor Sindaco,
non avendo ricevuto risposta, né conferma di lettura, alla mia precedente e-mail del 08/03/2010, che Le inviai:
dopo aver letto a pagina 3 del numero di dicembre 2009 "Locate Informa" quanto testualmente di seguito riportato:
"Accolgo, sempre molto volentieri, coloro che hanno l'intenzione di dare suggerimenti, aiuti, proposte e consigli, poiché ritengo che ogni contributo sia prezioso e irrinunciabile quando è dato onestamente per il bene collettivo.";

le scrivo nuovamente:
dopo aver letto a pagina 25 del numero di aprile 2010 "Locate Informa" quanto testualmente di seguito riportato:
"Presto comunque verrà istituito un gruppo di lavoro, con componenti di maggioranza e opposizione (in numero uguale) per discutere ed apportare eventuali modifiche all'attuale regolamento comunale in vigore.",

per chiederLe cortesemente di valutare l'inserimento nel suddetto gruppo di lavoro il Comitato che presiedo, "CCDD - Comitato Cittadino Democrazia Diretta", registrato il 22 gennaio 2010 presso l'Ufficio delle Entrate di Como e protocollato presso il Comune di Locate Varesino il 14 aprile 2010, per discutere su eventuali modifiche da apportare
all'attuale Regolamento comunale in vigore relativamente a quanto stabilito dall'art. 8 del Dlgs 267/00 che l'attuale Regolamento Comunale non prevede e non cita minimamente.

Il tutto in virtù di quanto da Lei stesso dichiarato nel numero di Locate informa di dicembre 2009 (v. sopra), in virtù dell'articolo 8 del Dlgs 267/00 che prevede la consultazione con componenti esterni all'amministrazione eletta ed in virtù del fatto che non esiste altra Associazione e/o Comitato a Locate Varesino che si occupa della materia riguardante il citato articolo del Dlgs 267/00 che, come ripeto, l'attuale Regolamento comunale non prevede e non cita.

In attesa di una Sua cortese risposta Voglia gradire i miei migliori saluti.

Bruno Aprile - Locate Varesino (CO) - tel. 3472954867 - Presidente CCDD - Comitato Cittadino Democrazia Diretta

09 apr 2010

La Democrazia Diretta è Legge inapplicata da 10 anni

Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267
"Testo unico delle leggi sull'ordinamento degli enti locali"
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 227 del 28 settembre 2000 - Supplemento Ordinario n. 162

Articolo 8
Partecipazione popolare
1. I comuni, anche su base di quartiere o di frazione, valorizzano le libere forme associative e
promuovono organismi di partecipazione popolare all'amministrazione locale. I rapporti di tali forme associative sono disciplinati dallo statuto.

2. Nel procedimento relativo, all'adozione di atti che incidono su situazioni giuridiche soggettive
devono essere previste forme di partecipazione degli interessati secondo le modalita' stabilite dallo
statuto, nell'osservanza dei principi stabiliti dalla legge 7 agosto 1990, n. 241.

3. Nello statuto devono essere previste forme di consultazione della popolazione nonche' procedure
per l'ammissione di istanze, petizioni e proposte di cittadini singoli o associati dirette a promuovere
interventi per la migliore tutela di interessi collettivi e devono essere, altresi', determinate le garanzie per il loro tempestivo esame. Possono essere, altresi', previsti referendum anche su richiesta di un adeguato numero di cittadini.

4. Le consultazioni e i referendum di cui al presente articolo devono riguardare materie di esclusiva
competenza locale e non possono avere luogo in coincidenza con operazioni elettorali provinciali,
comunali e circoscrizionali.

5. Lo statuto, ispirandosi ai principi di cui alla legge 8 marzo 1994, n. 203, e al decreto legislativo 25 luglio 1999, n. 286, promuove forme di partecipazione alla vita pubblica locale dei cittadini
dell'Unione europea e degli stranieri regolarmente soggiornanti.
______________

PREMESSA:

Io trovo che il Dlgs 267/00, che ha sostituito in gran parte la precedente Legge 265/99, nient’altro sia che l’applicazione dei principi Costituzionali di cui agli artt. 50, 71, 75 e 138 (anche se quelli di cui agli artt. 75 e 138 sembrano riferiti ai soli referendum, rispettivamente abrogativi di legge ordinaria e confermativi/consultivi di legge costituzionale o di revisione costituzionale).

Tale applicazione trova luogo nei Comuni, nelle Province e nelle Regioni in virtù di altri principi costituzionali di cui agli artt. 114 e segg. della Costituzione, che in un certo qual modo rendono gli Enti Locali come dei piccoli Stati a se, avendo ognuno di essi uno Statuto (Costituzione dell’amministrazione locale) ed un Regolamento (Dispositivo di attuazione dei principi statutari dell'amministrazione locale).

Ciò che non rende completamente indipendenti ed autonomi in senso assoluto i Comuni, le Province e le Regioni, quindi degli Stati a sè in modo assoluto, sono i vincoli che essi hanno ad un’unica Costituzione ed alle leggi dello Stato (emanate dal Parlamento).

ENTRANDO NEL MERITRO DEL DLGS 267/00 in particolare l’art. 8:

Con particolare riferimento al comma 2… che riporto di seguito:
“Nel procedimento relativo, all'adozione di atti che incidono su situazioni giuridiche soggettive
devono essere previste forme di partecipazione degli interessati secondo le modalita' stabilite dallo statuto, nell'osservanza dei principi stabiliti dalla legge 7 agosto 1990, n. 241.”

OSSERVO CHE:

lo Statuto dell’ente locale deve essere redatto in OSSERVANZA di una legge che riguarda la TRASPARENZA fra ente pubblico e cittadino (SINGOLO CITTADINO)… Quindi a mio avviso niente da aggiungere e proporre di nuovo… occorre solo che tale principio venga applicato ai fini pratici per ciò che chiaramente sottindende... la TRASPARENZA.

Con riferimento al comma 3 invece, che riporto anch’esso di seguito:

“Nello statuto devono essere previste forme di consultazione della popolazione nonché procedure per l'ammissione di istanze, petizioni e proposte di cittadini singoli o associati dirette a promuovere interventi per la migliore tutela di interessi collettivi e devono essere, altresì, determinate le garanzie per il loro tempestivo esame. Possono essere, altresì, previsti referendum anche su richiesta di un adeguato numero di cittadini.”

OSSERVO CHE:

Nello Statuto dell’ente locale DEVONO (c’è obbligo e non facoltà) essere indicate tutte quelle procedure per l’accoglimento di PETIZIONI (art. 50 Cost.) le quali sono "Richieste di cittadini non eletti (NON OCCORRONO NUOVI PARTITI, MOVIMENTI, LISTE CIVICHE) presentate alle amministrazioni locali".

Tali richieste, PETIZIONI DEVONO (è il verbo usato nel testo legislativo) essere prese in considerazione!! Lo si deduce dalle successive parole che riporto nuovamente di seguito:
”… devono essere, altresì, determinate le garanzie per il loro tempestivo esame”

il legislatore IMPONE chiaramente all’amministrazione locale di garantire ai proponenti delle petizioni (PRESENTATE DAI CITTADINI NON ELETTI… lo ripeto) un TEMPESTIVO ESAME. Ora mi sembra più che logico pretendere che dove è previsto un tempestivo esame debbano anche seguire delle RISPOSTE. Nel caso in cui le risposte dovessero essere negative bisognerà anche che le amministrazioni locali MOTIVINO il mancato accoglimento delle richieste presentate sotto forma di petizioni. A prescindere da tutto ciò la PETIZIONE è uno strumento di Democrazia Diretta che deve avere un valore poiché è una chiara richiesta dei cittadini che esiste a livello costituzionale da 63 anni!
Se poi si vogliono costituire gruppi, movimenti e liste civiche per supportarle è un di più che non da certamente fastidio e che non guasta (DR+DD=Democrazia) ma non NECESSARIO (a mio avviso)… anche perché se si continua a mantenere e a diffondere all’opinione pubblica la teoria che solo la Rappresentanza deve essere l'ultima a decidere o indispensabile ed unica forma per raggiungere il traguardo Democrazia... non credo cambierà qualcosa... per il semplice motivo che se è veramente questa rappresentanza a fare la differenza se tale movimento, lista o che altro non avrà la maggioranza dei voti fra i consiglieri comunali, provinciali e regionali… rimarrà tutto come prima.

Per ora mi fermo qui… più avanti mi esprimerò sulla questione Referendum… strumento più difficile da introdurre negli Statuti e nei Regolamenti degli enti locali poiché il legislatore, in quel caso, non usa il verbo “DEVONO” ma “POSSONO” che implica facoltà e non obbligo. Ciò non toglie comunque che tale facoltà possa diventare obbligo… SE LO CHIEDONO I CITTADINI SOVRANI (che non lo sono mai stati non perché gli è proibito dalla Costituzione ma perché non hanno mai voluto esserlo e non lo vogliono tuttora essere).

Bruno Aprile - Locate Varesino - 9 aprile 2010

Segui via Email

Domanda di adesione

Per iscriversi al CCDD: scaricare il modulo di adesione, stamparlo, compilarlo e inviarlo via e-mail nella modalità indicata nel modulo stesso.